Recensioni 2019 #25: Guns – Quelle Chris

Un concept sulle armi, che “possono essere sia buone che cattive”, significa fare polemica negli Stati Uniti, ma da noi suona tutto come filtrato da un’altra dimensione. Questo hip-hop politicizzato, vecchio stile nei suoni e un po’ banale nei contenuti, quantomeno ascoltato da questa parte del mondo, e sicuramente meno collegato alla vita quotidiana di…

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Gli Artisti Del Millennio: #1

EMINEM Marshall Bruce Mathers III, il “King Of Hip Hop”, è il più influente artista degli anni 00s e uno dei più amati di inizio secolo. La sua miscela musicale è esplosiva, con rime irriverenti organizzate in schemi complessi, legate a doppio filo con la pop-culture, irrisa e colpita al cuore dei suoi taboo e…

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Recensioni 2019 #24: American Love Call – Durand Jones & The Indications

Soul-funk classico, direttamente dai 70s, calligrafico ma all’altezza dei classici che imita pedissequamente, in primis quel Curtis Mayfield che insieme alle sue Impressions sembra la chiara ispirazione persino del nome sociale prescelto. Per gli appassionati che vogliono ascoltare la musica che amano, senza rimettere in play i vecchi vinili di famiglia, è il disco ideale,…

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Recensioni 2019 #23: Zess – Magma

50 anni di musica “altra”, tanto floridi che il materiale d’archivio è pronto a distinguersi a mezzo secolo dalla fondazione della band francese. Prog-rock talmente personale da meritarsi un sottogenere, zeuhl, a metà fra classica moderna, jazz e rock, perdipiù cantato in una lingua coniata per l’occasione e qui accantonata eccezionalmente. Una prima bozza di Zëss…

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Recensioni 2019 #22: Iketoma Hits – Otoboke Beaver

Da Kyoto con decisamente tanto furore, queste donne assaltano i timpani a suon di hardcore-punk sgangherato e caotico, fieramente disarticolato e gioiosamente violento. Deliziosamente weird, anche a causa di un inglese che spunta in modo improvviso e con pronuncia approssimativa, sembrano sempre sul punto di esplodere, ad un passo dal disintegrare i motivetti gioviali che…

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Recensioni 2019 #21: Arrival – Fire! Orchestra

La big band sperimentale per eccellenza degli 10s chiude il ventennio con un lavoro che riunisce dolcissimo e caotico, solare e tetro, jazz più o meno free ma anche post-rock educato. Ruffiane le distese arie cantate, quelle che probabilmente attraggono il pubblico più vasto dell’intera carriera, ma forti di una bellezza classica che le rende…

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Recensioni 2019 #20: Come In – Weatherday

Bassa fedeltà, fragilità emotiva, malinconia e inquietudine in questo esordio svedese che cela sotto una maschera di semplicità da cameretta grandi ambizioni cameristiche, da dramma generazionale e sentimentale. Il paragone più scontato sono i Car Seat Headrest, ma guardando poco più in là si scorgono i Microphones. Ne nascono sgangherate ma multiformi fantasie melodiche che spazzolano…

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Recensioni 2019 #19: Dedicated – Carly Rae Jepsen

Una parte del mondo ancora ricorda la popstar di “Call Me Maybe”, tanto da considerarla il presente se non addirittura il futuro del pop ballabile, una luce nella mediocrità dei ritornelli poco creativi che abbondano nelle classifiche. L’entusiasmo con EMOTION (’15), che onestamente lascia ancora stupefatto chi vi scrive, ha contagiato pure questo quarto lavoro,…

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Recensioni 2019 #18: Purple Mountains – Purple Mountains

C’è un tono triste ma tragicomico in questi brani vagamente surreali, fra genitali quasi perduti e desolazione urbana fatta di bevute al centro commerciale, nell’attesa che un altro frammento di vita passi. Saranno felici i fan, come me, dei Cake, che rivivono qui in un equilibrato country-pop da pianto asciutto, da lucciconi mentre si balla…

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Recensioni 2019 #17: UFOF – Big Thief

Dominato dalla voce femminile, è un album celestiale quando non malinconico, rarefatto ma con frangenti eterei, è un album di folk intriso di America contemporanea, alla ricerca di un passato nostalgicamente sognato e reinventato. Ci ritroverete gli Wilco ed i Red House Painters, l’indie-folk un po’ hipster e il più ombroso degli slow-core: è un…

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Recensioni 2019 #16: Planetary Clairvoyance – Tomb Mold

Terzo album in tre anni per questi inferociti canadesi, altra collezione di death-metal dagli slanci tecnici e i riflessi sci-fi che massacra timpani e cervello. Non sarà il disco che fa nuovi adepti al culto del metal estremo, perché zero concede agli ascoltatori più timidi e poco fa per allontanarsi dai ben conosciuti fondatori, ma per…

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Recensioni 2019 #15: Hiding Places – Billy Woods & Kenny Segal

Collabo scurissima per un hip-hop nero come la pece, consumato da ansia, paura e tensione. Beat lenti, miasmatici e storditi, persino gotici, perfetti per accompagnare strofe declamate e rappate con un senso di minaccia costante: così Segal scopre il paesaggio sonoro perfetto per Woods, al suo vertice. Nessuna concessione all’orecchiabile né allo spettacolare, neanche al…

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Recensioni 2019 #14: Schlagenheim – Black Midi

Giunti alla fine del rock, è totale la libertà di fondere, mischiare, rileggere l’incredibile varietà musicale del genere. In questo fulminante esordio inglese si trova di tutto, dai Talking Heads ai Neu!, passando per il math-rock e il progressive. Nel marasma di idee e ripensamenti, svolgimenti e bruschi cambiamenti, è facile intravedere la lontana sagoma…

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Recensioni 2019 #13: Caligula – Lingua Ignota

Kristin Hayter ha segnato già gli ascoltatori più esoterici con All Bitches Die (’17). Ritorna il modo con cui si muove fra neoclassica, industrial assordante e sedute psicoterapeutiche torcibudella. Chi altri ha costruito la sua musica sulla missione di dar voce alle vittime di abusi? Chiaro, non è l’album da TGIF ma un affascinante, eterogeneo, maestoso…

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Recensioni 2019 #12: Grey Area – Little Simz

Gioiello del rap inglese contemporaneo, è un conciso, tagliente, carismatico esercizio narrativo altamente creativo. Hip-hop tinto di jazz, con spigoli hardcore e morbidezze soul, attraversato da una sensibilità femminile che ricorda Kate Tempest e una compattezza degna dell’endorser d’eccezione Kendrick Lamar. Un album che suona contemporaneo senza essere alla moda, mirabile fotografia di un hip-hop…

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Recensioni 2019 #11: Bandana – Freddie Gibbs & Madlib

Tornano sul luogo del delitto, dopo Pinata (’12). È una giostra di frammenti jazzati assemblati in modo creativo, spesso posti a contrasto con rime aggressive. La scaletta inganna, i brani sono spesso assemblaggi di varie sezioni. Mai così dinamici ed equilibrati, i due titolari si scontrano, si scambiano l’occhio di bue, si completano. Gli ospiti sono…

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Recensioni 2019 #10: Igor – Tyler, The Creator

Quinto e più complesso album della carriera, segue le vicende di un triangolo amoroso e affastella collaborazioni da sogno (per dirne 5: Playboi Carti, Lil Uzi Vert, Solange, Kanye West, Pharrell) e produzioni esplosive, tutte firmate da Tyler. Hip-hop e soul sono i collanti di composizioni mutanti ed eterogenee fra loro, tinte di synth ottantiani…

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Recensioni 2019 #9: Titanic Rising – Weyes Blood

Pop cameristico, barocco, malinconico e onirico, colorato da una vena psichedelica molto melodica, tanto vintage a volte da richiamare Zombies e Beatles ma aperto a deviazioni atmosferiche. Voce femminile, quella di Natalie Mering, che domina fra toni neoclassici, romantici, struggenti (“Movies”, “Andromeda”). “Everyday” sembra un classico dei sixties ripescato dal dimenticatoio, con tanto di armonie…

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Recensioni 2019 #8: Pure Imagination, No Country – Dave Harrington Group

L’ex sodale di Nicolas Jaar nei Darkside ritorna dopo “Become Alive” (’16), opera dispersiva, fin troppo pink-floydiana ma anche misteriosa e affascinante, soprattutto nella lunga title-track. Questa volta l’anima è jazz-kraut-rock, asimmetrica e rocambolesca, algida e astratta, più febbricitante che meditabonda. Basta questo ad aumentare l’interesse per l’album, ora meno calligrafico. “Patch One” (11 min.)…

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Recensioni 2019 #7: Thank U, Next – Ariana Grande

La piccola Grande (scusate) è diventata star con “My Everything” (’14), sexy e adulta con “Dangerous Woman” (’16) ma finalmente artista solo con “Sweetener” (’18), il primo album in cui la sua voce eccezionale, da piccola Mariah, è messa al servizio di un carnevale di stili creativi. Metacritic registra il plauso e le conferisce il…

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Recensioni 2019 #6: God Is Not A Terrorist – Ustad Saami

Pakistano di 75 anni che suona una musica misteriosa, destinata all’eternità. La sua missione è quella di mantenere viva una tradizione remotissima, risalente al mondo pre-islamico, che sfrutta strutture microtonali e un ventaglio di linguaggi, dal sanscrito all’urdu, passando per il farsi, l’arabo e l’antica lingua vedica. Saami è l’ultimo erede di una tradizione che…

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Recensioni 2019 #4: Nuvolascura – Nuvolascura

Emo-violence statunitense, un attacco frontale a timpani e cuore. Urlato come se si stesse bruciando, suonato alternando furia cieca a inaspettate melodie e complesse creazioni armoniche. In momenti frenetici di devastante potenza si scopre un passaggio segreto che ricongiunge il punk, il noise e il grindcore, secondo un’estetica di distruzione emotiva e di aggressività spaventosa….

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Recensioni 2019 #3: Malibu Ken – Malibu Ken

Aesop Rock, “il dizionario vivente“, è tornato insieme a Thomas “Tobacco” Fec. L’uomo dei capolavori “Float” (’99) e “Labor Days” (’01) torna per dimostrare di poter rappare su qualsiasi cosa, anche su un marasma psych e sci-fi. Sbilenchi, deformati, sfibrati da feroci trattamenti digitali, le basi e i beat rappresentano l’acido e ideale paesaggio sonoro…

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Recensioni 2019 #2: Forgotten Paths – Saor

Questi blackster di Glasgow hanno ben affermato la loro formula da Roots (’13), fra reminiscenze celtiche, fascinazioni pagane e deviazioni atmosferiche. Da sempre impegnati in composizioni chilometriche, malinconiche e tragiche, si sono fatti più violenti con Aura (’14), album che contiene il vertice “Pillars Of The Earth”. Dopo Guardians (’16), in scia ai precedenti, questo…

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Recensioni 2019 #1: Electric Lady Sessions – LCD Soundsystem

arriva un documento live-in-studio a ravvivare lo stagnante momento della formazione dance-punk statunitense, riunitasi nel 2017 dopo una lunga pausa per American Dream, album che ha riacceso le speranze degli appassionati. Diverse composizioni sembrano in forma smagliante, meglio che nelle versioni “studio”, e finalmente c’è una cartolina credibile delle loro celebrate esibizioni live buona per…

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Summer Time – 50 Canzoni Estate 2019 (5/5)

Ritorna a leggere la parte #3 #41 Danaro, danaro, danaro Accettiamolo, questa canzone è un po’ come la scimmia di Gabbani. Poteva passare via veloce, invece ha attecchito nel mondo dei giovanissimi, dei trentenni, dei bimbi dell’asilo e insomma ovunque, nonostante a Salvini piacesse di più Ultimo. Perché è un pezzone, originale, ben equilibrato fra…

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Summer Time – 50 Canzoni Estate 2019 (4/5)

Ritorna a leggere la parte #3 #31 Trapparodia (involontaria?) Lo sapete, in Italia la trap è ovunque e quindi non basta farla per farsi notare, ma devi farla esagerata, estrema, deformata. Ecco che arriva questo pezzo, allora, un ossessivo incubo che rimane sempre ai limiti della parodia involontaria (?), tanto è eccessivo, 120% trap italiana….

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Summer Time – 50 Canzoni Estate 2019 (3/5)

Ritorna a leggere la parte #2 #21 Che estate sarebbe senza reggaeton? Migliore. Daddy Yankee è uno di quei nomi che, tipo Sean Paul, appena lo senti ti prendi il brivido di sentire quale canzone-porcata avrà generato dalla sua mente di tormentone-maker. In quale modo ci farà odiare, deridere, parodiare il sudamerica questa volta il…

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Summer Time – 50 Canzoni Estate 2019 (2/5)

Ritorna a leggere la parte #1 #11 Gabry Ponte alla fiera C’è le giostre che girano l’Italia che hanno delle caratteristiche curiosamente trasversali nella penisola, dovute alla loro vita nomade. Questo circo di bomboloni sovrapprezzati, pungi-ball e minoranze etniche è anche caratterizzato da una sua colonna sonora tipica, solitamente l’elettronica più tamarra che si possa…

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Summer Time – 50 Canzoni Estate 2019 (1/5)

Le 100 canzoni che ricorderemo, con nostalgia, malinconia, simpatia o con il sollievo di essersele levate di torno dopo averle ascoltate migliaia di volte in una lunga estate di fine ventennio. I successi, i tormentoni, le chicche, le curiosità in una top 100 piena di musica per le vacanze. #1 La canzone simbolo del 2019…

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