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Gli Artisti Del Millennio #82: FOUR TET

Gli Artisti Del Millennio #81: BLACK KEYS

Kieran Hebden, già attivo nei Fridge, ha remixato artisti tanto diversi come Black Sabbath e Aphex Twin, ma le sue opere più famose vanno a nome Four Tet. Londinese, di origine sud-africane e indiane, è uno dei traghettatori dell’elettronica inglese nel nuovo millennio, attraverso incroci con il folk, il post-rock e il minimalismo. Anche se il periodo d’oro si chiude con il 2010, continua a essere un nome amato da musicofili di varie estrazioni e benvoluto dalla critica, pur senza entusiasmi.

Difficile iniziare con un album più forbito di Dialogue (’99), minimale e jazzy, house-music per appassionati di post-rock. In questi malinconici quadretti glitchy si ritrova una poetica della semplicità di grande eleganza. Più che un’astratta ambientazione musicale, è una rappresentazione dei moti interni dell’anima, delle sue evoluzioni. La dicotomia fra emotivo e digitale è simile all’Ok Computer (’97) dei Radiohead, ma la prospettiva è molto più elettronica che rockettara. Pause (’01) focalizza l’emotività di inizio millennio, tecnologica e umanissima, con onirici costruzioni di folktronica strumentale. Malinconica e screziata di stravaganze, è una musica che sfuma i confini fra generi; viene perfezionata ulteriormente su Rounds (’03), uno dei capolavori della folktronica. Melodie fragili e ritmi spigolosi, insieme a sfondi elettronici, sono i mattoni di un’avventura che usa centinaia di sample per raccontare una nuova laptop music. Per molti, fra cui Pitchfork e Drowned In Sound, è fra gli album migliori del decennio e soprattutto “Unspoken” viene salutata come un capolavoro. Everything Ecstatic (’05) perde l’equilibrio intimista e onirico, puntando a una più spettacolare contrapposizione di ritmi, armonie e melodie. Il robotico ha sopraffatto l’umano, così che la transizione verso There Is Love In You (’10), il suo lavoro microhouse, peraltro ballabile, elegante e ricercato, ma più androide che umano (“Love Cry”, “Sing”), appare tutto sommato prevedibile. Da qui la ricerca di un’evoluzione, che trasla verso il future-garage e la techno su Beautiful Rewind (’13) e verso una sofisticata house atmosferica su New Energy (’17), più meditativo, come preannunciato dal curioso Ep Morning/Evening (’15), due lunghi brani di 20 minuti di elettronica ambientale.

Critica e appassionati drizzano le orecchie con Pause, così per Rounds c’è un consenso ampio, testimoniato dal metascore a quota 89 e dal fatto che per RYM l’album sia al #1.427 dei migliori di sempre. Esaurito l’effetto sorpresa, l’interesse permane ma senza particolari sussulti, tranne in parte There Is Love In You (’10). Il grande pubblico non sa chi sia: neanche in patria sfiora la top30, e le copie si contano in decine di migliaia per gli album più venduti.

Classificazione: 3 su 5.

Gli Artisti Del Millennio #83: GANG GANG DANCE

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