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Gli Artisti Del Millennio #80: BURIAL

Gli Artisti Del Millennio #79: THE RAPTURE

A distanza di tre lustri dall’esordio, non sembra esagerato considerarlo uno dei musicisti più importanti del primo quinto di secolo. Ectoplasmatico e inafferrabile, parco di pubblicazioni ma infallibile in qualità, è giustamente considerato l’uomo della dubstep, anche se questo ne circoscrive il genio. William Emmanuel Bevan è molto di più: un musicista che descrive lo smarrimento di inizio secolo, i deleteri effetti della megalopoli inglese sulla mente, la nostalgia desolante di un passato mai vissuto. Quando smetteremo di considerare capolavori solo gli album rock, allora vedremo Untrue (’07) per quello che è, cioè una pietra miliare della musica, e Burial sarà considerato da par suo, cioè un artista unico e irripetibile.

Nato in sordina, la musica di un timido ragazzo del sud di Londra diventa velocemente la fotografia di un mondo perduto, alla ricerca di un presente e di un futuro. A descrivere l’indescrivibile dei brani nervosi, cupi, desolanti e futuristici, nati dalle ceneri di jungle e garage, che sull’esordio Burial (’06) già fanno gridare al miracolo molti, compreso The Wire, che lo considera l’album dell’anno. In seguito anche NME lo inserisce fra i migliori album di sempre; persino i severi utenti di Rate Your Music lo inseriscono fra i titoli migliori di sempre, ma la posizione 3.971 è davvero ingenerosa. Come nelle favole, il miracolo si ripete, anzi con Untrue (’07; #242 su Rate Your Music nella classifica all-time) si vola nell’Olimpo dei lavori che segnano un’epoca, un instant-classic che, incassato il 90 su Metacritic e il titolo di album dell’anno per Resident Advisor e Sputnikmusic, ha visto la sua fama crescere di anno in anno. Album del decennio per Fact e NPR, #3 degli 00s per Resident Advisor e #11 nei migliori album EDM di sempre per Rolling Stone. Simon Reynolds, nel ’17, lo considera l’album di elettronica più importante del secolo: come dargli torto? Untrue trasforma la musica inglese, segnandone una svolta intimista e futuristica, contradditoria e originale. È il capolavoro della dubstep, forse dell’intera elettronica britannica del decennio. Un lavoro off-the-charts, che rischia di adombrare una produzione successiva di altissimo livello, ben riassunta nell’essenziale compilation Tunes 2011 – 2019 (’19), un 96 di metascore che suona prevedibile. Non ha mai pubblicato un terzo album… più millennials di così.

Per il grande pubblico non esiste, ma in realtà l’onda lunga della dubstep che lui domina ha sconvolto il mainstream a fine decennio, fino a produrre Skrillex. Al plauso della critica, unanime e trasversale, si unisce quello del pubblico di appassionati. Un trionfo.

⭐⭐⭐⭐

Gli Artisti Del Millennio #81: BLACK KEYS

3 replies on “Gli Artisti Del Millennio #80: BURIAL”

Buongiorno, avrei un umile suggerimento: finiti questi 100 nomi internazionali, potresti fare un appendice di tot nomi (20? 30? 50?) dedicato agli artisti italiani, sempre dal 2000 a questa parte. Penso che sarebbe molto interessante, visto che leggendo certi articoli su internet sembra che l’Italia non ha un tubo di nulla da invidiare a nessuno e secondo altri non ha fatto più o meno nulla degno di nota.
In realtà c’è un altro motivo: voglio leggere una violenta stroncatura di Jovanotti – il fatto che è il cantante preferito della mia ex ovviamente non c’entra nulla…

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C’è una mezza idea di proporre anche artisti italiani, ma là i nomi sono cercati in un modo che premia soprattutto artisti o gruppi ben considerati dalla critica. Questo perché una classifica che metta in conto il successo vedrebbe gente come Jovanotti in cima… Brrrr… Però non so ancora se userò questa classifica “per intenditori” oppure mi invento qualcosa di diverso. Da una parte mi piacerebbe più parlare degli Ufomammutt che di Calcutta, ma poi penso a quante cose brutte potrei scrivere sul secondo e penso che mi divertirei mica poco.

Su Jovanotti, in realtà io ho scritto una monografia-fiume su di lui, quindi da qualche parte o in qualche modo prima o poi la vorrei pubblicare di nuovo. Così ti vendichiamo dalla ex che te lo faceva ascoltare hahaha

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Beh se hai parlato di Kanye West e Johanna Newsom E di Katy Perry e Lady Gaga, nulla ti vieta di analizzare gli Uochi Toki E Lorenzo Jovanotti, LOL.
Comunque continuo a seguire con grande interesse questa “saga del millennio” – fa tanto Yu-Gi-Oh detta così però – non mollare! Credi nel cuore delle carte!

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