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Gli Artisti Del Millennio #79: THE RAPTURE

Gli Artisti Del Millennio #78: USHER

Newyorkesi che frullano dance-punk, post-punk, house e disco, sono stati un fulmine di inizio millennio che purtroppo è durato fin troppo poco. Dopo l’esordio, entrato di diritto negli mp3-player dell’epoca, almeno per chi bazzicava il rock variegato d’elettronica, si sono risolti in una formazione sempre più ammiccante e spudoratamente pop. Eppure nei momenti maggiori la loro musica riprende a piene mani Gang Of Four, Public Image Ltd., Joy Division e Cure. A distinguerli sono deliri cacofonici e psicotici e battiti meccanici accentuati, oltre all’alone decadente. Sono i Crystal Castles con le dosi di rock ed elettronica invertite.

Mirror (’99), un Ep, è un antipasto per l’esordio Echoes (’03), nevrotico lavoro electro-rock dalla spudorata energia. Il capolavoro, di quelli del decennio tutto, è “House Of Jealous Lovers”, degna ossessione da club con uno sguaiato, violento, nevrotico cantato. Altrettanto entusiasmante la title-track, fra Talking Heads, delirio free-Jazz e ritmo nevrotico. Una vena più rock e un fronte più quieto, che confina col tetro, completano la proposta. Se qualcosa hanno inventato, è una versione schizofrenica del funk unita alle intemperanze del punk più crudo e lugubre. A ridurre l’importanza storica sono le citazioni e imitazioni, tuttavia quasi sempre nobilitate dal curioso rimaneggiamento e montaggio delle fonti d’ispirazione. Pieces Of The People We Love (’06) riduce l’impatto e spinge sulla semplicità e l’immediatezza, ma ancora “Don Gon Do It”, “Get Myself Into It” e “Whoo! Alright Yeah…Uh huh!” sono perfette per fare baldoria. Quando non sei un gruppo proprio eccezionalmente innovativo, ripetere buona parte delle idee nel secondo album non è la scelta migliore. Dopo il banale In the Grace of Your Love (’11), una cosuccia disdicevole per gli autori di Echoes, la band entra in crisi, si scioglie nel ’14 e poi ritorna, pare, in vita nel ’19.

Caso curioso in cui non spicca né il trattamento della critica né di quello del pubblico. Come si spiega allora l’inserimento negli artisti del millennio? Ovviamente è causa dell’esordio, che l’aggregatore Acclaimed Music certifica #13 dell’anno, #123 del decennio e persino #946 di sempre. Di più, vola altissimo il singolo “House Of Jealous Lovers” (’02), #203 nella classifica all-time.

Classificazione: 2 su 5.

Gli Artisti Del Millennio #80: BURIAL

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