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Gli Artisti Del Millennio #75: THE WEEKND

Gli Artisti Del Millennio #74: ELBOW

Michael Jackson è morto nel 2009 lasciando il mondo alla ricerca di un erede. Il primo candidato è Bruno Mars, ma fra il 2012 e il 2016 c’è un altro cantante che diventa il possibile successore, il canadese Abel Makkonen Tesfaye, destinato a diventare famoso come The Weeknd. Spuntato su YouTube nel ’10, in cinque anni ha conquistato Billboard, posizionandosi fra mainstream e qualcosa di appena più ricercato e sicuramente più cupo. “Il Depeche Mode dell’r’n’b“.

Inizia a fumare marijuana da piccolo, poi passa alle droghe pesanti, pagate con dei furtarelli. Inizia con dei mixtape, riuniti in Trilogy (’12), il suo lavoro maggiore, ma l’esordio ufficiale è Kiss Land (’13). In questa fase propone un r’n’b notturno e desolante, la cui materia sonora è mostruosamente deformata e dove il sensuale rima col macabro (“Love In The Sky”) e il ballabile (“Wanderlust”) è popolato di fantasmi. La lussuosa veste futuristica malcela i deliri di un tossicodipendente autodistruttivo. Il block-buster Fifty Shades of Grey contiene la sua “Earned It”, inclusa in Beauty Behind the Madness (’15), opera più digeribile, come dimostra il singolone “Can’t Feel My Face”, super-hit sulla cocaina che lo trasforma in una celebrità anche in Italia. Ospita Kanye West, Ed Sheeran e Lana Del Rey e vende 3,7 milioni di copie. Per Starboy (’16) l’hype è… stellare. Le collaborazioni sono sensazionali: i Daft Punk (“Starboy” e la solare “I Feel It Coming”), Lana Del Rey, Future e Kendrick Lamar. Il singolo title-track è il perfetto equilibrio fra ballabile contagioso e dramma psicologico e diventa un successo mondiale; “False Alarm” è un r’n’b straziato da assalti thriller, accompagnato dal video dell’anno. Peccato ci sia anche molto pop da discoteca e ballate barbose da R. Kelly. Nel suo primo giorno è numero uno in 80 nazioni diverse. Vende più di 3.5 milioni di copie. L’ultra-successo arriva a scapito della personalità, ormai sovrascritta da un pop luccicante. Con My Dear Melancholy (’18) cerca di ritrovarsi con un mini-album che ripesca il tormentato sound degli esordi, finendo tuttavia per sfiorare anche l’auto-derivatività.

Tre Grammy, 9 Billboard Awards, 9 Juno Awards, 4 American Music Awards e persino una nomination agli Oscar. Fra singoli e album ha venduto 70 milioni di dischi nei soli Stati Uniti. La critica si entusiasma all’inizio, ma rimane delusa dal pop gonfiato dall’hype successivo a Trilogy.

⭐⭐⭐

Gli Artisti Del Millennio #76: INTERPOL

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