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Gli Artisti Del Millennio #74: ELBOW

Gli Artisti Del Millennio #73: ALICIA KEYS

Inglesi attivi dal ’90, con un nome curioso scelto perché è “la parola più adorabile della lingua inglese”. Ben lontani dalla spettacolarità, scelgono una via malinconica, pacata, melodica e dolente al pop-rock, spiccando nel tempo non tanto per album epocali, che non hanno invero mai pubblicato, ma per una ammirevole, stoica costanza qualitativa e stilistica, capace inoltre di scansare la palude della mera monotonia. Se i brit-poppers dovevano molto ai Beatles, loro riecheggiano la ricercatezza dei Genesis.

Hanno all’attivo otto album, tutti nel nuovo millennio: arrivano all’esordio dopo 11 anni di gavetta, già maturi. Asleep in the Back (’01) vive di dolenti brani arrangiati con lo spirito eclettico del prog-rock, come la splendida e ipnotica filastrocca “Any Day Now”. Ma a stupire è la costante tensione a non ripetersi, preferendo eleganti soluzioni armoniche, dinamiche e ritmiche per riuscire nella missione. Più che rockstar esaltate, sono artigiani del suono che ripetono umilmente le gesta delle divinità musicali, senza scimmiottarle né imitarle pedissequamente. Per Cast of Thousands (’03) basta integrare l’eclettismo futuristico dei Radiohead per trovare nuove declinazioni del loro assorto rock, ora anche tribale in “Snooks” e frenetico-elettronico-liturgico in “Grace Under Pressure”. All’altezza di Leaders of the Free World (’05) ormai vanno per inerzia, e trovano anche un arioso ottimismo in “Forget Myself”. Non resta che proseguire con le variazioni in The Seldom Seen Kid (’08, col quale vincono il Mercury Prize), Build a Rocket Boys! (’11) e The Take Off and Landing of Everything (’14), trovando in Little Fictions (’17) un vertice formale e mostrando stanchezza solo con Giants of All Sizes (’19). Tutti i loro lavori, comprese le b-sides di Dead in the Boot (’12), raggiungono la top 15 in patria, anche se nel mondo rimangono un gruppo per appassionati.

Tutti oro o persino platino gli album, tranne il recente Giants Of All Sizes. Sopra gli 80 di metascore ben 7 volte, ma sempre sotto gli 85 punti: è la loro dimensione di maratoneti del rock alternativo. Difficile trovare un loro album in una top-qualcosa del decennio o del ventennio, ma la discografia non è da sottovalutare.

⭐⭐⭐⭐

Gli Artisti Del Millennio #75: THE WEEKND

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