Gli Artisti Del Millennio #73: ALICIA KEYS

Nel 2001 è diventata la nuova, celeberrima stella di quel territorio fra r’n’b, hip-hop e soul che è l’eredità di Erykah Badu e Lauryn Hill che negli States piace tanto a inizio millennio. Pianista classica, cantante talentuosa, musicista scafata, ha goduto di un successo a traino statunitense, ma con ricadute intercontinentali, senza inimicarsi la critica più attenta alla black music, che ha dovuto riconoscerne spessore, duttilità, fantasia, coerenza.

In fissa con la musica da sempre, sboccia con Songs In A Minor (’10), forte dell’incredibile singolo “Fallin'”, forse il pezzo neo-soul del decennio. L’album in realtà è un contenitore vario di soul urbano, che riesce a fondere tradizione e contemporaneità con grande eleganza e sensualità, pur senza grande slanci creativi. Vende 16 milioni di copie, vince 5 Grammy e “Fallin” finisce al #57 delle migliori canzoni di sempre secondo Entertainment Weekly. The Diary of Alicia Keys (’03), anche se la magia della novità si è perduta, rimane a metà fra teatro e marciapiede, vendendo altre 8 milioni di copie e garantendo altri 4 Grammy. As I Am (’07), decisamente più pop e tradizionale, è altro grande successo di pubblico e contiene “No One”, la canzone più ascoltata dell’anno negli Usa, e “Teenage Love Affair”. The Element Of Freedom (’09) abbonda di ballate non molto originali, tanto che dello stesso anno si ricorda piuttosto “Empire State Of Mind” con Jay-Z, grande esempio di soul moderno. Si presta all’r’n’b massimalista per Girl On Fire (’12), dove imita spesso Beyoncé. La crisi si conclude con HERE (’16), dove torna a unire passato e presente con inedita grinta e impegno politico, forte di brani che suonano sinceri e urgenti come non mai. Da allora, però, latita.

65 milioni di copie vendute, 15 Grammy, 17 NAACP Image Awards, 12 ASCAP Awards, prima artista r’n’b per Billboard negli 00s, nella Top100 di VH1 dei più grandi artisti e delle più grandi donne della musica. Il Time l’ha considerata una delle persone più importanti del pianeta due volte: nel 2005 e nel ’17. Se la cava su Rate Your Music, senza entusiasmo però, come su Metacritic.

⭐⭐⭐

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