Gli Artisti Del Millennio #72: MAROON 5

Dice il chitarrista James Levine: “Penso che la classica canzone dei Maroon 5 sia in tonalità minore, e abbia un po ‘di funk, la chitarra in stile Nile Rodgers e il testo probabilmente ti spezzerà il cuore. In minore, funk e crepacuore: questa è la formula”. Questi pochi elementi e la voce pigolante del sex-symbol Adam Levine sono quello che è servito a questa band americana per vendere 120 milioni di dischi, inanellando singoli milionari e video cliccatissimi. Come i Coldplay, si sono spostati dal pop-rock al ballabile elettronico tinto di soul, seguendo il cambio di tendenze negli ascolti degli anni 10s.

Squattrinati nel 2001, poi lentamente Songs About Jane (’02) li ha traghettati verso il successo mondiale. “Harder To Breathe” fa credere in una nuova formazione post-grunge in fissa con il funk. Ci mette 26 mesi per salire su Billboard, vendendo oltre 10 milioni di copie, grazie alla super-hit “This Love”. Combustione lenta ma, da quel momento, gli album sono solo successi e da ognuno estraggono 2 o 3 singoli di fama mondiale. Per rimanere aggiornati, però, scambiano chitarre con synth, batterie con beat digitali, ruggiti rock con miagolii soul. It Won’t Be Soon Before Long (’07) ravviva la fiamma del successo; Hands All Over (’10) è un altro best-seller, grazie anche al traino del funk-pop irresistibile di “Moves Like Jagger” (con Christina Aguilera), 7 mln di copie in Us, 5.5 in Corea del Sud e un totale di oltre 15 mln. Sempre più alla ricerca di singoli spacca-classifiche (non siate infantili!), assoldano produttori di grido per Overexposed (’12) e V (’14), sdolcinati album di pop ballabile. Meglio recuperare Singles (’15) che gli album, anche considerando che il successivo Red Pill Blues (’17) non ha convinto neanche il pubblico.

10 milioni di copie l’esordio, poi 6, calando quindi a 2 e risalendo a 2.2, persino a 3.5 e scivolando ad appena, si fa per dire, 1.2 milioni con Red Pill Blues; un saliscendi da affiancare a quello dei singoli, molti di grande successo (su tutti “This Love”, “Moves Like Jagger”, “Payphone”, “One More Night”, “Maps”, “Sugar” e il suo video da 3 miliardi di views, “Girl Like You” e il video da 2 miliardi di views) ma con qualche cedevolezza dal ’16. Per la critica mainstream sono tollerabili, ma proprio non ce la fanno a dare la sufficienza dopo il ’10. Per i musicofili e la critica specializzata semplicemente non esistono.

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Evaporata ha detto:

    Sentito in radio.

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  2. ornitorinconano ha detto:

    E ne hai tratto piacere?

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  3. Evaporata ha detto:

    Si lascia ascoltare, ma non è il mio genere preferito. Comunque adesso in radio c’è tanta di quella porcheria italiana che preferisco qualunque cosa straniera. In questi giorni sono usciti i singoli di Antonacci, Jovanotti e Cremonini, roba da tagliarmi le vene…

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  4. ornitorinconano ha detto:

    Mamma mia! Mai amato così tanto lo stereo da collegare a Spotify in macchina!

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  5. Evaporata ha detto:

    Uno strazio questi che ormai vivono di rendita invece di scrivere cose belle per ammorbidire l’onda trapper che, attualmente, preferisco a quei vecchi brodosi.

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