Gli Artisti Del Millennio #71: BOB DYLAN

Il più grande cantautore vivente, fra i grandi musicisti del 900. Ha rivoluzionato la musica nei 60s, continuando a costruire una discografia leggendaria che dagli 00s è fatta soprattutto di cover, ripescaggi, live, riedizioni. A volte questi documenti sono riconferma di un genio creativo stupefacente. Ha venduto oltre 100 milioni di dischi e ha ottenuto l’impossibile in termini di riconoscimenti: 10 Grammy, un Oscar, un Golden Globe, una citazione al Pulitzer e persino il Nobel per la letteratura, primo musicista nella storia. A 78 anni è ancora in corso il suo “Never Ending Tour” mondiale iniziato a fine 80s. Dopo 56 anni dall’esordio è ancora importante ascoltare i suoi nuovi lavori: quanti artisti valgono la stessa dedizione? Immortale, immenso, geniale.

Impossibile sopravvalutare il suo ruolo nei 60s, l’epoca in cui ha scritto una serie di capolavori che hanno elettrificato il folk e gettato le basi del cantautorato moderno. Basterebbero Bringing It All Back Home (’65), Highway 61 Revisited (’65) e Blonde on Blonde (’66) a obbligare ogni enciclopedia della musica rock a citarlo. Ma ha regalato opere eccellenti anche nei 70s, negli 80s, persino nei 90s. Nel nuovo millennio si è mosso su un triplo binario: album di studio con composizioni originali, con Modern Times (’06) e Tempest (’12) capaci di aggiungere qualcosa al suo impareggiabile passato; tantissimo materiale d’archivio, spesso di qualità e grande interesse storico, raccolto in edizioni prestigiose; strampalati album di cover, persino natalizie. Tutt’altro che senile, non deve più dimostrare nulla e può permettersi qualsiasi cosa, senza interessarsi di mode e tendenze.

Per il Time è una delle 100 persone più importanti del secolo, per l’ex-Presidente Usa Barack Obama “there is not a bigger giant in the history of American music“. Alla premiazione del Nobel lo citano alla pari di Ovidio, dei visionari romantici, dei bardi greci e dei re e delle regine del blues. Miglior cantautore di sempre per Rolling Stone, per il critico Piero Scaruffi è “forse l’unico vero mito della storia del rock“. Al metascore, fra lavori d’archivio, raccolte e album di studio totalizza 5 voti nella novantina e 9 nell’ottantina, dal 2000 a oggi. Il pubblico generico ha garantito anche vendite stratosferiche, con ottimi risultati anche nel terzo millennio. Su Rate Your Music 20 (!!!) dei suoi lavori compaiono nella classifica dei migliori di tutti i tempi.

⭐⭐⭐⭐⭐

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