Gli Artisti Del Millennio #68: SIA

Australiana che ha faticato a emergere, riciclandosi nell’attesa come autrice per altre colleghe . Un passato acid-jazz, il debutto nel ’97 e la militanza negli Zero 7 a Londra ma il successo non arriva, neanche con altri due album. New York è, finalmente, il posto giusto: si fa conoscere, ma fugge dalla fama e opta per le collaborazioni. Curiosamente, il successo che le sfuggiva ora la insegue, e i featuring diventano successi mondiali. Nel ’14 scrive i singoli che la rendono una popstar internazionale, anche grazie a video visionari e provocatori dalle visualizzazioni miliardarie. 25 milioni di canzoni vendute al ’14, con “Cheap Thrills” (’16) ne aggiunge altri 11.

Tre lavori preparatori: OnlySee (’97), solo per l’Australia; Healing Is Difficult (’01), trip-hop umbratile; Colour The Small One (’04), ricordato per “Breathe”. Cambia passo con Some People Have Real Problems (’08), più solare, vivace, ironico, che la presenta come cantante emotiva, accorata, struggente (“Soon We’ll Be Found”). I tentativi di hit “Buttons” e “Playground” vanno ancora a vuoto. Aggiustato il tiro con il festoso We Are Born (’10), chiude una fase con Best Of… (’12; con il successo mondiale “Titanium” di David Guetta). Diventa autrice per Beyoncé, Kylie Minogue, Flo Rida (“Wild Ones”, 6.5 mln copie), Rihanna, quindi con “Elastic Heart” e soprattutto “Chandelier” (3+ mln copie; 2.1 miliardi di views su YouTube) diventa la star che temeva di diventare. Sempre col volto celato, diventa de facto la nuova Lady Gaga: il suo electro-pop è moderno, aperto a hip-hop e reggaeton, ma anche tormentato dalle paturnie e ubbie. 1000 Forms Of Fear (’14) è l’album che fotografa il momento del successo. This Is Acting (’16) è ovviamente un evento, perché scritto da una cantautrice che ha acciuffato il successo e vuole confermarlo: ci riesce, alternando drammi emotivi e party-songs. Può permettersi tutto in questo momento di grande successo, persino un superfluo album natalizio di brani originali come Everyday Is Christmas (’17).

Il pubblico adora la storia della cantante sfigatella che giunge al successo, ma è nei centennials che l’ansia della propria immagine pubblica, della prestazione e del divertimento risuona potente. Superstar su YouTube, Spotify, Deezer e poco considerata sulle webzine specializzate e su Rate Your Music. Metascore mai giunto a 80.

⭐⭐

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