Gli Artisti Del Millennio #66: YEAH YEAH YEAHS

Prima una band garage-rock ringhiante e divertente, con lo spirito punk, quindi una formazione più new-wave, che richiama Blondie e Siouxsie And The Banshees. Attira l’attenzione soprattutto la sudcoreana Karen O alla voce, diventata nel tempo anche una sex-symbol a cui è stato proposto un servizio su Playboy. Dopo tre album anche ben venduti, la band si è defilata a seguito di un deludente quarto album.

Due Ep, quindi l’esordio Fever To Tell (’03), successo di critica e pubblico grazie al suo chiassoso ma immediato dance-punk. Lo storico e critico musicale inglese Nick Kent lo descrive come “Siouxsie Sioux jamming with Led Zeppelin“, indovinando una sintetica descrizione. Curiosamente, il brano che li rende celebri è “Maps”, una tormentata canzone d’amore, ma in scaletta si distinguono anche l’assordante riff di “Y Control”, il fracasso punk-funk degno dei Pop Group di “Date With The Night” e in generale risalta l’istrionismo vocale della cantante, fra sensualità e violenza. Show Your Bones (’06) è ancora una collezione di ritornelli e sfuriate, solo più pop. L’ugola rabbiosa di Karen O torna prepotente su “Fancy”, forse il brano migliore dell’album, un tribale assalto che presenta uno svolgimento più avvincente. Unendo dance, pop e punk viaggiano fra alti e bassi. Sicuramente più professionale, questo secondo album riduce l’impatto e la foga e cerca di proporre composizioni più compiute. It’s Blitz (’09) è ormai in piena dance-music: una patinata musica elettronica, un synth-punk elaborato, venato di qualche elemento rock, è il modello per la maggior parte delle canzoni. In almeno un caso, “Dull Life”, il risultato è però frizzante e travolgente. Ritornano verso art-rock e art-punk per Mosquito (’13), senza entusiasmi né di critica né di pubblico.

Sarà la passione per il revival post-punk, sarà per il carisma di Karen O, sarà per l’immediatezza dei primi singoli, ma sembrano la nuova grande band americana : 85 di metascore per l’esordio, un milione di copie. Poi gli animi si raffreddano le vendite si frazionano e anche il gossip attorno alla frontwoman scompare. La discesa si riflette anche sulle votazioni dell’aggregatore Rate Your Music, che infila Fever To Tell nella top5000 per il rotto della cuffia, #4.989.

⭐⭐

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