Gli Artisti Del Millennio #65: PHOENIX

Indie-pop-rock da Varsailles, la più celebrata band francese del primo ventennio dopo i Daft Punk e gli M83. Sono ballabili, ma non disprezzabili anche se ascoltati seduti in macchina o in ufficio. Dopo tre album formativi, diventano una delle band dell’anno nel 2009, con un album che vende 1 milione di copie: un risultato eccezionale per una band francese, che in patria non supera quota 50mila copie. Da sempre hanno un ottimo seguito in Italia, in alcuni casi persino superiore a quello in Francia.

Gli spensierati brani di pop ballabile di United (’00), soprattutto il funk-pop malinconico di “Too Young” e il dolce arpeggio che guida “Summer Days”, sono semplici motivetti orecchiabili. L’unico momento più ambizioso è l’esilarante saga funk-country robotica di “Funky Squaredance”, 10 minuti che sembrano parodiare il prog-rock inglese più tecnologico. Sullo stile disimpegnato e spensierato, appena venato di malinconia, rimane Alphabetical (’04), con il singolo di lancio “Everything Is Everything”. It’s Never Been Like That (’06) aumenta la dose di rock, ma senza perdere immediatezza. Cambia musica con Wolfgang Amadeus Phoenix (’09), che trasforma i brani essenziali di un tempo in miscele di ritmo e melodia che tradiscono arrangiamenti sofisticati, di sola apparente semplicità, con richiami classicheggianti. “Lisztomania” e “1901”, singoli di successo, affiancano uno strumentale elaborato come “Love Like A Sunset”: diventano così una delle band pop-rock del periodo. L’atteso ritorno con Bankrupt (’13), a metà fra immediatezza e sofisticazione grazie ai cenni orientali, e poi con l’omaggio deliziosamente kitsch all’Italia di Ti Amo (’17), non è riuscito a replicare l’equilibrio della loro opera maggiore, francamente l’unica che forse resisterà al tempo. Non sono esattamente gli Wilco o i Radiohead, ma una band che in una carriera ventennale ha scoperto un’inaspettata e momentanea ambizione.

Così come il pubblico, anche la critica apprezza la sofisticata versione del pop-rock che propongono su Wolfgang Amadeus Phoenix (’09), mentre concede giudizi tiepidi alle altre opere. Stesso andamento anche su Rate Your Music, dove un pubblico di appassionati vota gli album.

⭐⭐

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