Gli Artisti Del Millennio #48: CAT POWER

La più grande cantautrice rock della sua generazione, la più eclettica ed emotiva, nonché una delle grandi donne del rock statunitense. Già celebrata dai più attenti nei 90s, ha aperto alla grande il secolo e poi, per stanchezza e problemi personali, ha rallentato il passo e mostrato segni di stanchezza. Il ritmo dei suoi brani è spesso ipnotico, l’intimismo dei brani è opprimente, l’effetto generale è di una terribile, straziante, sincera fragilità.

L’esordio Dear Sir (’95) è un album dolente e spoglio, a tratti persino funereo e irrimediabilmente notturno, diviso fra folk e rumore. Myra Lee (’96) rimane nel clima umbratile, notturno e vagamente inquietante dell’esordio, attraversato dalla medesima, lacerante intimità. Messi a segno altri capolavori (“Faces”, “Wealthy Man”, “Not What You Want”, “Ice Water”), entusiasma gli appassionati con What Would The Community Think (’96), più dimesso e folk, confessione di un’anima distrutta, inquieta, dolcissima. Moon Pix (’98), più impalpabile e trasognato è un meraviglioso, poliedrico esempio di rock femminile. Passano 5 anni, spezzati dalle magiche cover di The Covers Record (’00), prima di You Are Free (’03), compendio più ampio di stili, dolorosamente intimo. È lo spettro di un album di folk, blues e rock: fragile, delicato, dolce, desolante, solitario, malinconico, depresso, commovente, toccante. Compostamente rassegnato, contiene qualche momento che illumina e riscalda il viaggio negli abissi dell’anima che ha pochi rivali. Difficile descrivere il periodo successivo: incertezze, ripensamenti, pause per un’autrice che combatte ancora con le proprie ombre. Tornata alle radici, questa volta più soul che mai, registra The Greatest (’06), opera di una matura classicità. Dopo le cover di The Jukebox (’08), meno ispirate, fatica a concludere Sun (’12), che soffre dei suoi trascorsi personali e tenta una via minimale, elettronica, synth-oriented. Con Wanderer (’18), dopo ben 6 anni, ritorna ai suoi 90s, ancora ineguagliati, ma non rinuncia al presente, collaborando con Lana Del Rey (!) e inserendo una cover di Rihanna (!!).

Piace alla critica The Covers Record quasi quanto You Are Free (82 al metascore), ma in generale non è vero amore, è più una profonda ammirazione. Almeno Ondarock riconosce la “miliarità” di You Are Free, #2512 su Rate Your Music superato da Moon Pix, #1491. Pubblico di nicchia spiegano le vendite modeste.

Gli Altri Artisti Del Millennio:

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Marco ha detto:

    Ottima monografia – come sempre! – di un personaggio entrato di diritto nella storia maggiore del cantautorato. E brava la nostra Cat Power

    Piace a 1 persona

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...