Gli Artisti Del Millennio #35: M83

Anthony Gonzalez, polistrumentista e cantante francese, ha una passione incontenibile per i sintetizzatori. Per un paio di anni, il biennio ’01 – ’03, la concretizza in un duo, poi diventa palesememente quello che già si intuiva: un progetto solista con collaboratori vari ed eventuali. Visto l’amore per i synth, cosa potrà mai suonare? Depeche Mode, Kraftwerk e New Order filtrati dalla malinconia onirica di un passato 80s ormai perduto e di un trapassato 70s di Tangerine Dream e Pink Floyd, ma spesso riproposti con l’enfasi cacofonica dei My Bloody Valentine. A sorpresa, nel ’11 diventano famosi, quando ormai sembrava impossibile.

Il prolisso e divertente M83 (’01), con l’electro-divertimento di “Slowly”, è rimpicciolito da Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts (’03), eccezionale sintesi di tre decenni di musica che unisce psichedelico e cosmico, funebre e onirico. Un album che risuona solo nelle casse degli appassionati, come il successivo Before The Dawn Heals Us (’04), decisamente più pomposo, spesso spudoratamente assordante, sfacciatamente ispirato alla psichedelia d’atmosfera. Il genio del loro capolavoro sembra perduto, Gonzalez cincischia persino con l’ambient, poi lentamente ricostruisce il progetto puntando meno sulla grandeur e più sulle canzoni, alla ricerca di un synth-pop-rock emotivo, malinconico e pronto per il mainstream. Hurry Up, We’re Dreaming (’11) segna il successo internazionale, sostenuto da certa critica influente (9.1 su Pitchfork), grazie ad un pop-rock luccicante, nostalgico, romantico arrangiato con vigore ma sempre rispettoso della melodia. Il singolo “Midnight City” lambisce le 2 milioni di copie. Al successo segue un silenzio malamente interrotto dalla soundtrack di Oblivion (’13). Tornano passatisti e dispersivi.

La critica li considera, ma non perdona le troppe incertezze e ruffianerie: 86 su Metacritic per Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts, unico caso per loro sopra gli 80. Il considerevole successo di pubblico è stato anche decisamente evanescente, così che oramai dalla famigerata soundtrack di Oblivion nel ’13 quasi nessuno tifa ancora per loro.

★★★☆☆

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