Gli Artisti Del Millennio #34: DEERHUNTER

Fra i profeti nella nuova psichedelia ci sono i Deerhunter, da Atlanta, Georgia. Le loro visioni lisergiche sono imparentate con i 60s e i Sonic Youth, gli Stereolab e i Neu. Questa loro capacità di mettere insieme noise-rock, post-punk, tradizione lisergica e persino qualcosa dei ritmi ballabili li rende una formazione buona per chi è innamorato della musica del trentennio 60s – 90s.

Dopo l’acerbo e assordante Turn It Up Faggot (’05), Cryptograms (’07) cambia pelle e alterna bozzetti astratti e aritmici a composizioni più rock. Il ritmo si confronta con la nebbia allucinata in una sfida continua, un gioco di equilibri precari e mutevoli. La critica, li incorona con Microcastle (’08), una meno violenta tempesta elettrica. Canzoni dimesse e dolci, come “Agoraphobia”, sono ora lo standard e l’arrembaggio chitarristico di “Nothing Ever Happened” l’eccezione; peraltro quest’ultimo è un brano che avrebbe superato tutti quelli dell’esordio. Canto e ritmi hanno un ruolo secondario, mentre domina la chitarra, centro melodico e miccia delle variazioni. I gioielli sono i momenti più minimali: la title-track, “Green Jacket”, “Twilight At Carbon Lake”. Visto che Microcastle arriva online con un leak, la band pubblica anche Weird Era Cont., meno a fuoco e rifinito. Halcyon Digest (’10) è l’esatto contrario: cesellato in studio con preziosismi e sontuosità, è il loro capolavoro. Pink Floyd, Byrds, Velvet Underground, 13th Floor Elevator, Neil Young, insieme a tanti classici dei 60s, sfilano fra le ispirazioni in una giostra di melodie, creazioni armoniche e mutazioni di sound. Metascore a 86! Monomania (’13) opta per semplici e banali canzoni, trivialmente assordanti. Fading Frontier (’15) riprova ad evolvere, questa volta verso il dream-pop: lo psichedelico riesce loro molto meglio dell’assordante. La normalizzazione si conclude con Why Hasn’t Everything Already Disappeared? (’19), album elegante e formalmente impeccabile.

“Band fra le più celebrate della scena alternativa americana” dicono Sforza e Romagnoli, centrando il successo di critica della formazione, bilanciato da un seguito tutto sommato modesto del pubblico più casual. Lontani dai premi, dalle certificazioni d’oro e platino, rimangono comunque una delle band da seguire per chi ancora brama musica pop e rock psichedelica.

★★ ★★☆

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