Scrivere Di Musica Oggi: Fabio Leggere di Europa e Cultura Elettronica (#1)

Volevo iniziare a parlare di cosa significhi scrivere di musica oggi ma uno dei grandi rischi per chi scrive su un blog o un sito personale è parlarsi addosso. Per scongiurare questo, ho pensato di chiamare a contribuire persone esterne, così da arricchire la discussione di punti di vista.

Dirsi italiano senza dirsi europeo è come stare in mutande ed affermare di essere vestiti.

La citazione scelta da Europa e Cultura Elettronica

Oggi il mio interlocutore è Fabio Leggere del “Blog denazionalizzato di musica elettronica e cultura europea” Europa e cultura elettronica, uno dei più personali esempi di blog musicale in Italia. Nelle parole di Fabio, “EUCE non è nato come un blog esclusivamente musicale, ma variamente culturale. Mi sono accorto ben presto, però, che i post più letti erano quelli musicali. Quindi ho proseguito restringendo il mio campo di scrittura alla recensione di dischi di musica elettronica. Fin da principio ho cercato di uscire dalle pareti strette della musica da discoteca o di quella della musica d’avanguardia, cercando di abbracciare qualunque genere musicale (jazz, r&b, pop oltre che rock). Si tratta di una scelta che si è dimostrata sorprendentemente molto in sintonia con l’evoluzione della musica contemporanea. Europa e cultura elettronica è un blog sperimentalmente pop di musica elettronica”. Ecco la nostra chiacchierata.

ORNITORINCONANO: Intanto grazie per esserti prestato a questa nostra chiacchierata. Pur avendo intervistato vari musicisti in vita mia, non ho mai intervistato un “collega”, quindi è una cosa nuova per me. L’idea nasce dal fatto che vorrei sviluppare insieme alcuni dei temi dello scrivere di musica oggi. A cosa serve scrivere di musica oggi? Cosa cerca il lettore? Perché è ancora interessante?

Io ho sempre cercato di rispondere a questa domanda , anche in altri ambiti, partendo me. Cosa cerco io?

FABIO LEGGERE: [Scrivere di musica oggi] serve innanzitutto a se stessi. Sperando che questo amore verso la musica sia utile anche agli altri. Il ruolo della critica oggigiorno è davvero relativo, il marketing e il giornalismo spesso si sovrappongono. La seconda domanda [cosa cerca il lettore?] è davvero difficile. Io ho sempre cercato di rispondere a questa domanda , anche in altri ambiti, partendo me. Cosa cerco io? Proprio per questo motivo il mio blog è infarcito di classifiche e opinioni brevi e non c’è spazio per news e gossip. [rispondendo al motivo per cui è ancora interessante] È interessante il concetto di comunità che si crea in rete. Quando ero ragazzo (anni 90 diciamo), era davvero difficile incontrare qualcuno con i propri gusti in un posto di provincia. Oggi grazie alla rete tutto ciò è un lontano ricordo e penso che questa sia stata una grande conquista. Poi ci sono anche i “contro” del web, ma questo è un altro discorso.

ORNITORINCONANO: In che senso il ruolo della critica è relativo, credi che abbia perso ormai influenza sulle scelte di ascolto o comunque sull’emergere o meno degli artisti?

FABIO LEGGERE: sì, penso proprio questo: tra critici cinematografici il dibattito è forse più animato, in questo senso. Influenza poco il gusto del pubblico, perlomeno della grande maggioranza.

ORNITORINCONANO: Credo che sul grande pubblico l’effetto immediato sia quasi scomparso, però forse ci potrebbe essere un cambio di ruolo e di prospettiva. Una delle cose che più ammiro di EUCE è che vive di una dimensione critica e metacritica, cioè raccoglie anche quella che è l’opinione di altri esperti. La trovo non solo una dimostrazione di umiltà, ma anche un modo efficace per trasformare le discussioni della critica musicale, spesso scollegate dal sentire del pubblico, in qualcosa di diverso. Come hai preso questa scelta di includere sul sito anche i giudizi degli altri?

La critica è quasi sempre ideologica, ovvero segue un indirizzo di testata

FABIO LEGGERE: Innanzitutto perché ho studiato più da critico cinematografico che da critico musicale, quindi è stato più facile essere “umile”. Poi mi sono reso conto che la critica è quasi sempre ideologica, ovvero segue un indirizzo di testata. Il voto metacritico serve proprio a mitigare questo effetto.

ORNITORINCONANO: Allora lasciami conquistare dalla direzione della tua risposta: il dizionario del cinema del Morandini riporta da tempo anche una scala di successo del pubblico, basata sugli incassi. Hai mai pensato di inserire anche qualcosa del genere?

Il pubblico appassionato che vota su Rateyourmusic o Sputnikmusic secondo me merita di avere un peso nel dibattito musicale

FABIO LEGGERE: Il voto metacritico del pubblico e il successo di pubblico non vanno però confusi. Il pubblico appassionato che vota su Rateyourmusic o Sputnikmusic secondo me merita di avere un peso nel dibattito musicale. Il botteghino di Morandini mi sembra che abbia un valore statistico più che critico, perché misura il successo commerciale che ha avuto un film. Proprio per questo motivo non ho mai pensato di metterlo. Sono cresciuto a pane e Morandini e quel voto lo “sbirciavo”, ma non lo consideravo davvero.

ORNITORINCONANO: Torniamo allora alle domande iniziali, in particolare “cosa cerca il lettore”. Quando penso al generico pubblico, che può leggere il mio o il tuo sito, ma anche realtà internazionali come Pitchfork, faccio qualche fatica a delinearlo con precisione. A volte credo che l’influenza della critica musicale si sia molto ridotta anche perché si è poco considerato l’esigenza del lettore, e non la si è aggiornata con il passare del tempo. Ho avuto l’impressione che si sia creato un circolo di musicofili, che in parte corrisponde all’idea di comunità che accennavi tu prima, ma che ricorda anche e nel modo peggiore la “bolla” di Bauman. Visto che dici che ti basi soprattutto su quello che ti piace leggere, cosa vuoi trovare in veste di lettore e quindi come costruisci i contenuti per il sito?

FABIO LEGGERE: Tanti voti, tanti musicisti e tanti dischi nuovi. A proprosito di voti: da un mese a questa parte Resident Advisor ha deciso di togliere i voti ai dischi che recensisce, tu cosa ne pensi?

ORNITORINCONANO: Che il solo voto ha il difetto di ridurre a zero l’analisi, che passa inesorabilmente in secondo piano. D’altronde, fa più rumore un voto che un’analisi ben fatta, quasi sempre. Credo che si possa anche asciugare le analisi e le recensioni in modo da riequilibrare il tutto: abolire le recensioni chilometriche, scansare il track-by-track, sforzarsi di ridurre al minimo l’ampollosità. E continuare a proporre un voto, che funge da amo per il lettore più casual. A mio parere, però, questa via intermedia implicherebbe anche una scala dei voti semplice, lontana dai decimi di punti. E una maggiore selezione dei contenuti: non più recensire ogni cosa, ma solo qualcosa di cui valga parlare. Tu hai mai pensato di escludere i voti? E hai mai avuto l’impressione che vengano letti quasi solo quelli?

Il voto è un mezzo di comunicazione oltre che un giudizio

FABIO LEGGERE: No, non ho mai pensato di escluderli, perché perderebbe di senso tutta l’architettura del mio sito, che ritengo un database travestito da blog. Il voto è un mezzo di comunicazione oltre che un giudizio, perché arriva facilmente anche a chi non è così interessato alla critica musicale. In più è un mezzo di espressione immediata, cosa che collima con molte scelte della nostra vita. E’ un metodo non perfetto come non è perfetta la vita che conduciamo o che siamo costretti a condurre.

ORNITORINCONANO: Chiudiamo con il concetto di comunità che accennavi. Da blogger con una decina d’anni di post sulle spalle mi sembra che si sia perduta quella coesione che pure vedevo, ai tempi, su Splinder. Tu che impressione hai della comunità musicale online? È ancora viva e vegeta? Si è spostata altrove? Oppure è riorganizzata intorno al contatto diretto con gli artisti, vero o presunto?

Oggi le persone commentano tutto sui propri social e tutto è diventato più solipsistico e atomizzato

FABIO LEGGERE: Negli anni 2000 c’era davvero un senso di comunità. Quando scrivevo su Cineblog.it, un blog generalista di cinema ancora vivo e vegeto, ogni post aveva tantissimi commenti. Oggi le persone commentano tutto sui propri social e tutto è diventato più solipsistico e atomizzato. In questo senso penso che non ci sia una vera e propria comunità, ma che si siano moltiplicate però le occasioni per conoscere da vicino chi era lontanissimo. Non bisogna sottovalutare la portata globale del web e al fatto che produrre e far conoscere la propria musica sia di fatto una cosa immediata. Una comunità può essere virtuosa, ma può anche non esserlo. Forse bisogna abituarsi a pensare in modo diverso al web, che oltretutto significa “rete”. Si può rimanere intrappolati nella “rete”, ma anche in una comunità.

ORNITORINCONANO: Grazie, sei stato molto disponibile e mi ha fatto piacere fare questa chiacchierata. I più sinceri complimenti per il sito, a cui senza pudore guardo spesso e volentieri per ispirazione o semplicemente per leggerne i contenuti.

FABIO LEGGERE: spero di risentirti! in bocca al lupo per il restyling del tuo Ornitorinconano.

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