Gli Artisti Del Millennio #32: QUEENS OF THE STONE AGE

Palm Desert, California, ha la metà degli abitanti di Pistoia ma ha dato vita allo stoner-rock attraverso i venerati Kyuss. Josh Homme, una volta finita l’avventura con quelli, ha tentato di proporre quel sound ad un pubblico ampio, aggiungendo melodia e riducendo i volumi. Nel tempo sono diventati un progetto alimentato da numerosi e importanti collaboratori, fra cui anche Dave Grohl e Mark Lanegan.

Partiti come semplici, ottusi macho-rocker fra Kyuss e Stooges, con Rated R (’00) tentano un difficile incrocio fra potenza hard’n’heavy, divertimento rock’n’roll e marijuana a bizzeffe. Sporchi della polvere del deserto ma precisi come macchine, i nostri hanno preso la strada che li porterà al trionfo, meglio conosciuto come Song For The Deaf (’02), uno degli album hard-rock più importanti del decennio. La fusione di divertimento, riff travolgenti, melodie accattivanti e qualche stravaganza permette alla band di superarsi. Con “Millionaire”, l’improbabile hit “No One Knows”, “Song For The Deaf”, “Go With The Flow” conquistano il proprio posto fra i grandi del rock degli 00s. Il suono dei 90s viene filtrato e rimaneggiato, scomposto e riproposto, rievocato e rielaborato. Vendono un milione di copie in europa, mezzo milione negli States. Lullabies To Paralyze (’05) cerca vie più psichedeliche e pacate per una formazione con tendenze alla pacificazione senile. Dopo una lunga crisi, …Like Clockwork (’13) li vede tornare dopo molti anni di silenzio. Il suono è un mix di: composizioni elaborate e poco lineari; momenti di ruffiana orecchiabilità; molte ballate noir. Riescono a risorgere e con Villains (’17) replicano aggiungendo uno spirito più edonista e ballabile. C’è poco di nuovo, ma è l’album di una delle poche credibili band rock del periodo che racconta il crepuscolo di un’era.

Roba da rocker e, diciamolo, neanche giovanissimi, quindi è facile capire quale critica li abbia foraggiati. Nessun premio rilevante, però, e anche il successo di pubblico è tutto sommato contenuto. Hanno attraversato vent’anni suonando un genere moribondo ma, se ci fidiamo di Homme, è perché non fanno che ispirarsi all’elettronica per il loro, così dice lui, robot-rock.

★★★★☆

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Evaporata ha detto:

    Dove ti posso scrivere?

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  2. ornitorinconano ha detto:

    Dalla pagina Facebook va benissimo!

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