Gli Artisti Del Millennio #31: PJ HARVEY

Cantante inglese di una passionalità ed emotività distruttiva, arriva spesso a gemere, singhiozzare, piangere, lamentarsi. Iniettata sempre una tensione vibrante, fra dolore, sesso, angoscia e amore, esaltata dai testi a luci rosse e maudit. Animo decadente e lascivo, da moderna Patti Smith, è unica e inquieta, in parti uguali musicista, cantante e poetessa. Unica a vincere 2 Mercury Prize. Triplice presenza nella top500 di album di Rolling Stone.

Dry (’92), quasi il diario folk-blues-rock-grunge di una ninfomane nevrotica, tormentata, sofferente, fa scandalo per i suoi contenuti ma il molto più rocambolesco Rid Of Me (’93) sfoggia ululati, grida e lamenti. L’impatto, viscerale ed emozionante, di questa donna devastata e invasata è più importante dell’originalità del suo incrocio di blues-grunge. To Bring You My Love (’95) torna alle radici blues, intorbidite e intrise di una terribile angoscia, imbevute di una passionalità viscerale e sofferente. Cantante sempre più creativa, sbilenca, disarticolata in Dance Hall at Louse Point (’96), giunge con Is This Desire? (’99) a stupire: techno oscura, rock sofferto, ballate noir. È l’apice della sua arte di poetessa maledetta. Dopo un paio di giri a vuoto White Chalk (’07) cambia completamente registro: 11 brani intimi per pianoforte, sussurrati più che cantati, di una fragilità commovente. Sembra il disco di un fantasma, di una tristezza ammaliante. Se in A Woman A Man Walked By (’09), la Harvey completa con la sua voce vari paesaggi sonori in un esercizio di stile, Let England Shake (’11) segna un altro cambiamento: canta con un tono cristallino, reso spettrale dagli arrangiamenti onirici, un folk antico cui si uniscono chitarre, sax e voci. Lunga pausa prima del mediocre The Hope Six Demolition Project (’16), che anticipa l’impegno nella colonna sonora di All About Eve (’19).

La critica la segue, la ama, la premia mentre il pubblico, orfano di contemporanee dive rock, si dimostra fedele e arriva anche a farle totalizzare numeri notevoli, nell’ordine del milione di copie per Stories From The City, Stories From The Sea (’01), notevole 88 su Metacritic.

★★★★☆

Gli Altri Artisti Del Millennio:

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