Recensioni 2019 #47: Everywhere at the End of Time, Stage 6 – The Caretaker

Dark AmbientDroneTurntable MusicSound Collage

Il capitolo finale di una lunga epopea durata tre anni e sei album (che trovate per intero qui sopra, nei loro mastodontici 630 minuti totali, prego). La ricostruzione dell’avanzamento della demenza, dai primi stadi fino alla sua più brutale e tragica conclusione in un deserto di segni e riferimenti indistinguibili. Dopo i primi segni (Stage 1), l’autorealizzazione (Stage 2), la confusione (Stage 3), l’orrore (Stage 4) e l’isolamento (Stage 5) eccoci arrivati allo struggente, devastante ultimo stadio. La fine della carriera di The Caretaker è così un viaggio inedito nella desolazione di chi, perdendo la memoria, ha perduto se stesso. Di più, è una grande funerale del suono, uno sguardo agghiacciante alla fine della musica che guarda oltre il revival, oltre il minimalismo e oltre la manipolazione post-ambient. Da ascoltare col cuore e con la mente, accompagnato dalla lettura di “Ghosts of My Life: Writings On Depression, Hauntology and Lost Futures” del compianto Mark Fisher.

9

Le altre recensioni del 2019:

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