Gli Artisti Del Millennio #23: The XX

Nell’Inghilterra anni Zero portano il rock “indie” a dialogare con l’elettronica. Lo stile è tanto caratteristico da diventare un’influenza: l’intelaiatura ritmica sorregge melodie chitarristiche essenziali, che galleggiano nei silenzi, secondo un’estetica minimale. Il canto, spesso a due voci, funge da vettore emotivo. Facile trasporre queste intuizioni in forme più ballabili, semplicemente amplificando la fisicità del beat. Joy Division, Portishead e Cocteau Twins sono tutti ben rintracciabili, anche se il desolante panorama ricorda l’incubo psico-urbano di Burial.

Si fanno conoscere da un vasto pubblico sin dall’esordio XX (’09), inserito da NME nella top 500 di tutti i tempi (esagerati!). Coexist (2012) prosegue nell’epopea malinconica con “Chained”, come se Burial fosse suonato da una sconsolata band rock, mentre altrove si dilata nell’etereo e con “Reunion” tiene in equilibrio gli spettri con la fisicità del beat. Sono diventati maestri della tensione emotiva, riuscendo a dosare i pochi elementi costitutivi dei brani con elegante parsimonia e a far filtrare il sentimento in pochi sussurri e sparute note, come nella splendida “Unfold”. Fragilità, insicurezza, emozione, essenzialità: elementi centrali di un’opera senza cali, che conferma il talento. Il terzo I See You (2017) è decisamente più movimentato, in linea con la carriera solista di Jamie Xx, ormai leader incontrastato. In “A Violent Noise” e “On Hold” sembra di ascoltare house desolante, già pronta per remix scatenati: il corrispettivo della disco virata seppia del post-punk. Solo nei carillon di “Performance” e di “Brave For You” si ritorna al soffuso e dilatato atmosferico dei primi album.

1 milione di copie l’esordio, la metà il seguito e 100.000 il terzo album: la fotografia di un interesse del pubblico scemato molto velocemente. La critica premia l’esordio (87 il Metascore), ridimensiona l’entusiasmo con il seguito (79/100) e premia il cambiamento del terzo album (un bel 85). Forse nessuno li ricorderà fra 20 anni.

★★★☆☆

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