Gli Artisti Del Millennio #21: DAFT PUNK

Celebre duo parigino mascherato da robot, superstar dell’house francese, resa potabile al pubblico rock più eclettico grazie a contaminazioni funk, hip-hop, disco, industrial e alla partecipazione agli eventi rock che contano. Cantori della retromania, paladini della nostalgia, sono una boccata d’aria nella desolazione post-grunge: divertono, esagerano, giocano. Si reinventano disco-popstar a inizio millennio, passando dal gioco al ricordo nostalgico, poi implodono: remixano, ripetono, annoiano. Insperato ritorno in auge con una overdose di musica derivativa, passatista, scopiazzata dai 70s. Senza futuro.

Homework (’97) è un esordio ballabile e creativo, loop-based fino all’ossesso, deliziosamente robotico, androide come i Kraftwerk ma spassoso come i Funkadelic. Contiene molti classici dance del periodo, come “Teachers” e “Da Funk”, oltre a potenti dosi di rock e noise; il serpentone ipnotico “Around The World”, con video-tormentone annesso, rimane il loro manifesto e capolavoro, ma è in ottima compagnia. Vende bene in patria e giunge al milione worldwide. Raddoppiano le copie vendute con Discovery (’01), più melodico e pop, che perde l’ingenuità e l’immediatezza ma premia l’ascolto attento con gli arrangiamenti, i rimandi, le mutazioni. È un tributo nostalgico agli 80s, filtrato dal retrofuturismo dei vocoder e dei synth. Provano dunque a ripetere l’esordio, interpolandolo con il seguito, poi rinunciano totalmente al curioso mix retrofuturistico e con Random Access Memory (’13) si limitano a imitare i classici o direttamente a ricrearli, con Giorgio Moroder che collabora di persona e altri musicisti di spicco a interpretare se stessi. Successo mondiale (!), il singolo “Get Lucky” vende 9 milioni di copie e l’album supera quota 3 milioni.

6 Grammy, 12 milioni di album venduti, singoli di successo e il plauso della critica, comunque non ceca di fronte alle debacle creative ma entusiasta dell’overdose nostalgica e sempre eccitata dai tributi al glorioso passato che fu (*yawn*). Artisticamente morti e dimenticati dal 2014.

★★★☆☆

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