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Gli Artisti Del Millennio #12: LCD SOUNDSYSTEM

Gli Artisti Del Millennio #11: ARCADE FIRE

I Kraftwerk di inizio millennio, capaci di fungere da collegamento fra l’indie-rock e l’elettronica grazie a un dance-punk accattivante, movimentato, eclettico. Il fatto che il rock si rivolga a loro come dei salvatori o quantomeno interpreti d’eccezione dovrebbe far riflettere. Sono simmetricamente opposti ai Daft Punk nel continuum rock – elettronica. Pochi album all’attivo, cosa che giova alla qualità media.

Dopo l’esaltante ballabile “Daft Punk Is Playing At My House” (’05) e un esordio retrofuturista e ballabile, centrano il bersaglio con 45:33 (’07), un album composto da un unico esteso mix per fare running, e Sound Of Silver (’07), forte del gioiello “New York, I Love You but You’re Bringing Me Down” e di alcune avventurose tracce estese. Arriva più synth-pop in seguito, uno scioglimento temporaneo e sofferto, poi il grande ritorno con American Dream (’17), all’altezza dei loro momenti migliori e virato ad una dolorosa nostalgia di mezza età. Emotivamente è il loro album più profondo, complesso, doloroso. Il problema di fondo rimane la sensazione di aver già ascoltato tutte queste idee nelle discografie eminenti di Brian Eno o dei Talking Heads, fra gli 70s e 80s. Il poliedrico leader James Murphy è un autore d’eccezione, ma per fare la differenza avrebbe dovuto nascere nel 1950 e non vent’anni dopo, pena essere irrilevante per coloro che guardano al futuro della musica.

Esiste una realtà parallela, sorta all’ombra di siti come Scaruffi.com e Pitchfork, dove i critici del web si rimbalzano formazioni che fuori da questa cerchia quasi non esistono. Questa band è uno di questi culti, amata dalla critica per il suo stile retrò, per il loro rock contemporaneo che ben testimonia la crisi irrisolvibile del genere. L’amore dei critici corrisponde così a un modestissimo successo di pubblico, che guarda altrove anche su YouTube o sui social.

★★★☆☆

Gli Artisti Del Millennio #13: RADIOHEAD

4 risposte su “Gli Artisti Del Millennio #12: LCD SOUNDSYSTEM”

È vero che Scaruffi ne parla tutto sommato bene, ma mi sembra pur vero che i vostri (tuoi e suoi) giudizi sui lavori della band collimino; il che mi fa pensare che forse la sua analisi non è così malaccio come la fai tu – o forse sono io a fraintendere (?)

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Mi sono spiegato male io, ma provo a rimediare. Non era una critica alla scheda di Scaruffi o Pitchfork o nessun altro. Io stesso ho ascoltato spesso band e artisti che ci rimbalziamo noi realtà piccole o grandi nate all’ombra di Scaruffi e Pitchfork. Penso ad un blogghettino come il mio, penso a OndaRock, penso a quasi tutte le realtà musicali web italiane che da Scaruffi o da Pitchfork hanno preso diversi spunti, in alcuni casi anche pregevolmente poi sviluppati con orginalità.

Le ultime righe però volevano evidenziare come fuori da un ambito molto ristretto la formazione è quasi sconosciuta, contrariamente a quanto farebbe pensare l’entusiasmo della critica (non solo quello moderato del Piero nazionale, ma anche quello vivace della critica in generale: https://www.metacritic.com/person/lcd-soundsystem). Nella “bolla” dei siti musicali sembrano una formazione importante, tuttavia fuori da quella bolla semplicemente sono quasi sconosciuti.

È una scollatura che credo vada segnalata, perché vorrebbe motivare il perché della presenza della formazione nell’elenco degli artisti del millennio: ci sono perché la critica li ama, anche se per un lettore medio potrebbero essere emeriti sconosciuti. Dovrei aver segnalato sempre anche l’opposto, cioè quando l’artista è amatissimo dal pubblico ma detestato dalla critica.

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Ricevuto e ti ringrazio molto (e mi scuserai per il disturbo).
Però lì dipende sempre da cosa s’intende per critica e per pubblico. La grande massa non ha nemmeno idea di chi sia Frank Zappa. La grande critica considera Bloody Kisses migliore di Slow Deep and Hard.

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Nessun disturbo! A volte ci prende la critica, a volte la massa. Io voglio segnalare solo quando per un artista tifa l’una, l’altra o entrambe. Poi la mia opinione è a volte con la critica, a volte col pubblico. Tipo per Bloody Kisses, non riesco proprio a capacitarmi: meglio Slow Deep And Hard! Mi piaceva solo far sapere cosa ne pensano gli altri oltre a me, il “consensus” per così dire. Poi forse sono sembrato più arrogante di quanto volessi! 🙂

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