Summer Time – 50 Canzoni Estate 2019 (2/5)

Ritorna a leggere la parte #1

#11 Gabry Ponte alla fiera

C’è le giostre che girano l’Italia che hanno delle caratteristiche curiosamente trasversali nella penisola, dovute alla loro vita nomade. Questo circo di bomboloni sovrapprezzati, pungi-ball e minoranze etniche è anche caratterizzato da una sua colonna sonora tipica, solitamente l’elettronica più tamarra che si possa immaginare mischiata ai singoli più kitsch del momento. Un rimasuglio dei 90s che sopravvive anche in questo pezzo, una serie di bordate di synth e cassa-dritta-tunz-tunz degne di Gabry Ponte, convertite a musica contemporanea da rallentamenti e sezioni hip-hop un po’ trap.


#12 Abbestia

Sono madrelingua italiano ma capire cosa dice Tommasone Paradiso, il figaccione del pop contemporaneo, è un’impresa ardua. Credo sia una strategia perché l’ho ascoltata 8 volte solo per riuscire a seguirla, nei suoi regionalismi buttati a casaccio. Per capire che dice “e allora sogno a bestia” ho dovuto cercare il testo, per dire. Ho detestato il famosissimi singoli degli ultimi anni di questi qui capitanati da Paradiso, ma poi comunque le loro canzoni fanno parte dei ricordi delle scorse estati. Quest’anno ci è andata meglio, credo, con un pezzo energico, quasi violento. Abbestia.


#13 Everybody screams

È ritornato dal dimenticatoio, con un brano leggerissimo, estivissimo, sul gelato. Esiste solo una cosa che mette l’umanità più d’accordo del gelato, ma non piace a Mika. E poi “Figa” era un titolo un pochino forte. Gayissima, simpatica, canticchiabilissima: è la spensieratezza delle vacanze racchiusa in 145 secondi.


#14 Lu sole, lu mare, lu viento

La retorica salentina fatta di dialetto, balli, sole, vento, spiagge ci ha rotto il cazzo. Ma qua dentro c’è Ketra, che sostituisce Takagi-e con Alessandra Amoroso, e infatti funziona questo mix di italia, reggae, meridionalità, edm e pop. Con quell’hook di trombetta, da odiare ma che fa esplodere le piste da ballo, c’è da scommetterci.


#15 Sono troppo alternativa

Quando l’ho ascoltata è stata una grande novità, qualcosa di davvero diverso in radio con il singolo “bury a friend”. Gotica più tipo “Piccoli Brividi” che “Paradiso Perduto”, però sicuramente diversa dal poptimism imperante o dalle lagne di Lady Gaga e compagnia lacrimante. Poi arriva questa e mi diverte, almeno le prime 500 volte che la ascolto in radio, al supermarket, in piscina, in ascensore, dal neurologo, alla banca del seme, nel rover lunare e in quella strana notte trascorsa a Rovigo di cui ricordo poco e di cui conservo un tanga xl edibile. Per fortuna che lo internet me l’ha fatta amare di nuovo, grazie alle diecimila variazioni, parodie, riletture. La migliore? La versione troppo-felice-troppo à-la Meghan Trainor.


#16 Succo d’estate

Questo pezzone è uscito il 4 gennaio, in pienissimo inverno, ma ha tutto il sole di agosto. Fresca, divertente, corettosa e ammiccante. Lei dice che sembra una “black pussy”, per dire. La pop-song dell’anno, con un video vintage fantastico e lei, più tornanty che curvy, simpatica e bellissima, altro che Meghan Trainor.


#17 Ingredienti del tormentone

Ci sono tutti, elencati uno dietro l’altro, come se ormai Baby K non avesse più bisogno neanche di comporli i singoli spacca… classifica. Un motivetto da villaggio vacanze che funziona come lo zucchero nei dolci, un trucco da bassa cucina ma di sicuro effetto. Nel video sembra la donna più bella del pianeta o quasi, ma noi sappiamo bene che ha la faccia strana a banana, 36 anni e, accettiamolo, è la popstar italiana di maggiore successo degli ultimi 5 anni. (“Roma-Bangkok”, l’hit leggendaria con Giusy-Adenoidi-Ferreri, ha 240+ milioni di views su YouTube)


#18 La suggerirò per il ruolo di

Pedro Capò ha preso l’idea di Despacito, cioè quella diandarci piano, per scrivere questo non inno al petting estremo ma una canzone sulla pigrizia. Si respira tutto il fancazzismo dei pomeriggi d’agosto, fra pennichelle e ghiaccioli, a temporeggiare e temporeggiare per veder passare un’altra estate. C’è anche in versione remix, un mostro da 1,3 miliardi di views, ma io la preferisco così, più semplice e tranquilla, senza collaborazioni.


#19 Stashera mi butto

Ritornano un po’ a buffo i The Kolors, compreso quel vecchio lama birbante di Stash, qui in coppia con Elodie, evidentemente la donna-prezzemolo di quest’estate. In questa cartolina ottantiana non manca nulla, da quel lick di chitarra al ritornello funky. Promossi a sorpresa.


#20 Take me home, trappy road

Il singolo più strano del 2019, una pillolina country-trap di 113 secondi che ha fatto un successo clamoroso negli States ma anche qua si difende bene. In questa tempesta di reggaeton e trap il pezzo si distingue, porta in Italia una ventata di maledetto deep south e fa viaggiare anche chi, come me, il viaggio negli Usa lo sogna ma non può permetterselo neanche ipotecando i reni.

Continua a leggere la parte #3

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