Questo Blog Deve Morire

Tre esperienze mi hanno fatto capire che questo blog è obsoleto

Tre esperienze mi hanno segnato profondamente sul piano musicale negli ultimi anni. La prima è l’approdo su OndaRock, uno dei siti italiani di musica più importanti in assoluto, fra i più seguiti e fra quelli che ho letto di più nella mia vita. La seconda è un corso-seminario-laboratorio di 27 ore che ho tenuto nella mia città natale sulla filosofia della musica. La terza è l’esperienza nell’insegnamento e il contatto con i giovani e giovanissimi (e giovani e giovanissime) appassionati di musica. Da OndaRock ho capito tante cose, ma quella fondamentale è questa: 9 persone su 10 che leggono le mie recensioni nel migliore dei casi leggono solo il voto. Dedicano alla recensione una frazione di minuto, sostanzialmente per vedere se corrisponde al loro giudizio/pregiudizio. Il confronto è quasi sempre assente, e quando c’è è una faida più o meno fatta di espliciti insulti. Dal corso-seminario-laboratorio ho avuto la conferma che più che una guida passo-passo nel mondo musicale, molti giovani e meno giovani sono alla ricerca di esperienze musicali il più dirette possibili. Chi riveste, più o meno degnamente, il ruolo dell’esperto, è soprattutto un facilitatore, che stimola ad approfondire e conoscere e collega con arguzia, originalità, provocazione, intelligenza i vari contenuti. E non può neanche pensare di selezionare i contenuti prendendosi ampi spazi di esplorazione di nicchie, casi atipici e artisti semplicemente minori: l’ascoltatore che ho incontrato in questi incontri ha una buona cultura di base e spazia fra rock, jazz, pop, hip-hop con disinvoltura, senza però conoscere nessuno di questi ambiti a fondo. Dalla terza esperienza, quella dell’insegnamento, ho capito tantissime cose su come i teenager si rapportano oggi alla musica: poco interesse per l’album e molto per il corpus di canzoni e opere in qualsiasi formato; fruizione principalmente online, gratuita (e spesso illegale); interessi tentacolari che comprendono abbondanti conoscenze di rock, metal e pop oltre alle più scontate conoscenze sulla musica contemporanea. Per i teenager di oggi “leggere” di musica è semplicemente superfluo: il vecchio track-by-track che si usava negli anni Zero appare sinceramente goffo, la recensione estesa dell’album in circa 1000 parole una incombenza inutile visto che posso ascoltare invece di leggerne. L’analogia col cinema è la seguente: per un teenager leggere per filo e per segno di un album è come sorbirsi la trama di un film scritta scena per scena. Ovviamente una volta questo aveva senso, quando l’accesso alla musica era limitato dai soldi disponibili e dalla facilità a reperire il materiale tanto desiderato. Oggi queste esigenze sono scomparse e i ragazzi e le ragazze lo sanno benissimo, per loro non è una posizione ideologica ma semplicemente un dato di fatto. Se poi la musica l’ascolti dallo speaker del cellulare o dagli auricolari, anche il concetto di “sound” e di “hi-fi” lascia seriamente il tempo che trova. E, non ultimo, anche la vecchia fascinazione che noi degli anni ’80 abbiamo per la musica straniera non corrisponde al sentire di chi oggi è un under-21. Ma non voglio dilungarmi, il discorso è lungo ma non è la sede giusta in cui svilupparlo. Queste tre esperienze mi hanno così profondamente segnato, questo voglio dirvi, che ho dovuto ripensare al mio scrivere di musica. Il mio blog, d’improvviso, mi è sembrato terribilmente obsoleto.

Progetto insostenibile: perché questo blog deve morire

La mia vita è cambiata molto da quando ho iniziato a scrivere su un blog. Ero in preda ai tormenti emotivi dell’adolescenza quando scrissi le prime parole su Splinder, poi mi sono trasferito qui su WordPress e sempre di più ho trasformato un blog adolescenziale in un sito post-adolescenziale e quindi a qualcosa di ancora diverso, terribilmente obsoleto. Il progetto che è sopravvissuto è quello di scrivere della musica che amo e di quella che in generale ascolto, ma i presupposti sono completamente cambiati. L’idea iniziale delle monografie è nata per sopperire alla scarsa conoscenza generale della musica popolare: l’approfondimento specifico come soluzione all’ignoranza di un sedicenne. Una scelta furba, che ha portato con sé una grande opportunità per me: affinare la tecnica critica, il linguaggio, la diplomazia. Anche esplorare le mie emozioni e il mio rapporto con la musica e l’arte in generale. Un percorso di crescita forse più personale che pubblico, ma per me fondamentale, che non rinnego né reputo meno che essenziale. Col tempo poi, visti gli studi di marketing, ho affinato anche la presentazione, la fase di editing: meno refusi (vergognosamente frequenti qualche anno fa), immagini, video, link interni ed esterni, strutturazione in blocchi, formattazione varia (grassetti, tabelle, maiuscole/minuscole). Un lavoro estremamente dispendioso in termini di tempo, ma che mi ha premiato facendomi applicare molte conoscenze e vedendo i risultati di tali applicazioni: un blog che vede crescere in modo entusiasmante le proprie visualizzazioni, con ritmo esponenziale. Sono stati anche anni difficili della mia vita personale e per vari motivi il blog è stato un rifugio e un luogo sacro, intoccabile. L’impossibilità reale di aggiornare i contenuti all’inizio non è stata una preoccupazione, anche se i segnali c’erano tutti: con 1.200 monografie già pubblicate, come potrei anche solo pensare di aggiornarle periodicamente, in totale solitudine? Ci ho provato, fermandomi dopo 50-60 monografie e senza trovare più nessuna motivazione a proseguire. Questo ha nel tempo aumentato sempre di più il fastidio per contenuti vecchi, che non rispecchiano più le mie convinzioni, il mio stile e persino la forma che ho deciso di usare nell’ultimo biennio. Periodicamente il fastidio è diventato particolarmente acuto quando mi sono state fatte critiche su vecchie monografie, magari di 8 o 10 anni fa, in cui neanche io credo ormai più. Ugualmente, ho dovuto rincorrere la voglia di ampliare il numero di artisti trattati, produrre degli approfondimenti, aggiornare le top10 e top100 scontrandomi con la totale impossibilità di coniugare il blog con il resto degli impegni. Per un paio di anni scarso ho svolto due lavori, e il tempo per scrivere si è ridotto drasticamente: una manciata di ore al mese. Questo mi ha fatto accumulare decine e decine di monografie da scrivere, che ora rischiano di rimanere lettera morta. Insomma, la creaturina timida del blog di un tempo è cresciuta a dismisura e non posso più gestirla. Pur sfrondata di 300-400 articoli negli ultimi mesi, in un disperato tentativo di mantenere in vita il tutto, la struttura ipertrofica delle centinaia di articoli da aggiornare periodicamente, sempre più multimediali e interconnessi a suon di link non ha futuro: non ha senso pensare di fare uno sforzo enorme per mantenere tutto in piedi, rimandando una fine ormai inevitabile. Come ogni progetto insostenibile, questo blog deve morire.

Post-mortem: da dove (eventualmente) ripartire

Giunto alla conclusione che tutto quello che ho scritto in oltre un decennio merita di essere salvato su un hard-disk esterno e consultato solo in caso di nostalgia (o della più bieca utilità personale del rileggere le mie stesse opinioni), altri mesi sono trascorsi in cui una domanda mi è rimbalzata insistentemente in testa: e se ricominciassi oggi un blog di musica, come lo scriverei? Su alcune cose sono ormai convinto pienamente: sintetico, colorato, ordinato. Con un formato tutto diverso, orientato agli elenchi, le classifiche, gli approfondimenti e sempre meno a recensioni, monografie e biografie (per quelle c’è wikipedia, no?). Multi-piattaforma: che agisca tanto sul blog quanto su Facebook e Instagram, in modo il più possibile automatico. E per me, scusate se è poco, sostenibile: che richieda poca o nessuna manutenzione, così da ridare spazio agli ascolti e alle più audaci considerazioni critiche (invece di passare il tempo a fare gli upload delle immagini o i copy-paste dei link). Insomma, forse il post-mortem di questo blog è un blog tutto nuovo, che sia di nuovo uno stimolo per me e magari anche per chi vorrà leggerlo. O forse deve finire così. In ogni caso, è stato fighissimo.

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16 commenti Aggiungi il tuo

  1. Evaporata ha detto:

    Secondo me tu hai messo in piedi un monumento, e lo hai fatto tutto da solo. Come tutti i monumenti col tempo diventano consunti. In ogni caso restano monumenti, perciò non devono essere demoliti. Gli adoloescenti sono consumatori di musica evanescente, cambiano opinione e gusti troppo in fretta per potergli stare dietro in concorrenza col il web, quindi non ti dannare per loro. Tu scrivi per gente che ama la musica non la moda, né i simboli fugaci. Non so dirti come dar vita ad un nuovo blog, però mi permetto di dirti che il tuo talento non deve essere riposto in un cassetto.

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  2. sonofsorat ha detto:

    Ma io mi chiedo il perchè ? Hai tutte le ragioni di questo mondo ma hai un talento che vorrei avere io e che mai avrò, riesci a concepire la musica, cosa che quasi nessuno riesce a fare, scrivi di musica come se la stessa ti stesse parlando. Spero solo di rileggere i tuoi articoli. Non buttare via quello che hai fatto fino ad oggi, non sarebbe giusto ne per te ne per la tua passione.

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  3. Scudo Nevrotico ha detto:

    Una volta,non ricordo dove a dir la verità,scrivesti che portavi avanti il tuo blog per te stesso,per un divertimento personale oltre che per il piacere di condividere i tuoi contenuti con gli altri,un piacere che sembra diventato un obiettivo,se ritieni il tuo blog obsoleto,lo è anche perché tuo dolce oblio di solitudine e piacere personale è stato soppiantato e non resiste più come un tempo

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  4. Marco ha detto:

    Ciao Nano,
    sono il lugubre tizio che ti ha inviato la mia personale recensione sulla carriera degli Yes, quello che ti ha inviato passo dopo passo le considerazioni su quali possano essere i migliori brani estesi della storia del metal, quello che aspettava ansiosamente le tue monografie su Nick Cave, Tori Amos, Joni Mitchell, Patti Smith, Leonard Cohen, Lisa Germano, Van Morrison. E sono sicuro che sarebbero state bellissime, quelle su Frank Zappa, Dylan, Waits, Young, David Thomas erano… semplicemente brillanti.
    Ma bando alle ciance. Io sono un grande ammiratore per quello che hai fatto. Scrivo recensioni su Storiadellamusica e mi rendo conto della faticaccia che hai dovuto passare per scrivere le tue, numerosissime, spesso di alta qualità “divulgativa”, monografie. Tutto questo gratis, alla portata di tutti. Wow.
    Ho iniziato ad amare la musica rock grazie a Piero Scaruffi e le sue, numerosissime, divertenti, taglienti, sintetiche ed incompromissorie schede. All’inizio fui disorientato da tante informazioni così particolari, dal sentir nominare una marea di artisti che non conoscevo manco per il cazzo (Pere Ubu? Beefheart? Faust? ma chi diavolo sono?); ma pian piano mi resi conto di una cosa: ogni dannato disco da lui giudicato molto bene (dall’8 in su), era bello, mi piaceva, mi stimolava. Mi fa sentire un gran figo conoscere tutta quella musica particolare, originale, valida, monumentale, emozionante; poi giudizi sono maturati in fretta, e talvolta mi trovo in disaccordo con certi suoi giudizi, ma non me ne importa un fico secco. Mi ha fatto conoscere moltissima musica meravigliosa, e non gli sarò mai grato abbastanza per questo. Ad ogni modo, il mio primo album comprato fu Atom Heart Mother, Pink Floyd: mi fece andare fuori di testa il modo in cui una rock band riuscisse a collegarsi alla musica classica, mi fece girare la testa. Ma parlando di te: anche tu sei un grande. Anzi, un Grande. Perché i tuoi giudizi sono molto spesso interessantissimi, hai scritto recensioni stupende che gli amanti del rock, come me, si sono gustati parola per parola. E poco importa che qualche cazzone abbia letto superficialmente delle tue schede su Bowie, o Beatles, e ti abbia attaccato dimostrando ignoranzae e incompetenza abissali; chi DAVVERO si interessa di musica rock ha apprezzato ENORMEMENTE i tuoi scritti. E ti ringrazio moltissimo di tutti i tuoi meravigliosi elenchi: le 100 + 50 canzoni, gli album delle varie nazionalità (che interessanti!), la top 100 di sempre (che figata! Madonna, incrociando la tua con quella dell’Esimio uno ha da ascoltare splendidi capolavori per anni!), e non ultimo le tue spassosissime cronache su San Remo (tranne quella dell’anno scorso, un cristiano cattolico come me storce il naso quando legge una fila di bestemmie. Ma cavolo, quella di quest’anno era mitica).
    Ti capisco bene se ti viene voglia di chiudere tutto. Di buttare via tutto il lavoro svolto: è una scelta coraggiosissima, che merita profondo rispetto. Ma le tue opinioni, in generale, non se ne andranno dalla mia memoria, e dalla memoria di chi ti ha seguito e moralmente sostenuto in questo tempo.
    I’m your biggest fan (this is Stan), ma senza i macabri risvolti della canzone, insomma.
    Con grande affetto, ti auguro la grandissima fortuna che tu senz’altro meriti. Ho già detto che sei un Grande?

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  5. J 'n P ha detto:

    Buona fortuna per la tua nuova iniziativa.

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  6. odradek ha detto:

    Che stranezza. Capito qui reindirizzato da una pagina sulla quale ero finito non ricordo come, che indicava alcune possibilità per rinvenire ciò che risultava scomparso. Il titolo di uno dei link mi è subito parso il più interessante e ho quindi scoperto l’esistenza dell’ornitorinconano giusto qualche giorno dalla sua scomparsa, avvenuta per propria mano.
    Ho letto le tue considerazioni, mi sembrano ragionevoli e umanamente comprensibilissime. Mi è capitato di domandarmi come potessero fare a farcela quelli che hanno protratto per anni un impegno che immaginavo notevole, una dedizione tanto caparbia, resistendo ad un’obsolescenza che non potevano evitare di constatare col trascorrere del tempo.
    Ascolto musica da oltre 40 anni, meglio 45, iniziai prestissimo, pensa un po’, avvicinato a musiche all’epoca inaudite dal famigerato Piero Scaruffi, il mio vicino di casa che sarebbe poi finito in California, per la Olivetti, e poi ad insegnare in un’università mentre edificava il suo borgesiano dedalo da enciclopedista psicotico.
    Ho frequentato, anche solo radente, centinaia di blog, letto migliaia di recensioni, lavorato con la musica (un piccolo negozio di musiche non convenzionali), scribacchiato per gioco paginette senza alcuna velleità di pensarle recensioni.
    Dicevo che mi sono domandato come facessero a farcela quelli come te (non so altro di te oltre a quel che ho letto qui, perdonerai la brutale generalizzazione) ma credo di saperlo, in fondo.
    Da questo casuale e sconosciuto passante ti giunga quindi un augurio, insieme a complimenti postumi, che son certo ti meriti, certezza generata dalle tue parole e dalla presunzione di un sesto senso che credo d’aver affinato nel tempo.
    Stai bene.

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  7. Christian Princeps ha detto:

    Hai trattato la questione della musica rock in modo serio e adulto,come fosse una disciplina universitaria ; tutto ciò riuscendo a mantenere un certo distacco rispetto a giudizi preesistenti,stroncando anche opere universalmente osannate(proprio il coraggio nei giudizi è quello che mancherà maggiormente di questo blog).
    Nonostante la maggior facilità nella fruizione di musica rispetto al passato,le recensioni sul rock(in tutte le sue declinazioni)credo mantengano una loro importanza.
    Come i saggi letterari riescono ad aprire nuove prospettive su certi aspetti di un testo,che sia un romanzo o una raccolta poetica(che altrimenti basterebbe semplicemente leggere),così credo valga per gli scritti sulla musica rock (e personalmente ho parecchi testi dedicati a tale argomento,ad esempio quelli straordinari di Simon Reynolds sul glam e il post punk). Un grande “in bocca al lupo”per qualsiasi iniziativa tu dovessi intraprendere in futuro. Ciao Ornitorinco.

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  8. Serling ha detto:

    Questo blog era un ottimo blog per la diffusione dello Scaruffi-pensiero.

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  9. Anonimo ha detto:

    Ma qualcuno , oltre me , ha notato che tutte le schede di questo blog erano copiate da Scaruffi ?

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  10. Marco ha detto:

    Caro Anonimo, io ho notato che tu sei un coglione. E te ne puoi andare a fanculo

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  11. Anonimo ha detto:

    Grazie Marco , hai dimostrato quello che sono tanti internauti.

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  12. Anonimo ha detto:

    Questa banale e sempliciotta frase fatta non ti salverà dalla gaffe, che dimostra chiaramente come tu abbia letto su questo blog per tipo due minutini scarsi, e distrattamente; che ciò per te sia sufficiente a dare un giudizio di tal convinzione, è proprio da ignorantoni…

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  13. Romano ha detto:

    Ho letto decine di schede di questo blog e sono tutte copiate da Scaruffi

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  14. Giorgio ha detto:

    Però sai Nano, volendo ci sarebbe un modo per mantenere il blog e lasciare le schede più fondamentali (e belle): è sufficiente postare solo quelle sugli artisti più importanti e rappresentativi delle varie decadi.
    Ad esempio io per i “Sixties” sceglierei Sandy Bull, Soft Machine, Who, Jefferson Airplane, Grateful Dead, Byrds, Beatles, Jimi Hendrix, Rolling Stones, Pink Floyd, Deviants, Fugs, Kinks, Creedence Clearwater Revival, Band, MC5, Family, Red Crayola, Doors, Led Zeppelin, Pearls Before Swine, Velvet Underground, Frank Zappa & The Mothers of Invention, Captain Beefheart & His Magic Band, Colosseum, King Crimson, Stooges e i cantautori Bob Dylan, Leonard Cohen, Laura Nyro e Van Morrison. Sono in tutto 31 nomi, non 150.
    Per i “Seventies” sceglierei magari Faust, Popol Vuh, Amon Düül II, Neu!, Kraftwerk, Magma, Third Ear Band, Yes, Genesis, Van der Graaf Generator, Roxy Music, Chrome, Henry Cow, Mike Oldfield, Brian Eno, Throbbing Gristle, Area, Robert Wyatt, Gong, Pere Ubu, Suicide, Residents, Can, Klaus Schulze, Tangerine Dream, John Fahey, Television, Pop Group, Ramones, Clash, Jon Hassell, Stephan Micus, Penguin Cafè Orchestra, Meredith Monk, Talking Heads, Public Image LTD e i cantautori Tim Buckley, Nico, Syd Barrett, Nick Drake, Lou Reed, Joni Mitchell, Neil Young, Patti Smith, Annette Peacock, Bruce Springsteen, Tom Petty e Fabrizio De André. Stavolta i nomi sono 49, non 200. E così via. Poi ti scegli un altra cinquantina di nomi per gli ’80, altra cinquantina per i ’90, altri per gli anni zero e stop.
    In tal modo ti ritroveresti con un numero importante di recensioni (ma comunque non illimitato), però probabilmente “soddisfacenti” perché parlano di artisti importanti…
    io la butto lì. La verità è che mi piacerebbe ancora leggere tue schede; credo che questo sia l’unico modo per mantenere un sito senza troppa fatica (non ti ritroverai più con tipo 1000/2000 artisti, ma con tipo 100/200. È una grossa differenza). Pensaci.

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  15. ornitorinconano ha detto:

    Ci sto pensando!

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  16. DEEP BLUE ha detto:

    Grande prova comunque!

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