Sanremo 2019: Terza Serata

Io non dimentico

Terza serata sanremese, dopo la prima puntata dove abbiamo sentito tutte le 24 canzoni in gara e la seconda serata, quella pallosa perché c’erano solo 12 canzoni in gara. Per fortuna che invece nella terzNO, esattamente uguale! Tradizionalmente la seconda e la terza serata sono quelle della noia totale sanremese, si diceva, quindi droghe pesanti e lasciamoci l’orrore alle spalle. In fondo una comoda tabellina vi riassume i giudizi sulle 24 canzoni, che tanto si sa che siete facili a dimenticare e poi ci sono pure i cambiamenti. Fletto i muscoli e sono nella fogna!


 © ANSA
Antonello Venditti

Ingiorni di discussioni con la Francia ecco che Baglioni inizia con “Viva l’Inghilterra!“, a buffo. Per fortuna questa volta almeno ci sono le gonne sbarazzine delle ballerine a tenerci svegli, insieme al limone negli occhi. Mahmood, che è prodotto da Charlie Charles!, si conferma uno con la stoffa del campione e l’animo giovane, creativo, originale. È come se tutta la sua abilità fosse stata tolta da quel trecentenne redneck che sogna il nonno che piscia di Nigiotti per l’occasione sguaiatamente urlante come un Mino Reitano qualsiasi. La topona talentuosa Raffaele canta come un grammofono rotto poi arriva Venditti che canta come sempre, che sembra c’ha freddo e trema tutto porello. Certo che rispetto alle figure da cioccolataia delle varie Gianna “Stonafacile” Nannini, quest’anno gli ospiti davvero non deludono. Delude sempre, invece, la Tatangelo vestita, e delude anche Ultimo, ancora vivo (ma che comunque canta in modo meno patetico). Lo sketchone Bisio-Raffaele che cantano canzoni per bambini sembrerebbe un’idea di merda e invece alla prova dei fatti fa proprio schifo al cazzo. Mi consola la prostituta che mi massaggia i piedi e il fatto che Renga abbia tirato fuori il suo vocione nella seconda esibizione,


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204 anni

Pensavo di dover considerare questa terza puntata priva di momenti epocali, poi staccone pubblicitario e per presentare la canzone di Irama arrivano queste frasi che in ogni altro contesto sarebbero pura esasperazione della tristezza più drammona e piagnona che possiate immaginare. Vi giuro che la introducono così: “Linda porta il pacemaker ma il vero male è il padre che abusa di lei“. Dico ma ci rendiamo conto che canzone strappapalle ha portato uno che conoscevamo per un singoletto ballabile estivo? Io lo passo a color merda, guarda. Duettone con Alessandra Amoroso di Baglioni, roba da incidersi lo scroto per vedere cosa c’è dentro. Per capirci, è fantastica la Vanoni a gratis che si vendica della Raffaele che la imita. Poi la tristezza umiliante di vedere la Ornellona che non riesce più a cantare, fuori tempo e fuori fuoco: non si ride con lei ma di lei. Poi Patty Pravo saluta la Vanoni, e fanno in tutto 204 anni, che faccio lascio? Simone “Prete” Cristicchi e Boomdabash sono robetta entrambi, ma ho avuto la terribile visione della canzoncina dei secondi come tormentoncino invernale in radio. Raf e Tozzi salgono sul palco vestiti da picchiatori di un night-club e cantano 34 canzoni, giusto quando decido di far invecchiare il mio whiskey del Penny Market in una botte di rovere. Non puoi distrarti un attimo che arriva Motta intonato (quasi), che comunque ascoltato registrato è mille volte meglio. Super curiosità per gli Zen Circus: la voce di Appino si sente meglio, grazie a un arrangiamento meno invadente, e il brano rimane coraggioso per il palco sanremese. Menzione speciale per il collegamento con Radio 2 e la conduttrice che sembra uno di quei personaggi androgini dei film distopici.


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Poi c’è un numero comico che mi rifiuto di commentare. Parliamo di Cori – D’Angelo, con il secondo meno rapace nei suoi acuti questa volta. La premiamo col passaggio da color merda a rosso. Ascoltata su Spotify è ancora meglio. Va’ che c’è Rovazzi, che fa un live di pure cringe, dove annaspa a fatica sulla base e poi legge i testi delle sue canzoni con fare drammatico. Segue il momento più basso della Storia Repubblicana, cioè Baglioni, Leali e Rovazzi che cantano “Faccio Quello Che Voglio” e sembra un karaoke andato male, dove nessuno sa le parole, nessuno sa cantarle e tutti e tre non vorrebbero stare là. Davvero, recuperate questo momento di imbarazzo empatico definitivo, è un diamante di merda sanremese. No, ma c’è Claudione che fa “pappàparapà” con la convinzione di una salma! Ma cos’è ‘sta schifezza! Momento piagno in ricordo di Mia Martini, e tutti a nanna. Serata con vette di schifezza tutta sanremese, motivi validi per il mio sacrificio ma anche quelli che rendono questo binge-watching devastante nonché dispendioso in termini di prostitute, droghe e danni permanenti a livello psicoanalitico. Ah, sotto la tabella è aggiornata. (quarta serata)


ArtistaSemaforo
Francesco “Il Meenchia” Renga con Aspetto che torniRosso
Nino D’Angelo e Livio Cori con Un’altra luceMerda
Nec (Nippon Electric Company, Limited) con Mi farò trovare prontoVerde
The Zen Circus con L’amore è una dittaturaGiallo
Il Volo con Musica che restaMerda
Loredana “Benson” Bertè con Cosa ti aspetti da meMerda
Daniele “Pompa” Silvestri con Argento vivoVerde
Federica Carta Igienica e Shade con Senza farlo appostaGiallo
Ultimo con I tuoi particolariRosso
Enzo Paola Turci con L’ultimo ostacoloGiallo
Motta Una Papessa Se Ne Fa Un’Altra con Dov’è l’ItaliaGiallo
Boomdabashpumpowsbangstaklush con Un milioneMerda
Patty Pravo Amicizia Lunga e Brigantony con Un po’ come la vitaRosso
Simone “Antonacci” Cristicchi con Abbi cura di meMerda
Achille “Willem Ruys” Lauro con Rolls RoyceRosso
Arisa con Mi sento beneVerde
Ma Te Li Ricordi I Negrita con I ragazzi stanno beneGiallo
Ghemon con Rose violaRosso
Ryanair Einar con Parole nuoveMerda
Ex-Otago con Solo una canzoneGiallo
Anna Tatangelo si presenta con Le nostre anime di notteMerda
Iramarri con La ragazza col cuore di lattaMerda
Enrico “Lion King” Nigiotti con Nonno HollywoodMerda
Mahmood con SoldiVerde

 

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