Sanremo 2019: Seconda Serata

Cannot be unseen

Seconda serata sanremese, dopo la prima puntata dove abbiamo sentito tutte le 24 canzoni in gara e, con il mitico sistema del supersemaforo ho detto la mia su ogni canzone. Questa serata e la terza si preannunciano come piene zeppe di momenti d’imbarazzo, spettacolini che non fanno ridere, ospitate di cui non frega niente a nessuno e metà della musica: 12 e 12 le canzoni nelle due serate, una divisione che annacqua la competizione. Tradizionalmente la seconda e la terza serata sono quelle della noia totale sanremese, visto che almeno la quarta ha nei rifacimenti e nelle collaborazioni un motivo di esistere e che la finale rimane sempre la finale. Io farò come sempre il lavoro sporco, raccontandovi l’essenziale di questo sgangherato e vetusto carrozzone. In fondo una comoda tabellina vi riassume i giudizi sulle 24 canzoni. Fletto i muscoli e sono nella fogna!


 © ANSA
Allegoria della necrofila

Si inizia con Baglioni che canta che “noi no” e ancora “noi no!“, con un ventesimo dell’energia della sera prima. Se continua così alla finale apre in terapia intensiva. Dopo un inizio liturgico la Raffaele prende per il culo i cinesi seguendo delicatamente quel trolley di stereotipi tipici degli anni ’80. Quantomeno questa volta salutano i cinesi, invece dei camorristi. Quando arriva Achille Lauro spero di essermi sbagliato la prima sera: lui riesce a stonare ancora di più, incredibile. La versione registrata, che ho ascoltato questa mattina, è invece una spanna sopra. L’odore di fogna accompagna la canzone di Einar, orribile anche su Spotify: perché suona come un cantautore a fine carriera? Il primo sketchone della serata è quello di Bisio che fa le pernacchie per indicare la punteggiatura, giungendo al livello di ironia tipico delle scuole medie. Peggio di stammerda infantile solo i tenorini volanti, che si confermano Ipecac da overdose. La Raffaele percula l’intera orchestra senza far ridere mai, tipo Equitalia, quindi arriva una bella Pippa vestita a morte, una arzigogolata definizione per la necrofilia in solitaria ma anche per Arisa, che si perde e la cui voce s’incrina ma il cui pezzo si conferma una bomba disneyiana ma dal sicuro impatto radiofonico, che lei domina con svolazzi acuti degni di nota.


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Allegoria della sterilità

Arriva il primo ospitone: Fiorella Cheppalle Mannoia, con un nuovo drammone sociale. Ha sempre la leggerezza di Lars Von Trier, con quell’aria da borgatara buzzigona di contorno. Fortuna che dopo arriva Nek, lui che si è ispirato a Borges e, questo non l’hanno detto, alla figa, vero punto di riferimento della sua vita da inchiodatore di passere. Si esibisce, impeccabile, magnetico, topissimo come nessuno quest’anno, come forse solo il Renga dei tempi d’oro. Lo sketchone numero due ironizzia, che novità, sulla vecchiaia di Baglioni, ma si ricorda soprattutto per la Raffaele distesa sul pianoforte. Non ti puoi distrarre un attimo e arriva Pippo Baudo, che ci ricorda i miracoli del galvanismo sui cadaveri. La seconda volta di Daniele Silvestri con Rancore conferma che è uno dei pezzi migliori del Festival del “Congresso del corvo”. Michelle Hunziker, la topa meno chiavabile del mondo, arriva per fare il duettone per La Lega Dell’Amore di Elio e le storie tese con il Bisio nazionale.


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Allegoria dell’omosessualità

Bella occasione di riascoltare di Ex-Otago, questa volta più convincenti ma ho solo adesso notato questa bella cucchiaiata di merda nel testo: Scoprire nuove tenebre / Tra le tue cosce dietro le orecchie. Marco Mengoni e Tom Walker sono i terzi ospitoni, pronti a deliziarci con la pallosissima Hola, una canzone che in radio si ricorda per la sua insolita bruttezza persino per gli standard del mainstream più corrivo. Per capirsi, l’Essenziale, subito dopo, suona come balsamo. Non si sa poi come si arrivi a cantare Battisti, ma ci pensa Ghemon, vestito come un esibizionista, a riportarci nella competizione: questa seconda volta la canta meglio e nella versione registrata la canzone fa decisamente più figura. Inqualificabile la Berté in gonnellina, munita di marsupietto con borraccia di botox, che continua a ragliare in modo osceno e terrorizza le prime fila con l’upskirt più temuto di tutti i tempi. Figura barbina quella della Enzo Paola Turci, che cerca di compensare con i lesbo-ammicchi. Peccato, perché registrata la canzone ha sicuramente un appeal per le radio.


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La best serie ever

La Raffaele si esibisce in un estenuante sketchone operistico, che dura circa 340 minuti di cui 339 di troppo, quindi i Negrita e il tarantolato Pau si confermano ottimi performer ma fin troppo cauti. Carta e Shade, questa volta non vestiti da Bocelli, fanno meglio della prima serata: quasi da azzardare il verde. Cosa succede quindi per gli 80 minuti successivi? Pio e Amedeo, soprattutto, con il numero comico che tutti aspettavamo e che fa riderissimo se siete come me alla tredicesima raglia. Poi hanno fatto un riferimento ad Adrian, quindi io li amo. Arriva quindi Cocciante, frizzantino come un documentario sul genocidio del Ruanda e poi c’è lo spottone al film-orrore della Chiatti, comunque sempre gnoccolona: un musicarello con le canzoni di Battisti. Commentate con i vostri supersemafori o i vostri insulti, qua e sulla pagina Facebook del blog. E pronti per la terza serata!


ArtistaSemaforo
Francesco “Il Meenchia” Renga con Aspetto che torni Rosso
Nino D’Angelo e Livio Cori con Un’altra luce Merda
Nec (Nippon Electric Company, Limited) con Mi farò trovare pronto Verde
The Zen Circus con L’amore è una dittatura Giallo
Il Volo con Musica che resta Merda
Loredana “Benson” Bertè con Cosa ti aspetti da me Merda
Daniele “Pompa” Silvestri con Argento vivo Verde
Federica Carta Igienica e Shade con Senza farlo appostaGiallo
Ultimo con I tuoi particolari Rosso
Enzo Paola Turci con L’ultimo ostacolo Giallo
Motta Una Papessa Se Ne Fa Un’Altra con Dov’è l’Italia Giallo
Boomdabashpumpowsbangstaklush con Un milione Merda
Patty Pravo Amicizia Lunga e Brigantony con Un po’ come la vita Rosso
Simone “Antonacci” Cristicchi con Abbi cura di me Merda
Achille “Willem Ruys” Lauro con Rolls Royce Rosso
Arisa con Mi sento bene Verde
Ma Te Li Ricordi I Negrita con I ragazzi stanno bene Giallo
Ghemon con Rose viola Rosso
Ryanair Einar con Parole nuove Merda
Ex-Otago con Solo una canzone Giallo
Anna Tatangelo si presenta con Le nostre anime di notte Merda
Iramarri con La ragazza col cuore di latta Rosso
Enrico “Lion King” Nigiotti con Nonno Hollywood Merda
Mahmood con Soldi Verde
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Un commento

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