Bello Figo Gu – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Bello Figo Gu su Spotify

Paul Yeboah è nativo del Ghana, ma a 12 anni si è trasferito in Italia. Classe 1992, nel 2013 diventa una celebrità su Youtube Italia grazie a uno stile che richiama la proposta lo-fi, sconsclusionata e amatoriale di Lil B. L’evento curioso è che in questo caso la versione italiana è diventata ben più famosa di quella statunitense: in un cortocircuito mediatico con pochi precedenti, è arrivato un momento, pur racchiudibile in poche settimane al massimo, in cui Bello Figo Gucci (poi Bello Figo Gu, poi altri vari soprannomi derivati e infine solo Bello Figo) è stato il più famoso rapper d’Italia. La questione merita di essere raccontata analizzando questo personaggio oltre le più ovvie ingenuità. In questo caso il personaggio sembra essere la chiara creazione di una persona, giovanissima, che ha comunque un progetto comunicativo in testa ben preciso. 

Tutto inizia su YouTube nel 2010 e prosegue nel 2011, con alcuni video a dir poco raffazzonati, ma già delineati di una estetica ironica e autoironica, proassisticamente centrata su pochi concetti, peraltro piuttosto banali: lo swag, ovvero un’attitudine rilassata e sopra le righe che permea ogni elementi della vita; la propria negritudine, intesa come principale motivo di carisma di sé. Due elementi in croce, ma tanto basta per i primi maldestri tentativi. 

Negro Boy Swag

L’esplosione arriva con una nuova tipologia di provocazione, non “razziale” ma sessuale: uno spudorato inno alla masturbazione come Mi Faccio Una Segha (sic) (2012). È quello che mancava per sfondare, emergere nell’oceano di contenuti di YouTube: il video supera 3 milioni di views. 

Mi Faccio Una Segha

Tramite una incontrollabile dissenteria creativa giungono così molti altri singoli, in parte mere copie di quell’onanistico modello originale. Funziona circa una volta su dieci, ma con Ce L’ho Grosso si inizia a delineare un chiaro personaggio, parodia di se stesso, invischiato nei suoi cliché e nei suoi tic, autocitazionista. Supera anche in questo caso il milione di views. Sempre seguendo la logica della provocazione propria della pre-adolescenza, il successo che arriva poco dopo si chiama Vaffanchiulo (sic) e supera 2 milioni di views. Trionfa, forse, quella totale e in qualche modo dichiarata banalità, l’esatta nemesi della seriosità Hip-Hop, di cui rappresenta uno svilente antidoto. Tanto è il successo, non più esattamente di nicchia, da impensierire Gucci, la famosa casa di moda, che intima di cambiare nome eliminando ogni riferimento al brand.

La spiegazione del cambio di nome

Per ultimare la sua esplosiva formula comunicativa Bello Figo ha bisogno di un ultimo elemento: la politica. Già sottintesa nel tema “razziale” e in quello “sessuale”, questa ulteriore dimensione diventa centrale con Swag Berlusconi (2013 – 1,6 milioni di views) e Matteo Renzi (2014 – 1,5 milioni di views), brani che si susseguono nel periodo di brani deliranti che tirano in ballo celebrità nazionalpopolari come Elisabetta Canali, Alessia Marcuzzi e Mario Balotelli. In questo il progetto è inappuntabile: calcio, politica, belle ragazze; razzismo contemporaneo, lo stile Hip-Hop di moda trivialmente masticato e rigurgitato; nomi dei brani dal click facile (chi non ascolterebbe un brano intitolato Swag Berlusconi, anche solo per denigrarlo?). È il momento del primo, clamoroso, successo. Si perché lo strampalato progetto arriva a ottenere views da popstar italiana di prima categoria, in una situazione paradossale dove la parodia delirante, lo-fi, naive riceve più ascolti del rapper navigato e serio. Pasta Con Tonno raggiunge quota 10 milioni di views, anche grazie a un pubblico di giovanissimi che segue, magari per sbeffeggiarlo, Bello Figo.

Pasta Con Tonno

Il web è poi accontentato con la collaborazione di uno dei più avvilenti simboli trash dell’italia online: Andrea Diprè collabora in un brano a lui intitolato (2014 – 3 milioni di views). È, in una situazione che ha dell’inconsueto se non del paradossale, dove Bello Figo indovina anche Raul Bova (3 milioni di views), Kebab (2,5 milioni), Pizza Con Wurstel (1,7 milioni), Barbara D’Urso (1 milione), Mussolini (1,2 milioni), Ho Paura Di Isis (1,7 milioni), Sembro Francesco Totti (2,6 milioni), Sembro Juventus (1,2 milioni), FIFA 17 (2,2 milioni). Sono anni di celebrità nel mondo del web nostrano, dove nessuno (giustamente) lo prende lo serio ma dove purtroppo nessuno, o quasi, considera la progettualità che c’è dietro a questa sequela di singoli di discreto successo. Una escalation, quella del periodo 2014-2016, che raggiunge un incredibile vertice con Non Pago Affitto. Nel pieno di un clima di malcontento politico e sociale, seguendo un progetto che chiaramente si è delineato nel tempo, Bello Figo riesce a colpire il nervo scoperto e trollare grandiosamente i meno avvezzi al mondo web. Una bomba destinata a far discutere diventa il suo brano più cliccato e, incredibile a dirsi, uno dei più cliccati dell’intero YouTube Italia. Si supera quota 23 milioni.

Non Pago Affitto

Ne nasce, infine, un caso giornalistico in cui Alessandra Mussolini si confronta in diretta con il nostro su Rete 4, con Maurizio Belpietro nel ruolo di moderatore. La situazione ha ovviamente del surreale, uno scontro fra generazioni che imbarazza soprattutto per l’incapacità di smascherare il troll, che dialoga con gli altri oltrepassandoli grazie a riferimenti, gesti, comportamenti da loro considerati incomprensibili. In un momento centrale Bello Figo dabba la Mussolini, esasperando proprio la distanza fra i due linguaggi. L’impressione però è che il primo riesca a comprendere il linguaggio imbolsito, serioso, aggressivo della Mussolini ma non viceversa.

Bello Figo e la Mussolini

Ovviamente diventa la dimostrazione per alcuni della deficienza totale della nuova scena Hip-Hop (come se poi Bello Figo fosse un caso rappresentativo e non una derivazione parodistica e autoparodistica) e per altri la totale impossibilità di svecchiare il mezzo televisivo introducendovi l’ironia tipica del web. Smorza Candela (2018) è il tentativo maldestro di far sopravvivere l’idea dei video musicali senza i video, senza i riferimenti più nazionalpopolari, senza la vicinanza alla cronaca e all’attualità politica e sociale. È uno stanco tentativo di normalizzare e riportare nell’alveo della musica tradizionale un fenomeno che è solo in parte musicale ed è sicuramente passeggero e volatile.


Discografia

Smorza Candela2018<5
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