Logic – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Logic.jpg

Logic su Spotify

Sir Robert Bryson Hall II nasce nel 1990 a Rockville, Maryland, madre caucasica e padre afro-americano. È un rapper bianco, ma enticamente ambiguo. La prima era un’alcolizzata, il secondo un cocainomane. I fratelli spacciavano crack, alimentando persino la dipendenza del padre. Rimane fulminato dai The Roots, inizia a esibirsi come Psychological e produce un mixtape per gli addetti ai lavori, Psychological – Logic: The Mixtape (2009), a cui segue il primo mixtape di larga diffusione, Young, Broke & Infamous (2010) e l’inizio di una tetralogia di mixtape dedicata a  Young Sinatra (2011), seguito da Young Sinatra: Undeniable (2012), Young Sinatra: Welcome to Forever (2013). Per la quarta parte della tetralogia si dovrà aspettare il 2018.

L’esordio ufficiale, Under Pressure (2014), prodotto da 6ix, DJ Dahi, DJ Khalil, S1, Jake One e Dun Deal, non comprende collaborazioni, così da renderlo un lavoro estremamente personale. Racconta per intero la sua vita, cronologicamente ma con importanti spunti da romanzo psicologico. È la rinuncia al braggadocio tipico dell’Hip-Hop per una narrazione più pacata, dubbiosa, introspettiva e reale.

Melodico nei suoni e crudo nella sua introspezione, l’album raccoglie tutta l’esperienza maturata nella trafila di mixtape pre-debutto. Soul Food ben dimostra la maturità stilistica di questo giovane rapper, appena 24enne: dopo due minuti e mezzo la base R’n’B muta in un puro Hip-Hop, duro e scuro, spigoloso e amaro, dopo essere annunciato da una voce femminile che semplicemente introduce la variazione stilistica dicendo solo Hip Hop. Un sample vocale di canti religiosi propelle Gang Related, dove si sdoppia fra lui stesso e il fratello, integrando persino frammenti di un vero news report a riguardo di una sparatoria: introspettivo, psicologico e reale. Il lato emotivo di questa narrazione ben affiora musicalmente nelle code di brani come Bounce e Growing Pains III o nella malinconia Nikki, la sua confessione da nicotinomane.

Non fosse che per la lunghezza maestosa, di oltre 9 minuti, la title-track Under Pressure merita trattazione a parte: una Bohemian Rhapsody dell’Hip-Hop, come è stata etichettata dall’autore, un muscolare esercizio di flow nei primi tre minuti che poi si scioglie in una dolce melodia di chitarra elettrica mista a sample telefonici, dissolvendo in un finale onirico.

Giovanissimo ma con le idee chiare, degne di un veterano, Logic riesce con Under Pressure a raccontare la sua storia scansando i cliché dell’esaltazione, del machismo e dell’esaltazione edonistica. È più umano e in questo più vero: si fa di sigarette e non di cocaina; è infelice invece di esaltato; ha paura invece di arroganza. L’album supera le 500mila copie, diventando disco d’oro negli USA. Il suo principale difetto? Somigliare tanto, ai limiti del plagio, al primo Kendrick Lamar.

Raccontata la sua storia personale, a Logic non rimane che narrare di qualcos’altro e la scelta di ambientare il secondo album 100 anni nel futuro è tanto scontata quanto creativa. The Incredible True Story (2015) ha una narrazione non lineare, tarantiniana, che può così essere riassunta: nel 2023 il Giappone e gli Stati Uniti creano una supernazione per scongiurare una serie di catastrofi mondiali. Producono una carne capace di risolvere l’annoso problema della fame nel mondo, ma la Cina usa la circostanza a suo vantaggio e provoca l’intervento della Russia, che complotta e uccide infine il presidente cinese. L’accordo politico fra la Russia e l’alleanza nippo-americana deraglia a causa della morte del monarca russo, causando come effetto collaterale un conflitto nucleare che avvelena gli oceani. I sopravvisuti sono decimati da un virus misterioso, tanto aggressivo da costringere l’umanità alla fuga dal pianeta nel 2065, chiamato Paradise; l’album segue il viaggio di una nave verso il pianeta della salvezza, fra dubbi, difficoltà e il trionfo finale.

Trasposizione sci-fi di una storia di formazione, o forse trasposizione fantasiosa della difficile strada verso il successo, The Incredible True Story unisce l’amalgama R’n’B e Hip-Hop dell’esordio a magniloquenti orchestrazioni da colossal hollywoodiano (Contact) e stralci di dialoghi retrofuturistici fra un brano e l’altro. Il più grande rischio di una simile operazione, la seriosità, è ben scongiurata da un’ironia deliziosa.

Qua e là si azzarda, come nell’ossessiva I Am The Greatest, bassi profondi e vuoti pneumatici, ma pur apprezzando l’ambizione il progetto sembra non reggere nello sviluppo. La soluzione degli skit, molti e poco integrati, genera l’antipatico effetto di star ascoltando un film senza immagini. La lunga title-track (7 minuti), conclusiva, è l’ideale momento in cui ci si chiede se di questa stoffa da campione si possa fare un vestito notevole, che calzi su un capolavoro. Se infatti Kendrick Lamar ha stravolto la musica contemporanea con il suo album del 2015 To Pimp A Butterfly, Logic lo imita spesso e volentieri ma non riesce assolutamente a proporre qualcosa all’altezza di quel gigante dell’Hip-Hop suo contemporaneo.

Il terzo album, Everybody, scritto per la precisione come ΞVERYBODY (2017), parla della pace nel mondo. Un nuovo concept album, più ambizioso del primo, che sembra voler abbracciare l’intera umanità nella sua narrazione. Musicalmente vivace, solare, positivo e variegato, si rovina con i testi, spesso triviali e banalotti, e l’aspetto più tipicamente Rap, degno delle produzioni addomesticate da alta classifica. Neanche a dirlo, è l’ideale risposta di Logic a To Pimp A Butterfly: brani estesi, tematiche sociali (persino una canzone sul suicidio onestamente imbarazzante) e dimensioni da doppio vinile, con i suoi 70 minuti. AfricAryaN (12 min.) è l’ideale manifesto dell’opera, con il suo tema razziale e la sua ambizione smodata, inclusa l’ospitata on veste di Dio di Neil DeGrasse Tyson. La stoffa può essere nobilitata solo da un buon sarto.

Armati di pazienza si ascolta YSIV (Young Sinatra IV) (2018) ritornando al sound dell’esordio e dei primi mixtape. Kendrick Lamar si unisce quindi al Wu Tang Clan (presente nella celebrativa, potente, Wu Tang Forever, di ben 8 minuti) e a Kanye West fra le evidenti ispirazioni.  Questi giganti dell’Hip-Hop hanno fatto evolvere la musica proprio per allontanarla da opere formalmente impeccabili ma poco coraggiose, innovative e creative come questo YSIV. Forse si dovrebbe solo integrare questo capitolo conclusivo di una vecchia tetralogia come il tentativo di ricordare a tutti che Logic è capace di raccogliere l’eredità di alcuni grandi di scena internazionale. Se questo era interessante ai tempi dei primi mixtape, lavori di gavetta, oggi però sembra poco più di un contentino. In più, nel 2018 Logic è tanto sicuro di sé da pensare che un brano di Boom Bap tradizionale come Last Call possa tranquillamente allungarsi fino a sfiorare gli 11 minuti.

La rivoluzione dell’Hip-Hop negli anni ’10 rende alcuni lavori, come questo YSIV, poco interessanti a fine decennio, così come accadde nel Rock negli anni ’60: chi proponeva a fine sixties il sound classico del Rock’n’Roll o del Folk faceva la figura dell’obsoleto a confronto degli psichedelici e i primi prog-rockers.

Fra il 2016 e il 2018 produce anche due ulteriori mixtape, Bobby Tarantino e Bobby Tarantino II.


Discografia

Under Pressure 2014 7,5
The Incredible True Story 2015 7
ΞVERYBODY 2017 5,5
YSIV 2018 5,5

 

 

Annunci

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...