Mudimbi – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Mudimbi su Spotify

Michel Mudimbi, meglio conosciuto solamente come Mudimbi, è nato a San Benedetto del Tronto ma ha un DNA italo-congolese, che ben è facilmente palesato dal colore della sua pelle. Si appassiona al rap quando scopre l’Eminem di The Real Slim Shady, correva l’anno 2000. Lui però, classe 1986, è ancora giovanissimo e lungi dallo sbocciare, artisticamente. Ben 13 anni dopo arriva il suo debutto, per mezzo di un curioso e irriverente singolo, accompagnato da video, intitolato Supercalifrigida. Siamo nella galassia Trap, ma c’è il gusto per il gioco di parole degno di un Caparezza in una strofa come: Supercalifrigida rigida e ligia alla legge di coppia / Oh mia supercalifrigida rigida tanto mi sa che ti tocca / Niente copula è cosa ridicola perciò vige la legge di bocca / Quindi supercalifrigida ma con i lividi sulle ginocchia.

Il pezzo riscuote un certo successo online, a differenza del vero e proprio esordio Erbavoglio del 2012, e arriva alle orecchie del Dj Albertino, grande nome radiofonico e colonnello di Radio Deejay. Proprio quest’ultimo chiede di rivedere il singolo per trasformarlo nella sigla di un programma radiofonico di successo: è il primo passo verso il successo, quello vero e nazionale. Naturale quindi pensare ad un primo EP, essenzialmente chiamato M (2014), e abbandonare il lavoro da meccanico.  Cinque brani, solo cinque, ma prodotti con suoni di moda, fra overdose di bassi, voci distorte e tutti i profumi dell’emergente scena Trap nostrana. Il brano più sopra le righe è Vaderetro, un Eminem-via-Fabri-Fibra, che gioca con le parole (un’esagerazione di z e doppie-z) e osa con le immagini più scorrette e turpi, per esempio: Riesco nelle imprese faccio sconsacrare chiese / Tu fai entrate in scena io faccio entrate a gambe tese / Diretto sui tuoi reni con tutte e due le gambe / Te lo succhiano i vampiri perché adesso pisci sangue.

Michel (2017), il primo album, è più ambizioso. C’è una filastrocca come Risatatà, imbevuta di Dancehall, che ha tutte le caratteristiche del tormentone, così come tutto sulla ripetizione ossessiva e l’orecchiabilità punta AMEMÌ.

Molti gli ammicchi ad un mondo Pop più ampio, in primis con Empatia, un motivetto degno di un Simone Cristicchi, scanzonato e leggerissimo. Il vero asso nella manica in termini di orecchiabilità è però Il Mago, il brano presentato a Sanremo con cui Mudimbi  prima ha superarto le selezioni di Sarà Sanremo, ottenendo il diritto di partecipare alla 68ª edizione del Festival di Sanremo nella sezione “Nuove proposte” e poi si è classificato al terzo posto, vincendo il Premio Assomusica per la miglior performance. La nuova edizione dell’album, ristampato in occasione di Sanremo, contiene anche questa dolceamara filastrocca Hip-Hop, fantasiosa e fischiettante, un raro e fulgido esempio di come, anche rimanendo nell’alveo della canzone comunemente intesa, si possa persino all’Ariston innovare, divertire e intrattenere.

L’altra vera notizia che riguarda Michel è il fatto che, vicino ai brani-tormentone e a singoli sanremesi di successo troviamo anche stravaganze Trap e lunghe divagazioni di matrice Reggae. Alla prima categoria appartiene il delirio ballabile di Tipi Da Club (che risale al 2016) e  l’orgia di bass-drop di Scimmia, due momenti di esaltanti giochi di parole salaci. È una Trap presa dal lato più dancefloor, come ben dimostrano episodi di devastante ballabili hardcore come Tachicardia e SBA. L’eccezione è la malvagia Schifo, l’ideale seguito di Vaderetro: Facciamo tutti schifo come ritornello è tanto essenziale quanto tagliente. Lo stile del testo è tipicamente Mudimbi, al limite fra il messaggio e il mero gioco di assonanze: Mussulmani maremmani cattolici battisti / Dio Maometto i sette nani consigli per gli acquisti / Vacanze Tailandia sesso soldi minorenni / Stessi soldi con cui a tua figlia compri Lelli Kelly. Al centro della tracklist Chi, 9 minuti (nove!) di Dub rappata e poi lasciata sfogarsi in riverberi infiniti e psichedelici.

Fantasioso, poliedrico, scanzonato ma schizofrenicamente violento, fra Pop e Horrorcore, fra Dub e Trap, Mudimbi arriva all’esordio, lo ritocca post-Sanremo e dimostra di avere la stoffa dei campioni.


Discografia

M 2014 6
Michel 2017 7,5

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