Hookworms – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

hookworms.jpg

Hookworms su Spotify

Il quintetto psichedelico di Leeds Hookworms frulla acidi e Kraut-Rock in parti variabili, con un’attenzione particolare a declinare il tutto con l’animo cacofonico dei Sonic YouthHookworms (EP, 2011) è un biglietto da visita che mette in chiaro la volontà di sfruttare forme libere, fra anni ’60, ’70 e ’80, con 4 brani estesi (l’edizione estesa ne aggiunge altri 3). Il piatto principale arriva con Pearl Mystic (2013), salutato come uno degli album di spicco del Rock alternativo del periodo. I Neu vengono resuscitati in Away/Towards per fondersi ai Sonic Youth in 9 minuti di estasi psichedelica. Un boogie sanguigno immerso nell’acido come Form & Function riporta alla mente i Velvet Underground, ben presenti nello spirito anche della danza orientaleggiante di Since We Have Changed. La bagarre Hard-Psych di Preservation vale invece i più agitati Jane’s Addiction. Quando tornano con The Hum (2014) alzano ancora di più la voce con la devastante The Impasse, Psych-Punk che si distende in un altro tributo ai Neu, On Leaving, con un tocco di Beatles. In generale le chitarre dominano gli arrangiamenti, il canto invece funge da co-protagonista, anche nella versione onirica di Off Screen. È una fusione di energia fisica e viaggio psichico, un trip che travolge corpo e mente e che rinverdisce la scena Psych-Rock, proponendo un’alternativa graffiante ai Tame Impala.

Poi un’alluvione devasta lo studio della band, costretta a ricostruire il materiale da zero in un’epoca di dominio non Rock ma di musica Elettronica. Il risultato è Microshift (2018), fra Elettro-Pop, Psych-Rock e luci al neon da Synth-Wave. Un sound sontuoso, elegante e graffiante che in Negative Space trova il proprio manifesto. Ullswater potrebbe essere Synth-Pop, ma suonato dai Sonic Youth. Il tempo di un tributo ai Neu, l’ennesimo, con Opener, poi virata in Post-Punk gioviale, e l’occasione di far ruggire l’animo noise in Boxing Day, che si fluttua nella lieve Reunion, ennesima faccia di un’opera sfuggente. Fra ritmo e chitarre, canto e rumore, melodia e dissonanza si muove un terzo album spiazzante e forse incoerente, persino “di passaggio” ma anche, nella sua natura ibrida, capace di ben fotografare la crisi del Rock nell’era dell’Elettronica (e dell’Hip-Hop). Anche questo, in fondo, è lo spirito del tempo.


Discografia

Hookworms 2011 6
Pearl Mystic 2013 7
The Hum 2014 6
Microshift 2018 7

 

Annunci

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...