Augury – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Titolari di un Death Metal tecnico, i canadesi Augury iniziano a pensare al progetto nel lontano 1997, formandosi ufficialmente solo nel 2002 quando il chitarrista Mathieu Marcotte lascia gli Spasme e cerca un batterista. Dominic “Forest” Lapointe (già negli Atheretic, al basso), Arianne Fleury (voce femminile), Patrick Loisel (voce maschile e chitarra, già nei Krazilec) joined in February 2002 after taking leave of his former band, Kralizec. Il  fu batterista degli Adenine, Mathieu Groulx, completa la formazione per i primi live, ma presto è sostituito da Étienne Gallo, in tempo per l’esordio Concealed (2004). Violentissimo, ipertecnico e segnato dal virtuosismo bassistico di Lapointe, l’opera si distingue dai vari esponenti Tech-Death per l’uso di una voce femminile, di stampo operistico, che non sortisce però risultati molto originali. Nell’impatto monolitico si distinguono sprazzi di synth, stralci di scream acidissimo, elementi sinfonici, virtuosismi jazzy (l’apertura di Cosmic Migration!) e toni sci-fi (Alien Shores), punti di contatto con il Power Metal e il Folk Metal (From Eden Estranged): è una posizione moderatamente atipica rispetto al modello classico, ma niente di seriamente sperimentale e coraggioso.

La maledizione dei batteristi continua: Étienne Gallo abbandona, ritorna per le registrazioni del secondo album e poi lascia il posto a Antoine Baril.  Fragmentary Evidence (2009) rinuncia alla voce femminile, agli sprazzi sinfonici e rinforza invece gli aspetti epici (Simian Cattle, Sovereigns Unknown) e virtuosistici (Jupiter To Ignite, Skyless). La prova della maturità arriva con Oversee The Rebirth (11 min.), un brano esteso che cerca di cristallizzare il loro Prog-Death-Metal tecnico. La loro voce continua a non distinguersi molto nel loro ambito specifico, una nicchia stilistica non poi così magra.

Ovviamente nascono altri problemi nella line-up: Antoine Baril e il bassista storico Dominic “Forest” Lapointe abbandonano. L’ex-Neuraxis Tommy McKinnon si siede alle pelle e il bassista dei MAG Christian Pacaud fungono da sostituti temporanei: Gallo e Lapointe tornano per il terzo album, un Illusive Golden Age che arriva solo nel 2018 e che non si distingue molto dal predecessore, nonostante i quasi 10 anni intercorsi. Potentissimo e intricato come un labirinto di esplosioni e spasmi, dà il massimo quando trova nel caos il pathos epico. The Living Vault è forse il vertice dell’anima Jazz-Death, degna dei Cynic.


Discografia

Concealed 2004 6
Fragmentary Evidence 2009 6,5
Illusive Golden Age 2018 6
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