Assalti Frontali – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Assalti Frontali su Spotify

La band fondamentale per eccellenza del primo Hip-Hop italiano solo gli Assalti Frontali, provenienti da Roma e attivi fin dall’inizio degli anni ’90. Nascono dalle ceneri di un collettivo musicale romano tra i più seminali, quello di Onda Rosse Posse nato alla fine degli anni 80 come emanazione della Radio Onda Rossa, emittente fondata da un gruppo di militanti dell’Autonomia Operaia romana.

Nel 1990 Onda Rossa Posse pubblica Batti Il Tuo Tempo, uno dei primissimi esempi di Hip-Hop cantato in italiano. Il disco rimane un cimelio per pochi appassionati fino al 2005, quando viene ristampato in CD. Si tratta dei 24 minuti più seminali della storia dell’Hip-Hop italiano, anche al netto dell’amatorialità totale del progetto. Il singolo Baghdad 1.9.9.1, a nome Uniti Contro La Guerra,  dimostra che la storia di Onda Rosse Posse si è già conclusa: l’inno antibellico è infatti attribuito a una serie di artisti fra cui i futuri Assalti Frontali. Il collegamento fra l’Onda Rossa Posse e la band più importante dell’Hip-Hop italiano però non potrebbe essere più forte: originariamente il nome Assalti Frontali avrebbe dovuto indicare l’etichetta che avrebbe curato le produzioni discografiche dell’Onda Rossa Posse. Solo in un secondo momento questo diventa il nome di una band la svolta per il proprio arriva però solo nel 1992 con la pubblicazione di quello che è probabilmente l’esordio più importante è il primo rap italiano ovvero Terra Di Nessuno, un album venduto nei circuiti indipendenti registrato interno del centro sociale di Forte Prenestino e autoprodotto. Per la distribuzione ci si è affidati alla diffusione capillare nel contesto delle case occupate e dei centri sociali.

Più che un album, per la storia della musica italiana è un evento: qualcuno cerca di trasporre nel nostro paese l’urgenza espressiva, militante, politicizzata, aggressiva, violenta, tagliente del più impegnato Hip-Hop statunitense. Cambia ovviamente il contesto sociopolitico, in questo caso l’Italia degli scandali di Tangentopoli.

Il suono è ancora collegato a doppio filo con la tradizione Rock nostrana, in particolare quella che già aveva attecchito nei centri sociali. Naturale, quindi, che gli strumenti di Assalto Frontale, l’inno identitario che vede la collaborazione di un veterano dell’Hip-Hop italiano come Lou X, suonino un Punk-Rock abbastanza formulaico, condito di scratch e di una particolare attenzione al groove. Ma Militant A, voce e uomo-simbolo degli Assalti Frontali, è a tutti gli effetti un nuovo rapper, intento a rimare e fluire sul tempo, disinteressato all’intonazione e impegnato nel veicolare il messaggio ultrapoliticizzato. Il clima è lugubre in Terra Di Nessuno, altro momento notevole per comprendere come abbia mosso i primi passi l’Hip-Hop italiano: è la paranoia urbana di Roma Capitale, un clima asfittico e malsano, inquinato e soffocante che avvicina gli Assalti Frontali ai Sangue Misto. Rispetto all’edulcorata versione party-oriented già sdoganata da Jovanotti, qua si propone un concentrato di invettive e minacce come F.O.T.T.I.T.I..

Certo alcuni brani sembrano devastati dalla produzione approssimativa, come Mai Soli Per Il Mondo o Dobbiamo Esserci. C’è in Terra Di Nessuno ancora l’urgenza di mettere su disco idee politiche e convinzioni ideologico, ma senza il supporto tecnico che arriverà nei lavori maturi della scena italiana. La scelta di utilizzare una band “vera” come i Brutopop funge da ideale compromesso con il recente passato Punk dei centri sociali, e trasforma gli Assalti Frontali in un curioso esempio di ibrido fra Rock alternativo e Hip-Hop integralmente underground.

Incredibilmente, con il secondo album Conflitto (1996) gli Assalti Frontali scartano dall’intera scena Hip-Hop italiana che nel frattempo è germogliata tutta intorno a loro. La nuova musica è passata dai centri sociali alle classifiche e la band capitolina, in totale controtendenza, opta per una via che più che “terza” fra Pop e Hip-Hop è semplicemente unica, per non dire meramente sperimentale. La sfida è quella di unire il suono degli statunitensi Fugazi con l’indole Hip-Hop, in un connubio Rap-Rock che non è solo un caso isolato in Italia, ma che trova pochi paragoni nel mondo. Per frendere possibile tutto questo, alla produzione c’è lo stesso Don Zientara che ha lavorato con la band di Washington DC. La fusione Rap e Rock avviene tipicamente attraverso il Funk, ideale punto d’incontro. Scartando invece verso tensioni più da Slint che da Funkadelic, gli Assalti Frontali rinunciano a far fruttare il ruolo di padri del movimento Hip-Hop andando a esplorare una soluzione del tutto distante da quello che era stata proposta tanto dalle frange più “hardcore” (Sangue Misto, Dj Gruff, Frankie Hi-Nrg, Lou X, 99 Posse) che da quelle più smaccatamente Pop (in primis gli Articolo 31). Ci sono poche opere, Rock o Hip-Hop, italiane degli anni ’90 che sembrano avere, a parere di chi scrive, la creatività e la peculiarità di Conflitto. L’unitarietà dell’opera, che esplora varie forme di resistenza alla società, di ostilità ideologica e di ribellione è sufficiente a rendere l’album una delle raccolte di brani più politicizzati di cui sia rimasta traccia nella musica popolare italiana. L’angoscia è quella dei Massimo Volume (in particolare nella angosciata In Movimento), una delle poche pietre di paragone credibile per questi Assalti Frontali spigolosi ma ovviamente molto più orientati al Rap che al parlato-cantato della formazione di Lungo I Bordi.

Jesus Lizard e Fugazi si riconoscono in Devo Avere Una Casa Per Andare In Giro Per Il Mondo ma è il clima tragico di Verso La Grande Mareggiata a conquistare l’attenzione: è un nuovo modo di raccontare la depressione sociale, fra Sonic Youth e un neotribalismo urbano. Sud è il singolo che diventa colonna sonora dell’omonimo film di Gabriele Salvatores, l’opera cinematografica che consacra l’Hip-Hop come nuovo mezzo comunicativo anche fra gli intellettuali. La title-track è un arrembaggio convulso, che gode della contrapposizione con la danza scalmanata di Fascisti In Doppiopetto. Chiude l’Hardcore Punk di HC, a rinsaldare un vecchio legame con la tradizione musicale dei centri sociali.

Opera senza precedente e senza successori, Conflitto è un album per certi versi irrinunciabile e per altri marginale. Difficile escluderlo da una qualsiasi narrazione dell’Hip-Hop italiano, perché estremamente originale e atipico, è anche un album che proprio per la sua estraneità al resto della scena se ne distingue senza raccontarla nella sua evoluzione. Conflitto pare rappresentare l’unico modo per suonare ancora una volta diversi, alternativi e militanti in un panorama musicale che il suono (spesso sedicente e presunto) militante dell’Hip-Hop delle posse lo ha dimenticato a favore di altre soluzioni ben più potabili presso il grande pubblico.

Neanche gli Assalti Frontali proseguiranno per l’impervia strada Post-Rock-Hip-Hop, anzi Banditi (1999) è decisamente il più canonico dei suoi album fra i primi tre della discografia. La produzione di Ice One, di grande effetto ma anche totalmente emancipata da Punk e Rock, stravolge le musiche e mette al centro il Rap di Militant A. C’è sempre una forte tensione ideologica e politica, c’è sempre aggressività nelle rime. L’approdo alla major BMG coincide anche con Va Tutto Bene, il primo brano dal sound radiofonico della discografia. Alcuni momenti sono cazzotti nello stomaco, soprattutto Zero Tolleranza, Hardcore Hip Hop da manuale. A 30 Miglia Di Mare è un nuovo manifesto di impegno politico, a riguardo della guerra in ex Jugoslavia. L’esperienza fallimentare con la BMG si conclude molto velocemente: HSL (Hic Sunt Leones) (2004) vede la formazione tornare alla produzione indipendente, un sound decisamente più Rock e contemporaneamente una nuova energia anti-sistema. Denaro Gratis, Le Merde Fanno Affari, No Religione sono tre nuovi inni da oppositori. Mai, inoltre, ci si è divertiti così tanto, in brani scanzonati come Sulla Strada o Presto Presto: è un nuovo equilibrio che costruisce un album serio ma non cupo, che recupera anche l’immediatezza Funk oltre a qualche scoria Hardcore Punk. Quando arriva il quinto album, è ancora nuovo il contesto musicale in cui la band va ad inserirsi.

Mi Sa Che Stanotte… (2006) di nuovo torna prepotentemente all’Hip-Hop, grazie anche alla produzione di Max Casacci Dei Subsonica. Dal 1999 e Banditi, però, sono cambiate molte cose. La scena Hardcore Hip Hop è esplosa con nomi quali Colle Der Fomento, Fabri Fibra e Kaos One, mentre una band come i Club Dogo ha imposto nel 2003 un nuovo e moderno modo di suonare Hip-Hop in Italia. Così, per quanto orecchiabile, impegnato e pieno di ritornelli da ripetere all’infinito (difficile non canticchiare Che Stress I Ros!), l’album suona soprattutto come una tardiva dimostrazione di meritare un posto fra i padri dell’Hip-Hop italiano. Ormai è confermata la possibilità di suonare squisitamente Hip-Hop, mantenere al centro l’impegno sociale e politico e concedersi momenti di divertimento irresistibile: Un’Intesa Perfetta (2008) contiene tanto Senza Resa che la filastrocca La Mia Crew, tanto Giù Le Lame quanto Dal Bujaccaro, dedicata a una trattoria “romanaccia”.

La travagliata gestazione di Profondo Rosso (2011) è dovuta alla crisi de Il Manifesto, che pubblica molte delle opere della band. Aggressivi e scanzonati a seconda dei momenti, con una Avere Vent’Anni degna di Caparezza, una Mamy e una Sono Cool Questi Rom intrise di Reggae. Nel pieno della nuova esplosione di Rap in Italia, quella della Trap, gli Assalti Frontali sono pronti a proseguire con grande coerenza la loro missione musicale in Mille Gruppi Avanzano (2016).

Non sono mai stati così cantastorie (Asbesto, Il Lago Combatte con la collaborazione de Il Muro del Canto), forse la naturale conseguenza dei primi capelli bianchi. Non devono davvero dimostrare nulla a nessuno, così rimangono estranei alla moda come sempre.


Discografia

Terra Di Nessuno 1992 7,5
❤ Conflitto 1996 9
Banditi 1999 7
HSL (Hic Sunt Leones) 2004 6,5
Mi Sa Che Stanotte… 2006 6
Un’Intesa Perfetta 2008 6
Profondo Rosso 2011 6
Mille Gruppi Avanzano 2016 6

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2 pensieri su “Assalti Frontali – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. Isaia ha detto:

    Aspettavo da tanto un tuo resoconto su questo gruppo storico. Li ascolto da anni e mi sono sempre piaciuti anche musicalmente oltre che per le tematiche politico-sociali che militant A espone.
    Mi sono sorpreso nel vedere addirittura un 9 per Conflitto: anche secondo me è l’album crossover dell’hip hop italiano, ma oltre 6.5 non riesco a dargli. Banditi è il mio album loro preferito: musicalmente lo trovo interessante quanto Conflitto a causa di tutte le sfumature che traspaiono dai beat delle varie tracce. Le ho sempre trovate molto d’atmosfera, una world music sintetizzata in un hip hop canonico cassa-rullante in 4/4.
    Complimenti per l’articolo! 😀

    Piace a 1 persona

  2. Credo che nell’ottica di ricostruire la storia dell’Hip-Hop italiano dovessi trovare alcuni album da premiare, distinguere. E agli Assalti ho voluto far fare un balzo da un (vecchio) 7.5 a un 9. Chissà che non ci ripensi dopo aver letto il tuo commento! 😉

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