Sanremo 2018: Riassunto Della Prima Serata (6 Febbraio) – Tetthunziker, Baglioni-Coglioni e EutanaSandrelli

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(Ecco il riassuntone della seconda serata!)

Sanremo, detto anche il Festivàl, è un luogo dove accadono cose impossibili altrove. Per esempio, il cambiamento può trovare il proprio sedicente beniamino in Claudio Baglioni, 66 anni. Ogni anno è quello buono, per chi vuole ancora crederci: fa parte del mondo del Festivàl, è un suo refrain. Gattopardianamente, però, nulla cambia davvero, e in un’Italia che vede le proprie classifiche di vendita affollate da nuovi cantautori e nuovi rapper, all’Ariston in provincia di Imperia è tutto un ripetersi di deja vu e deja sentì. E cazzo se non mi piace così! Come ogni anno quindi, armato di alcolici di bassa lega e droghe vagamente legali solo in qualche stato estero, eccomi pronto a entrare nel mondo fatato dove Al Bano è una divinità, i Pooh sono ancora vivi e Baglioni non è solo un pretesto per far rima con coglioni. Già, ho fatto un fioretto: non utilizzerò questa rima, è una sfida a me stesso. Niente Baglioni-Coglioni in nessuno dei miei riassuntoni.

Ora direi che possiamo iniziare, potete accompagnarmi e farmi coraggio con questo link. Se siete nuovi, allora ve la spiego semplice: mi guardo tutte le puntate da cima a fondo e le riassumo per voi, così da poter fare i fighi con amici e colleghi senza imbrattarvi di questa sozzeria musical-nazional-popolare. Se siete degli aficionados, ragazzi non so come faccio a trovare il coraggio ogni anno di ricominciare.

Due minuti abbondanti di imbarazzo iniziale per la sigla cantata da concorrenti, che sembra davvero una variazione della bellissima e demenziale apertura di “Gli Occhi Del Cuore“.

Ad aprire la serata c’è Fiorello, che continua a fare il gallo nel pollaio con le sue battute, capaci di stare nel politically correct senza perdere di mordente. Che poi come fai a non amarlo, uno che ti fa questo?

Anche come performer (min. 14) è tanto divertente quanto poliedrico, nel suo medley Baglioni-Morandi con acutone finale ai limiti del parodistico.

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Presa da Dinosauri Onesti

Peccato che al min. 17 ti arriva lui, Claudio Gonadi, che ferma tutto l’entusiasmo e con un grosso estintore a forma di monologo sulla musica e sui testi spegne ogni scintilla, ogni fiammella, ogni brio. Una colata di calce a pietrificare l’atmosfera, rendendola inerte come le ovaie di una mummia. Lui è plastificato, irriconoscibile; roseo come il culetto di un bambino e naturale come un frullato di Daniela Santanché e Nina Moric.

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“Sinsalabin, ecco uno tsunami di noia comparire dal nulla”

Ad affiancarlo Pierfrancesco Favino (23 min.) e Michelle Hunziker (25 min.), e visto che è un’occasione d’oro io vorrei cogliere l’occasione per scrivere nella pietra una grande verità dell’Universo, una legge che dovrebbe campeggiare enorme sul palco tridimensionale: Michelle Hunziker è la strafiga meno sensuale di tutti i tempi. Non dico a Sanremo, dico nel Creato dal Big Bang all’inveitabile morte termica dell’Universo. E si badi bene, non dico che non sia bella, ma è di una bellezza che regge solo finché non la vedi parlare, con le sue risatine idiote, le espressioni clownesche e ridicole, i movimenti sgraziati e l’erotismo di un cannibale ricoperti di guano di pipistrello che sta mangiando una torta di caccole e peli pubici. Non è facile da spiegare, come sia tanto patata e tanto “inchiavabile“, per usare una citazione alta. Ma forse una foto può aiutarci.

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“Ed è subito pippa”

Dopo soli (!) 28 minuti si inizia anche a sentire qualche canzone. Levo la mia triplo malto dal frigo e ci sparo dentro la mescalina. Sconforto, la Hunziker fa ancora l’effetto di un live-streaming di una rettoscopia. In compenso c’è Annalisa. Lei canta “Il Mondo Prima Di Te” mentre io trovo online foto tipo questa.

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Canta ‘na robetta da due soldi, ma tanto in radio questa la mandano sulla fiducia. Al minuto 34 chi ti arriva? Ron che sfrutta il cadavere di Lucio Dalla, dal momento che Dalla non è più un cantante ma un cadavere. “Almeno Pensami” è infatti un inedito del compianto fischiettatore, ma vale la regola aurea: gli inediti sono tali per qualche motivo. Mentre io guardo la scollatura della Hunziker e ripenso al cannibale, ecco i The Kolors (min. 42), la quota gioventù di questo Festivàl. E ve lo dico, a livello di spettacolo visivo non c’è storia rispetto a quello che solitamente si vede girare per Sanremo. Ma io vi rimando al video per godervi il tamburone e tutto il resto e invece vi segnalo che l’orchestra è per l’occasione diretta dalla personificazione del metallaro buono.

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“Metal up your ass only if you like it, otherwise nevermind. Sorry. Love you.”

Mentre “spagnola” è l’unica nazionalità che viene da pensare guardando alla svizzera Hunziker…

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…Io scopro il motivo per cui questo potrebbe essere l’ultimo speciale sanremese: che senso ha scrivere questi muri di testo se c’è lui?

Preso da questi dubbi e intento a vomitare in un secchio per colpa dell’overdose di ayahuasca in corso, ecco che mi vedo arrivare Max-una-volta-ero-divertente-Gazzé. Minuto 50, “La Leggenda Di Cristalda E Pizzomunno” vince il premio “TITOLO DI MMERDA 2018“. La reazione alla sua esilarante, frizzantissima, modernissima canzone è questa.

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“Che grandissimi Baglioni!”

Buca clamorosa per Laura Pausini (56 min.), che tornerà sabato. Fiorello ci mette una pezza in qualche modo, mentre telefonano alla Laurona. Foto di repertorio dalla bocciofila.

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“Le tengo come poches”

Duetto (1h6m) con “E Tu” che Fiorello vince ai danni di Testicoli, mentre a 1h12m Fiorello dice PUTTANTOUR. In Rai, in prima serata ❤ Peccato che poi arrivino Vanoni, Bungaro e quello là come si chiama a rovinare il divertimento.

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“Fiorella Pennywise Vanoni”

La Vanoni lascia a casa il palloncino e stramazza sul palco, l’anima che esce ad ogni espirazione e ritorna indietro a ogni inspirazione, come il moccio che molleggia d’inverno sotto il naso degli ultraottuagenari. A 1h22m eccoti Ermal Meta e Fabrizio Moro, che spero se lo diano al culo dietro le quinte perché altrimenti davvero non capisco perché unirsi e figliare questa paccottiglia melodrammatica.

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“Moro all’improvviso”

Ah, ovviamente è una delle canzoni candidate alla vittoria, per dire come stiamo messi. Fortuna che dopo arriva Mario Biondi (1h29m), che ha quella voce che in “Rivederti” ti sembra sempre che stia per trombarti la mamma a tradimento. Curiosità: Mario è ossessionato dal risultato di 5+5.

“DIECI CAZZO FA DIECI”

Lo ascolti e risembra Natale, brutta notizia a Febbraio. Non destagionalizzatemelo, facciamo come Bublé che va benissimo. Favino fa di tutto per conquistarsi il pubblico (1h40m), ma le Tetthunziker tornano a condurre il Festivàl per introdurre quei giovini virgulti che sono Roby Facchinetti e Riccardo Fogli.

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Nightmare Fuel

Si potrebbe scrivere 2000 parole solo sullo stile di canto di Roby, talmente esasperato e smorfioso, faccia deformata e pronuncia scivolosa, ma tanto ce lo portiamo fino alla fine sto duetto quindi ci sarà modo. 1h49m ed ecco che arriva Lo Stato Sociale, “Una Vita In Vacanza” che è già il singolone radiofonico dell’edizione. Esibizione clamorosa con una vecchietta che balla: applausi meritatissimi. Soprassediamo sulla Tetthunziker senza tette fuori che canta in uno spettacolino ignobile con Favino e Claudio Palle. Santiddio fate vincere Noemi che sennò ce la ritroviamo a Sanremo fino al 2090 (2h00m).

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Torniamo per un attimo all’apertura: Sanremo è l’unico posto al mondo dove Enrico Ruggeri è ancora un cantante e non è solo quello che una volta faceva Il Bivio e che c’ha la voce assurda, che fa ridere tantissimo anche se è serissima. Canta male con i suoi Decibel, imbarazzanti nel loro inglese-italiano. Ma tanto io ho occhi solo per Elio E Le Storie Tese con “Arrivedorci“, coloratissimi ma divertenti pochissimo, autoreferenziali fino alla nausea: usano Sanremo per salutare il pubblico a fine carriera (2h14m).

Neanche il tempo di scoprire che effetto fa l’LSD nell’eroina che arriva Giovanni Caccamo con un brano autodescritto, “Eterno” (2h20m). L’altro Pooh in gara, Red Canzian, sembra trent’anni più giovane di Facchinetti-Fogli: è un gran figo lì al centro del palco in rosso smagliante. Soprattutto se contiamo che potrebbe essere il nonno del mio trisnonno. Ci arrivassi io così, a 231 anni.

Barbarossa non è lui (2h33m).

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“Io sono Federico, lui Luca”

Canta in dialetto ‘na robbetta che è ‘na schifezza, forza Roma forza lupi ecc. Poi dalla cripta arriva Gianni Morandi (2h40m), che insieme a Claudio Zebedei fa un millennio preciso preciso. Che baglioni! Poi arriva Tommaso Paradiso, quello dei Thegiornalisti. Tappezzeria.

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“Non sono il paradiso giusto”

Ho modo di meditare sul perché mi voglia così male mentre Diodato e Roy Paci ci fanno scoprire come fanno a farsi eliminare velocemente: una bella canzone di merda (2h57m). E Nina Zilli? Basta iniziare con un gemito stonato (3h4m).

Il marchettone clamoroso al film di MuccinoA Casa Tutti Bene” (3h10m) serve a sollecitare l’eutanasia per Stefania Sandrelli, chiaramente a un passo dal varcare l’ultima soglia. È così noioso lo sketch che annoia la Sandrelli del passato, in un paradosso temporale.

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“Che corbelli!”

Dai Renzo Rubino, ripensaci (3h19m) che se inizi ora a studiare magari trovi un lavoro migliore del cantante. Vorrei fare battute su Enzo Evitabile Avitabile, ma alla fine è l’unico che sembra ancora essere artisticamente vivo nell’androne sanremese (3h25m). Premio della critica! Suvvia! Pera di ero e mi ciuccio le Vibrazioni (3h29m), per le quali gli insulti sono troppo. Omissis. Classificone provvisorio:

  • A rischio: Canzian, Decibel e Diodato&Paci, Avitabile, Facchinetti&Fogli, Vibrazioni e Rubino. Tutti meritati tranne Avitabile.
  • Nel limbo: Barbarossa, Eelst (immagino per “rispetto” e perché “sanno anche suonare”), Caccamo, Biondi, Kolors e Vanoni.
  • Favoriti: Annalisa, Stato Sociale, Gazzé (che meritava di stare vicino ai Decibel), Meta-Moro (per me favoriti), Zilli, Noemi e Ron (per procura su Lucio Dalla?).

Seratona dove conquista il nuovo palco, scintillante e specchiosissimo, dove si ricorda il tettume della Hunziker e poco altro. Neanche ospitate d’eccezione, neanche scandali grossi. Un tizio sale sul palco all’inizio, ma passa quasi inosservato. Piattume, inespressivo come Baglioni e per nulla attraente nonostante i lustrini, le luci, la pomposità del lusso sgargiante e demodé: tipo la Michelle, tirata a lucido ma arida, procace eppure sterile, frigida, gelida e innocua, che lascia dietro di sé giusto il suono di una risata stupidina e di una lacrimuccia facile. Come questo Festivàl sempre nuovo e sempre uguale. Sempre nammerda. Come piace a me, come piace a voi. E voi che ne pensate? E lo avete messo il like alla pagina Facebook di questo blog?

(Ecco il riassuntone della seconda serata!)

(e della terza)

 

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13 pensieri su “Sanremo 2018: Riassunto Della Prima Serata (6 Febbraio) – Tetthunziker, Baglioni-Coglioni e EutanaSandrelli

  1. Un anno che aspettavo!
    I primi 25 minuti a me hanno fatto proprio salire reale ansia!
    Oltre a ciò, il solito miracolo al contrario delle versioni in studio, con una produzione che le rende ancora più piatte, non mi spiego come ci riescano!
    forza e coraggio per le prossime serate!

    Kalos

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  2. Ho riso. Molto. E sono sempre più felice della scelta di guardare solo qualche video sul canale youtube della Rai. Peccato essere capitati giusto sulla steccata della Zilli e sullo Stato Sociale che fa un corso di stonatura di gruppo
    Alè
    Per recuperare ho per la prima volta ascoltato di mia volontà un brano di Tedua fra i consigliati sotto i video… È PARECCHIO grave la cosa
    Aspettiamo le prossime puntate….coraggio

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  3. Da quando ti ho scoperto, il fastidio profondo per questo periodo dell’anno infame è stemperato dal pensiero che riderò della grossa. E si comincia col botto ^_^
    Non metto neanche play ai filmatini perché odio tutto ciò che contenga le lettere che formano “Sanremo”, ma leggerti è un piacere sublime di cui ormai sono schiavo 😛

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  4. Io non guardo Sanremo perchè m’appallo! Lungo troppo lungo e troppo autoreferenziale … sempre quindi non posso esserti di nessun aiuto ma da quello che hai scritto vedo che non mi sono persa niente però mi sono fatta delle grandi risate! L’anno scorso ricordo che vidi solo che aveva vinto e rimasi piacevolmente sorpresa, quest’anno farò la stessa cosa ma sono sicura che non avrà lo stesso effetto!!! E cmq la canzone della Mannoia dell’anno scorso era di una palla incredibile e basta!!

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  5. Ah non so… Io vedo solo il vincitore ma Meta quando lo vedo mi viene l’angoscia anche se musicalmente vedo di peggio… Come si chiamano quel gruppo che spopola in Italia che sono andati a Xfactor? Cazzo non mi ricordo. Lui ha 19 anni… Ecco loro cosa ne pensi? 😊

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