L’Autolesionismo: “Hurt” dei Nine Inch Nails

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Io mi sono fatto del male, oggi*. L’ho fatto perché in un deserto di apatia, volevo capire se potevo ancora sentire qualcosa. L’anima addormentata da così tanto tempo, distesa lungo pomeriggi infiniti senza passione e senza desideri, al risveglio da un sonno senza riposo. Io mi sono fatto del male oggi, per sapere se ancora sento qualcosa. E nel farlo mi sono concentrato sul dolore, che è l’unica cosa che è reale. È meglio stare male che non sentire niente, perché stare male significa almeno sapere di essere vivi. Ho iniettato il dolore dritto nelle vene, come ho fatto tante altre volte: lo stesso ago di sempre, alla ricerca di un effetto immediato. Volevo che passasse tutto, ma ricordo ancora ogni singolo dettaglio. Ancora non posso far vagare i pensieri dove voglio, la mia mente piena di trappole e di pozzi in cui affogare senza mai morire.

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Cosa sono diventato negli ultimi anni, cara amica mia? Le persone a cui più ho tenuto nella mia vita sono morte o si sono allontanate da me. Quanto di me è rimasto in loro? Quante colpe ricadono su di me. Avrei potuto essere più generoso, più disponibile, più sincero. Un amante migliore, un amico più affettuoso, un complice più coraggioso. Avrei potuto essere un figlio più presente, un lavoratore più diligente o anche solo, in generale, una persona migliore. Avrei potuto. Ma ora arriva solo il dolore, l’unica cosa reale, l’unica cosa che filtra in questa mattina piovosa. Ho provato a offrirti questo mio impero di macerie, a te che sei l’unica a cui avrei voluto concederlo, ma so già che un giorno ti deluderò ancora, che non basterò più.

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Indosso la mia corona di merda mentre siedo su questo trono di bugie, sovrano di un regno di solitudine, popolato solo da pensieri rotti che non so più come riparare. Solo il tempo crudele, dilatato dai rimorsi fino all’immobilità, farà scomparire queste emozioni, rendendole irriconoscibili sotto le macchie seppia della vecchiaia. Ho aspettato a lungo, mi sono abituato a farlo. Ho accettato gli alibi e le ragioni, mentre a fatica ho tenuto insieme me stesso. Tu invece, ora lo so, sei diventata un’altra persona. Io, sono ancora qui.  E cosa sono diventato, in questi ultimi anni, allora? Meno intelligente, più triste e più solo. Se potessi ricominciare tutto, potrei dare il massimo. Potrei ricordarmi di salvaguardare me stesso e le persone a cui tengo, invece di ridurmi a dover cercare nel dolore l’unico segno di vita che mi è rimasto. Potrei trattenermi, potrei trovare un modo. Ma ormai non potrò mai più tornare indietro.


Tutti i dipinti sono di Alfred Kubin

*il testo in prosa ripercorre le frasi del brano, espandendone i concetti. La prima frase è, appunto, “I hurt myself today.

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2 pensieri su “L’Autolesionismo: “Hurt” dei Nine Inch Nails

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