Shabazz Palaces– Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Shabazz Palaces.jpg

Shabazz Palaces su Spotify

Ishmael Butler, dopo l’esperienza con i Digable Planets, forma insieme al polistrumentista Tendai “Baba” Maraire il duo Shabazz Palaces. L’esordio Black Up (2011) è uno prodigioso caso di Hip-Hop surreale, notturno e visionario. L’ideale precipitato di anni di astrazione, è un concentrato di deviazioni dal classico modello del genere, soprattutto a livello di beat e arrangiamenti: un puzzle di ritmi asimmetrici e tempeste aliene di suoni digitali, come nell’incredibile opener Free Press And Curl. Appena più terrena An Echo From The Hosts That Profess Infinitum, che sembra uscita dalla Londra ectoplasmatica di Burial. Le vestigia di una black music sono filtrate da un’estetica di laptop e banda larga in Are You… Can You… Were You? (Felt) mentre Youlogy ricostruisce in modo cubista una deflagrazione industriale.

Ben presente il Jazz, ulteriore motivo di disorientamento in Endeavors for Never (The Last Time We Spoke You Said You Were Not Here. I Saw You Though.), The King’s New Clothes Were Made By His Own Hands o nell’ossessiva Yeah You, praticamente la versione Hip-Hop dei Suicide.

Lese Majesty (2014) è suddiviso in 8 suite. Suite 1: The Phasing Shift suona molto più cosmica dell’esordio, suddivisa in tre sezioni che non rivaleggiano per complessità con i brani di un tempo. Suite 2: Touch & Agree trova in Harem Aria una Dub aliena e in Noetic Noiromantics un ballabile di un altro pianeta, anche se i singoli movimenti sono davvero molto brevi per poter parlare di idee pienamente sviluppate.

Ishmael nella Suite 4: Palace War Council Meeting trova il modo di sommergere in ogni tipo di riverbero e manipolazione un pezzo fra la Dubstep, l’Hip-Hop e il Trip-Hop: una gigantesca allucinazione. La Suite 7: High Climb to the Gallows è probabilmente la migliore: prima il MindGlitch Keytar TM Theme trasporta negli anni 80, ma rivisti con lo spirito vaporwave; poi Motion Sickness declina l’esotico in versione extraterrestre. Nel complesso sembra una visione frammentaria di un nuovo modo di fare Hip-Hop, incoerente e destrutturato, sicuramente affascinato dal cosmico dei synth e dall’atmosferico dei bassi profondi. Un secondo album che crea aspettative per l’eventuale terzo capitolo, visto che lo stile del duo sembra ancora in forte evoluzione.

L’anello debole della loro proposta sembra comunque essere il rap, quasi sempre secondario a tutto quello che accade nei brani. Senza le rime questi album rivelerebbero più platealmente la loro natura di sperimentazione sulle possibili interazioni fra ritmi e musiche extraterrestri.


Discografia

Black Up 2011 8,5
Lese Majesty 2014 7,5
Annunci

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...