The Xx – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Nell’Inghilterra degli anni Zero gli Xx hanno il compito di portare il Rock “indie” a dialogare con l’elettronica del periodo. Lo fanno nell’esordio XX (2009) facendo incontrare un malinconico arpeggio di chitarra con un ritmo da dancefloor desolante nell’Intro, un ponte fra Pop/Rock ed estetica Dubstep. Caratterizzate dall’uso frequente delle due voci, maschile e femminile, i brani che seguono aggiornano il Post-Punk alle produzioni contemporanee (Crystalized più che VCR), suonando nei momenti migliori come timide contaminazioni Electro-Rock che dialogano anche con la tradizione Folk e con l’accorato Soul (Heart Skipped A Beat, Islands, Basic Space, Infinity, Night Time).

Lo stile della formazione è tanto caratteristico da diventare un’influenza negli anni successivi: l’intelaiatura di basso e sezione ritmica sorregge melodie essenziali, chitarristiche, che galleggiano nei silenzi, secondo un’estetica minimale. Il canto, spesso a due voci, funge da vettore emotivo, secondo una tradizione Folk, Pop e Rock. Facile trasporre queste intuizioni in forme più ballabili, semplicemente amplificando la fisicità del beat e poco più. Joy Division, Portishead e Cocteau Twins sono tutti rintracciabili nelle canzoni, anche se il desolante panorama delineato ha più di qualche contatto con l’incubo psico-urbano di Burial e compagnia londinese.

Coexist (2012) prosegue nell’epopea malinconica con Chained, come se Burial fosse suonato da una sconsolata band Rock, mentre Try e Missing dilatano fino alla rarefazione la formula e Reunion tiene in equilibrio gli spettri con la fisicità del beat. Gli Xx sono maestri della tensione emotiva, riescono a dosare i pochi elementi costitutivi dei brani con elegante parsimonia e a far filtrare il sentimento in pochi sussurri e sparute note, come nella splendida Unfold.

Fragilità, insicurezza, emozione, essenzialità: elementi centrali di un’opera senza cali, che conferma il talento già registrato nell’esordio.

Il terzo I See You (2017) è decisamente più movimentato, in linea con quanto sentito nella carriera solista di Jamie Xx. Dangerous apre dimostrando subito il cambio di sound avvenuto nei cinque anni dall’ultimo album. Ora in momenti come A Violent Noise e On Hold sembra di ascoltare House desolante, già pronta per remix scatenati, il corrispettivo della Disco virata seppia del Post-Punk.

Solo nei carillon di Performance di Brave For You si ritorna al soffuso e dilatato atmosferico dei primi album, un campo in cui la band continua a dimostrarsi padrona dei propri mezzi. In continuità con il passato, I See You segna il nuovo ruolo di leader di Jamie Xx, che ormai tiene le redini del sound seguendo gli spunti della propria carriera solista.


XX 2009 8
Coexist 2012 8
I See You 2017 7,5
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