Motta – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Francesco Motta, pisano con genitori livornesi, è stato l’uomo centrale dei Criminal Jokers, una band che ha collaborato anche con Andrea Appino degli Zen Circus. Canta, suona la batteria, scrive i testi sin dai primi anni, tanto che entra in contatto anche con Giovanni Truppi, Nada e Pan Del Diavolo. Compone colonne sonore a Roma, ma diventa uno dei più chiacchierati cantautori della sua generazione grazie a La Fine De Vent’Anni (2016), album che gli vale il Premio Tenco come “Opera prima”, con grande distacco.

I motivi di tale trionfo stanno tutti in un’opera che raccoglie la tradizione cantautorale e la trasporta con grande efficacia nel presente, parlando di una generazione di giovani disillusi, malinconici e riflessivi, tagliati fuori dalla società. Del Tempo Che Passa La Felicità è chiaramente vicina al Folk/Punk del Pan Del Diavolo, solo più dolce e tragica. L’inno apatico de La Fine Dei Vent’Anni è forse il vero momento di sintesi dell’intero album, una parabola generazionale che dissimula il dramma con una danza per chitarre scintillanti. Una marcetta con spunti jazzati come Prima O Poi Ci Passerà fa sembrare naive quasi tutto il resto della scena cosiddetta “indie” con la sua creatività. La più canonica dedica amorosa Sei Bella Davvero fa temere il peggio per la seconda metà, poi il Funk tintinnante di Roma Stasera, con gli echi psichedelici e il testo maudit, spazza via i dubbi. Il Folk di Mio Padre Era Un Comunista cela un testo di disarmante sincerità e disillusione in un arrangiamento sbarazzino con intercci di voci: mimetizza la complessità nell’orecchiabile. Prenditi Quello Che Vuoi sorge da una musica orientale, è un’allucinazione cantautorale che prosegue idealmente in Se Continuiamo A Correre, cantata sempre con il tono esaltata di matrice Pan Del Diavolo che si infrange nel finale Noise Rock. Giorgio Canali ci mette lo zampino con le sue chitarre distorte, soprattutto nei singhiozzi di Una Maternità. La Fine Dei Vent’Anni racconta la storia della giovinezza che sfiorisce negli anni 10, con sincerità e semplicità, piegando la vena cantautorale, Folk e Rock, alle molteplici tematiche. Un album equilibrato, con molti momenti che meritano un posto stabile nel canzoniere italiano del periodo: non è una sensazione del momento, ma un disco che potrebbe rivelare tutto il suo splendore anche dopo qualche lustro, quando si guarderà a questi anni con il distacco che il tempo trascorso permetterà.


Discografia

La Fine Dei Vent’Anni 2016 8
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