DAMN. Di Kendrick Lamar È L’Album Più Importante Del 2017

Per adesso non c’è storia, e anche se manca qualche mese alla fine dell’anno 2017, è difficile che ce ne possa essere in futuro: DAMN. di Kendrick Lamar è l’album più importante del 2017. Il più bello, o quello che rimarrà di più nel tempo? Non so, ma qui-e-ora, è l’album che ha attirato più attenzione, che ha fatto scrivere più recensioni e che ha fatto consumare più tastiere per le discussioni online di questo 2017. È l’album che è più piaciuto, considerando pubblico e critica.

Esiste un mondo musicale fatto di ripescaggi, riletture, retrospettive che stabiliscono gerarchie, connettono oscuri artisti sperimentali con più chiacchierati artisti mainstream e che scrivono una storia degli album e delle canzoni che è molto diversa da quella che è stata vissuta da chi quel periodo lo ha potuto ascoltare in diretta. Non so se DAMN. di Kendrick Lamar finirà in queste narrazioni postume, in queste riletture filologiche che tanto mi interessano e mi appassionano, ma che non possono che raccontare una parte della realtà. Il motivo per cui DAMN. è l’album più importante dell’anno è perché sta accadendo ora, nel mondo che ci circonda, e sta coinvolgendo un po’ tutti. Sarà influente, provocherà conseguenze.

Per chi fosse a digiuno di chi sia Kendrick Lamar (ma se cliccate sul nome trovate le mie recensioni), stiamo parlando di un rapper statunitense che si è fatto strada con album sempre molto apprezzati dal pubblico. Per la critica che considera l’Hip-Hop seriamente, Kendrick Lamar è uno degli dei Dei rap. Il botto Lamar lo ha fatto con good kid, m.A.A.d city (2012), la storia di un ragazzo che deve sopravvivere in un ambiente dove il crimine è protagonista. Suona come una sincera confessione di una persona che è stata tentata dalla vita delle gang e della piccola criminalità. Fra tanti momenti da ricordare spicca la lunga Sing About Me, I’m Dying Of Thirst (12 min.), una lunga e dolce fusione fra Hip-Hop “conscious” ed uno spirito Jazz e Soul che trasforma l’eleganza in una malinconica ossessione per la morte e per la fine. Dopo sette minuti, la ripartenza avviene con un ritmo saltellante, ansioso, singhiozzante. Il finale è affidato ad una preghiera.

good kid, m.A.A.d city vende 242 mila copie nella sua prima settimana e arriva secondo su Billboard. Miglior debutto dell’anno per un uomo a livello di vendite. Nel 2015 sono certificate 1,4 milioni di copie vendute solo negli USA. La critica è impazzita per il rapper.

good kid.png

Metacritic, di cui trovate qua sopra la pagina dedicata, testimonia un consenso generale nel reputarlo un’opera di eccezionale caratura, nonché uno degli album più discussi del 2012.

Quando arriva To Pimp a Butterfly (2015) tutto questo sembra riduttivo. Partiamo dall’album, in due parole. Nasce in un contesto in cui gli attriti fra bianchi e neri negli USA si sono riacuiti a causa di alcuni spiacevoli fatti di cronaca. Inoltre, è il seguito di uno degli album più venerati degli anni ’10 dalla critica internazionale, quindi è atteso come una definitiva prova di maturità, un manifesto del mondo nero nel 2015. L’opera è ambiziosa, variegata, imponente, tanto mastodontica da voler abbracciare, a tratti, l’intero spettro della musica “nera”, dal Jazz, al Soul, all’R’n’B, all’Hip-Hop al Funk. Il finale di un’opera così impegnata è un pezzo mastodontico come Mortal Man, l’idea sintesi del sentimento “nero” di Lamar in 12 minuti di Jazz/Funk notturno che lasciano poi spazio al recitato e un’intervista immaginaria con Tupac. Si chiude il cerchio di riferimenti, di immagini, di personaggi simbolici: l’identità nera viene riassunta da Lamar in un complicato puzzle di suoni, rancori, dolori, soprusi che sembrano la versione aggiornata della CNN del ghetto dei Public Enemy. Raccontando la quotidianità Lamar mostra qualcosa che rimane fuori dalle cronache, sviscera gli stereotipi e li sovverte, ribalta le prospettive. La narrazione è concitata, confusa, a tratti caotica, tanto da delineare un viaggio emotivamente devastante, alla ricerca di risposte a domande sulla propria identità.

Esordisce in vetta a Billboard, vince il Grammy come album dell’anno, due singoli vincono i Grammy per migliori canzoni. Un pezzo vince anche il Grammy per la migliore collaborazione. Il Metascore è ancora più clamoroso: 96/100.

to pimp

850 mila copie certificate nel 2016, decisamente tante per un album tanto complesso, sono solo l’ultimo numero da urlo dell’opera. Anche il lettore a digiuno di informazioni potrà quindi capire perché dietro all’uscita di DAMN. (2017) c’è stato un hype incredibile. E tanti, come me, sono stati più che soddisfatti della loro sete di nuovi album epocali. DAMN. è un’opera elaborata, che si presta a mille analisi diverse. Mainstream senza esserlo smaccatamente, Kendrick Lamar ha coltivato negli anni due anime: quella delle comparsate in dischi anche decisamente Pop, come nel caso di Beyoncé, e quella di artista ricercato e imprevedibile ben affiorata in To Pimp A Butterfly, tracotante prova di potenza.

Con DAMN. c’è un nuovo cambiamento, a partire dalla forma: asciutta. A colpire è una sopraggiunta essenzialità, che sarebbe facile confondere con semplicità o persino banalità: DAMN. costruisce una storia, basata tanto su un andamento logico dei temi affrontati quanto giocando di accesi contrasti. Si potrebbe apprezzare la complessità dell’opera già solo studiandone la tracklist, quelle parole tutte maiuscole che fungono da keyword delle varie tematiche affrontate nei brani. Poi, i testi: frasi da tatuarsi e qualche banalità, ma sempre distinguendosi dal resto della scena, presente e passata. Musicalmente, è una festa di precisione, eleganza e creatività.

La critica replica il clamoroso 96/100 di voto medio di TPAB, come ci dimostra il sempre attento Metacritic. Che lo incorona anche, al momento, “Most Discussed Album of 2017” e “Most Shared Album Of 2017” oltre al titolo ambitissimo di “Best Album Of 2017“.

Damn.png

Alcune delle frasi usate dalla critica per descrivere l’opera:

  • “Three months in, DAMN. feels like our first Trump-era classic.” (Tiny Mix Tapes)
  • “Countless rappers claim to have transcended the game. Kendrick Lamar actually does.” (NOW Magazine)
  • “Whether Damn will have the same epochal impact as To Pimp a Butterfly remains to be seen, but either way it sounds like the work of a supremely confident artist at the top of his game.” (The Guardian)
  • “Kendrick Lamar has proven he’s a master storyteller, but he’s been saving his best plot twist this whole time, waiting until he was ready, or able, to pull it off.” (Pitchfork)
  • “Much like the recent A Tribe Called Quest record, Damn. is a brilliant combination of the timeless and the modern, the old school and the next-level. The most gifted rapper of a generation stomps into the Nineties and continues to blaze a trail forward.” (Rolling Stone)

E il pubblico non è meno entusiasta: #3 fra gli album del 2017 su Rate Your Music, DAMN. è il #10 nell’intera categoria del West-Coast-Hip-Hop, al #28 nel Conscious-Hip-Hop e al #82 dell’intera macro-categoria dell’Hip-Hop.

Il record di vendite è previsto, anche se non ancora certo. Potrebbe diventare l’album con più vendite nella prima settimana di sempre. Il consenso della critica c’è già. L’artista famoso c’è, buono per chi ascolta la radio e per chi invece ne sta volentieri lontano. La carriera stellare si sta componendo, ed è ormai già degna dei libri di storia. DAMN. è l’album più importante del 2017… almeno per adesso.

 

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4 pensieri su “DAMN. Di Kendrick Lamar È L’Album Più Importante Del 2017

  1. Isaia ha detto:

    Di Kendrick Lamar ho ascoltato diverse canzoni ma solo singolarmente. Gli album mi mancano e cercherò di recuperarli il prima possibile. Trovo che sia uno dei rapper odierni con più stoffa da vendere, sia come lyricist che tecnicamente [mostruoso!]. Adoro l’hip hop – sia americano che italiano – ma mi sono accorto che troppo spesso quando devo giudicare un disco o discuterne con altre persone finisco per diventare lo scorbutico nostalgico di turno. Sono troppo legato a figure come KRS-One, Chuck D, GZA, Scarface / Neffa, Danno, Lord Bean, Kaos One, Deda, Frankie HI NRG ed altri. Dovrei rinnovarmi ahah

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