Triptykon – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Triptykon

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Dietro il nome Triptykon si cela uno dei nomi più importanti dell’Heavy Metal nelle sue espressioni estreme, Thomas Gabriel Fischer. Lo svizzero ha già guadagnato un posto nelle enciclopedie Rock per la sua presenza negli Hellhammer e soprattutto nei leggendari Celtic Frost, pionieri del Black-Metal e nome di spicco nel panorama Avant-Metal. L’ultimo album dei Celtic Frost, Monotheist (2007) ha solleticato l’interesse di molti metallari orfani dei loro beniamini ma, poco dopo la pubblicazione, Fischer annuncia di volersi allontanare dalla formazione e proseguire con questo nuovo progetto la sua carriera musicale.

La continuità con l’ultimo lavoro dei Celtic Frost è palesata dallo stesso fondatore: “Triptykon will sound as close to Celtic Frost as is humanly possible”, ha dichiarato sulla propria pagina MySpace. Eparistera Daimones (2010) propone alcuni colossali brani di Doom Metal misto a Thrash e Gothic. Le tre anime sono assemblate secondo uno stile compositivo creativo, che costruisce l’atmosfera e lascia la musica respirare in lunghe sezioni stilisticamente differenti, sfruttando l’esperienza maturata da Fischer. La tormentata Goetia (11 min.) e l’angosciante lentezza di Abyss Within My Soul (9 min. e mezzo), replicata anche in Descendant (quasi 8 min.). Attempata la ferocia Thrash/Black di A Thousand Lies, mentre le composizioni di decompressione, da segnalare soprattutto l’elegiaca My Pain, funzionano come espediente per la fruizione dei 72 minuti totali, ma non portano nulla di nuovo. Impossibile non considerare The Prolonging la prova del fuoco del progetto: 19 minuti abbondanti che servono a mettere in fila la potenza lugubre delle chitarre, allacciandosi persino alla psichedelia malsana degli Electric Wizard, prima di esplodere in atmosfere ferali per recitati funebri con pathos gotico. S rimane convinti che il futuro del metal sia passato da queste parti in passato, ma che ora sia altrove.

Melana Chasmata (2014) si allontana dal Thrash/Death/Black preferendo l’umbratile Doom e il decadente animo Gothic. Nonostante l’esplosiva Tree Of Suffocating Souls (8 min.) faccia supporre un’opera aggressiva, subito affiora l’anima melodica in Boleskine House e quella tormentata in Alta Of Deceit, con un vertice atmosferico in Aurorae, climax Post-Metal da manuale.

Più coraggio in Demon Pact, con l’arrangiamento che si dirada per desolanti squarci dalle tinte post-apocalittiche. Il brano monstre è questa volta Black Snow, 12 minuti e mezzo di Sludge, dissonanze e visioni di mondi inospitali, un tormento emotivo in qualche modo bilanciato dalla conclusiva Waiting, vertice poetico con momenti di commovente fragilità: è l’anima dietro agli eccessi demoniaci, esoterici e malvagi che sembrano essere invecchiati insieme a Fischer.


Discografia:

Eparistera Daimones 2010 6,5
Melana Chasmata 2014 6,5
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