Chi Diavolo Sono I Cantanti Di Sanremo 2017? Guida Per Arrivare Preparati (Parte 3/4)

In questo articolo e poi anche in questo si è parlato dei Campioni di questo 2017. La prima fase dello Speciale Sanremo di quest’anno. Dei 22 totali abbiamo già visto chi sono 11 di questi individui. Ecco la guida essenziale ad altri sei.

Francesco Gabbani

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La faccia di Francesco è quella di chi ti stantuffa la ragazza quando pensi che lei stia semplicemente andando a fare pilates. Si diverte, nella foto istituzionale, come chi ha appena convinto tua sorella a fare una cosa a quattro con due sue amiche. Ha il ghigno di chi ha vinto 10€ al Gratta E Vinci, si è rigiocato tutto quello che ha vinto e si ritrova con 5000€, un abbonamento a Netflix a vita e il sextape segretissimo di Giusy Ferreri in Blue Ray. L’altro anno ha vinto con “Amen” nella sezione Nuove Proposte, quindi già lo si conosce da queste parti.

Non solo la faccia è quella di un guascone, perché questo maledetto toscano ha deciso di esordire con un album chiamato Gretist Iz nel 2013: che simpatico umorista! L’anno scorso ha fatto partorire a tua sorella “Eternamente Ora“, un album che non ho ascoltato ma che mi incuriosisce. Magari dentro spiega come si fa a fregarti la tipa convincendoti che quel suo caro amico di Carrara è un eunuco omosessuale e che quelle escoriazioni sulle ginocchia sono il risultato di una certosina pulizia notturna dei pavimenti di casa sua. Aveva un qualcosa di Franco Battiato ma il fatto che il nuovo album si chiami Occidentali’s Karma sembra suggerire che quell’influenza non la vogliamo neanche più celare. Ah, l’album prende il nome dalla canzone proposta a Sanremo.


Fiorella Mannoia

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In questa edizione la Mannoia è fra i dinosauri, lei che ha esordito nel lontano 1968. A Sanremo ci è stata 4 volte, vincendo il contentino per eccellenza della kermesse: il Premio Della Critica. Due volte, ma tanto non vale nulla. Ha vinto anche sei Targhe Techno, un riconoscimento per i leggendari dj-set dei primi anni ’90 a base di GBH e mdma Targhe Tenco, quel premio che serve a far parlare i siti web della musica italiana per una settimana l’anno.

Suo padre è uno stuntman, ma visto il cognome è probabilmente uno dei meno spettacolari di sempre. Anche lei prova a fare la cascatrice, un termine che in questo caso non è uno strano eufemismo per dire che la dava a destra e a manca. Fa propria la stuntgirl, poi a Castrocaro, un truce festival sull’evirazione di persone con cui si hanno legami affettivi, canta “Un Bimbo Sul Leone“, il cui titolo è un’alternativa a “i cavoli a merenda”: per esempio uno chiede “come ci sta questo copricapo da nativo americano sopra il mio smoking a pois?” e l’altro risponde “come un bimbo sul leone”. Nel 1980 con Pierangelo Bertoli firma Pescatore, una canzone che sembra quella di De André envece no. Con Bertoli firmerà anche altri famosi duetti: “Canzone Di Marinetta”, “Amore Che Vieni Amore Che Fai?”, “La Guerra Di Pierino” e soprattutto “Via Delle Peripatetiche“.

Poi uno ci scherza, ma nel 2000 a Sanremo canta davvero Il Pescatore di De André. Non riesco davvero a immaginare cosa faccia da quando sono finiti gli anni ’80, Wikipedia descrive dettagliatamente una serie di eventi intriganti come una video hardcore di Deborah Ann Woll rovinato da una inquadratura sbagliata.

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(mi piace immaginare che qualcuno arrivi qua cercando hardcore Deborah Ann Woll)

I giochi di parole sul suo cognome alimentano Panariello, Fiorello e me nelle serate alcoliche da almeno 10 anni.


 Marco Masini

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Masini è la parodia di Mariottide. Affermata questa incontrovertibile verità, specifichiamo che è anche affetto da sindrome di Tourette. Deppiù, per molti anni è sembrato incazzato come Salvini in cella di isolamento con Bello Figo Gu. Mentre gli altri rimavano il cuore con l’amore, lui prediligeva il accoppiare un bacio a uno stronza, possibilmente urlato come se in sala di registrazione stesse praticando una rocambolesca tricotillomania testicolare. Dice il saggio: se sei felice e tu lo sai non ascoltare Masini.

Resta sulla scena fra una provocazione e l’altra: parla di stupro, droga, suicidio, olocausto, necropedofilia e solo in sede live propone una canzone, la più triste del suo mesto repertorio, intitolata “Bambino Paraplegico Schiavo Morto A Birkenau Dopo Aver Mangiato Tua Madre Che Veniva Picchiata Da Tuo Padre Che Lo Faceva Perché Tuo Nonno Era Un Drogato Violento” (una frizzante mazurka).

Sanremo sta a Masini come il bagno sta a un 93-n con la prostata ingrossata: ci ha fatto il solco. Otto volte, con alcune lunghe pause dove evidentemente se l’è fatta sotto. Nel 2004 ha vinto, con la tragica storia di un metalmeccanico di Perugia che a forza di lavorare in catena di montaggio per dare da mangiare alle sue due gemelle siamesi sordomute si è tramutato nel componente che diligentemente montava negli estenuanti tripli turni: “L’Uomo Volante“.

La canzone che presenta quest’anno è una iraconda invettiva contro l’industria orologiaia e si chiama “Spostato Di Un Secondo”. Trivia: contiene 168 parolacce, 41 delle quali coniate grazie alla collaborazione di Avram Noam Chomsky.


Fabrizio Con I Capelli Neri Moro

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Si chiamerebbe Fabrizio Mobrici, ma è un po’ un cognome di merda. Ha optato invece per quello che dici quando cerchi di spiegare agli amici di chi parli: “hai presente Fabrizio?” “Chi, quello biondo con tre natiche?” “No, intendo quello nerocrinito!” “Ho giustappunto compreso, ti riferisci a colui che abbiam simpaticamente considerato di chiamare Fabrizio Moro” “Quale arguzia!” “Esiste una ragione per codesto lessico forbito?” “Giammai, principalmente serve ad estendere oltre ogni ragionevole misura questa parte dell’elaborato informatico-comunicativo in oggetto, sopperendo all’incredibile mancanza di aneddoti o informazioni interessanti sul cantante dal pelo corvino“.

Sembra incredibile, ma la Nintendo è nata quando ancora esisteva l’Impero Ottomano, nel 1889. Sembra incredibile anche che il Moro sia in giro dal 1996 e che abbia pubblicato non 1, non 3, non 12 ma ben 8 album. Il secondo ha un titolo minaccioso che ben si adatta alla musica che contiene: “Ognuno Ha Quel Che Si Merita“. Lo ascolti e rifletti sui tuoi errori. Mi ha fatto capire che picchiare i bambini usando come arma i loro piccoli compagni di catechismo non è una cosa buona. Per i tricipiti. Meglio una mazza ferrata. Ci metti di più ma vale la pena.

A Sanremo c’è stato già TRENTASEI VOLTE, ma solo quattro per competere nella famosa gara canora. Le altre volte sono fatti privati, curiosoni! Vince anche, con, pensa te, “Pensa“, una canzone che pensa di far pensare chi non pensa ripetendo numerose volte per l’appunto la parola “prima”. Oltre alla parola “pensa”, pensa.

Ah, chiaramente è il manzo dell’edizione 2017, anche se qua chiedo alle numerosissime lettrici  eterosessuali e agli ancora più numerosi maschi omosessuali che mi leggono se merita questo titolo. Astenersi perditempo e fan di Checco Zalone.


Nesli e Alice Paba

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Nesli Nielsen piace alle regazzine, Alice è il quasi-jailbait di questa edizione. Lei rischia di diventare la presenza più inutile di questo Festivàl, anche considerando le orde di compulsivi che la televoteranno. Mi annoio a raccontarvi la storia di questi due, quindi farò un copia-incolla dal sito Rai così da restituire la biografia di Nesli in forma di poesia astratta.

Scrivere diventa una vera necessità
L’artista riesce negli anni a creare uno stile
Il momento di scelte forti e coraggiose insieme al suo Brando
Sempre da Brando: Go Wild!
Immaginare ad ogni parola un peso specifico
Un passo avanti in questo percorso di cambiamento
La mente è un’arma

Alice invece ha vinto The Voice e nelle foto sembra spesso avere l’espressione di chi ha appena scoperto che il vestito in lavanderia non è uscito pulito e-ora-io-cosa-mi-metto.

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Raige e Giulia Luzi

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Scusate, pensavo che la coppia di sfigati del 2017 fossero Nielsen e Alice-bait, invece ho scoperto che ci sono loro. Anche qua lui è un quasi rapper e lei una cantantina Pop. Per capirsi, lui ha fatto un pezzo con Marco Masini, e prendi questo storia dell’Hip-Hop. Lei è stata in “Un Medico In Famiglia” e ne “I Cesaroni“. Nasce spontaneo un…

A coronare la carriera di Giulia Luzi, figlia di Bruno, c’è la partecipazione a “Tale E Quale Show”. In Rai non si butta via nulla. Il brano che presentano si chiama “Togliamoci La Voglia” ed è il primo momento di arte performativa a Sanremo: consisterà in una rapporto carnale da consumare dopo mesi di autoimposta astinenza.


Ci manca l’ultima cinquina e arriviamo pronti a domani sera! Tranquilli che ve la preparo prima dell’inizio della diretta! Chi non gira l’articolo ad amici e parenti recita ne “I Cesaroni”. Dimenticavo, qua la quarta e ultima parte.

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3 thoughts on “Chi Diavolo Sono I Cantanti Di Sanremo 2017? Guida Per Arrivare Preparati (Parte 3/4)

  1. Mah… non capisco. Io credo che la cosa migliore di questi Sanremo (luogo) sia esserci e, meglio ancora, essere pagati per esserci. A fare cosa non importa, fosse solo il pane per i tanti paganti dall’indotto che lì devono esserci per lavoro. Oppure esserci per fare il tassita e scorrazzare i tanti addetti ai lavori che devono circolare. Anche vendere fiori, se li comprano ancora. O il microfonista, il lustrascarpe. Insomma esserci e, soprattutto, essere pagati per farlo. Infine, non potendo essere della partita, anche quest’anno – come del resto da sempre – mi terrò assai lontano dai canali tv che ne parleranno e cercherò di proteggere, come sempre, le mie orecchie da coloro che anche nei miei selezionati spazi, entreranno con queste cose con il fine di lordarli.

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  2. Aleeé!!! 🔝
    Per complimentarmi con te citerò una frase tipica della madre/padre medi, che io per l’appunto ho sempre reputato un complimento!

    “ma te le sogni la notte??”

    Perdevo ore ad immaginarmi me la notte sotto il lenzuolo e con la torcia ad ideare idee maligne e strabilianti in un mega album delle idee notturne, per poi poter rispondere “SI!” alla fatidica domanda…. e invece mi vengono spontanee.. Ahahahah

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