Chance The Rapper – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Chancelor Bennett, rapper chicagoano diventato famoso come Chance The Rapper, propone uno stile solare, arioso, rilassato e positivo sin dall’iniziale 10 Days (2012), un mixtape che contiene la dolce Nostalgia, il good vibe anni ’80 di Windows, la soffusa Brain Cells, la pigra U Got Fucked Up, il vintage struggente di Prom Nights e una Long Time II che ricorda l’Hip-Hop tinto di R’n’B di Wycleaf Jean.

In Long Time, con uno spirito amatoriale, rappa sopra i Beirut. Spogliato nei beat terremotanti, della narrazione di droga e violenza, dei riferimenti alla malavita l’Hip-Hop sembra di nuovo respirare, guidato da un rapper che si sa improvvisare anche cantante.

Acid Rap (2013) aggiunge il beat astratto e notturno di Paranoia, la dolce Cocoa Butter Kisses, la narcotica Smoke Again, la soffusa title-track e altri momenti di good vibe a profusione, soprattutto la doppietta finale Chain Smoker + Everything’s Good. Permangono aluni ricordi di un Hip-Hop più tradizionale ma gli arrangiamenti ricchi di dettagli, gli ottoni che spuntano qua e là, i ritmi smussati, i tempi dilatati continuano a definire uno stile lontano dalla frenesia e dal malessere.

Coloring Book (2016) è ancora più colorato, affollato di ospitate illustri, sprazzi orchestrali e persino il coro dei bambini di Chicago in All We Got, con Kanye West, un’opener che destruttura la formula Hip-Hop in un Soul robotico, in un Gospel contemporaneo simile al coevo The Life Of Pablo. Proprio l’afflato religioso guida la soffusa Summer Friends, vocoder e ritmi subacquei in un brano dilatato, e la liturgica How Great, mentre è appena più solida la materia sonora di Blessings, comunque elegante e degna della più pigra domenica mattina.

La positività della proposta confina, come già in passato, con lo stucchevole in momenti come D.R.A.M. Sings Special ma altrove si trasforma in uno splendido motivetto ballabile come All Night (ft. Knox Fortune) e in un Funk corale come Finish Line/Drown, quasi 7 minuti di positività da black music.

Come già accaduto con Surf dei The Social Experiment, dove Chance The Rapper fungeva da voce, anche in quest’opera si respira il rassicurante suono della tradizione Funk, Gospel e Soul, ur calato in un contesto contemporaneo di black music elettronica e in dialogo costante con il Pop. Non è certo la bilancia dell’innovazione a rendere maggiore giustizia all’opera, che suona come una salubre boccata di positività in musica, pure al netto di lungaggini e momenti meno peculiari.

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Voti:

10 Days – 5,5
Acid Rap – 6
Coloring Book – 6,5

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