Angel Olsen – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Le migliori canzoni di Angel Olsen

Angel Olsen, cantautrice Folk e Country statunitense, si dimostra soprattutto una donna malinconica su Half Way Home (2012), pieno di arrangiamenti essenziali e un richiamo anni ’60 in The Waiting e nella ballabile Free. Due momenti da ricordare: Lonely Universe, 7 min. e mezzo al rallentatore, un abisso di dolce tristezza degna dei Red House Painters; The Sky Opened Up, basso minaccioso e falsetto angelico per un brano teso e fragile.

Burn Your Fire For No Witness (2014) ricorda a tratti Cat Power (Unfucktheworld, Iota) ma più in generale trasforma l’intimismo dell’esordio in una tempesta elettrica, pur con influenze Country (Hi-Five, Lights Out).

Questo si traduce spesso in generici Pop/Rock distorti come High & Wind e Forgiven/Forgotten con l’eccezione della più tormentata struttura di Stars.

I momenti migliori sono: White Fire, sussurro metafisico, uno dei casi in cui viene ripreso il più flebile sound dell’esordio, portandolo a nuove vette espressive; Dance Slow Decades, che elettrifica il passo lento dell’esordio; Windows, accorata confessione che pur dolcemente esplode nel finale.

MY WOMAN (2016) è un mix di Pop/Rock dalle varie ispirazioni: rintocchi Folk/Rock da Byrds (Never Be Mine), il Power-Pop d’altri tempi (Shut Up Kiss Me), ancora rigurgiti Grunge (Give It Up), di nuovo lente ballate (Heart-Shaped Face; Those Were The Days). Meglio l’esaltante crescendo di Not Gonna Kill You, che mescola le carte e irrobustice la narrazione con chitarre incendiarie.

Due brani estesi rubano la scena. La lunga Sister (quasi 8 min.) si prende tutto il suo tempo, prima di sfoggiare uno dei pochi momenti in cui l’opera si desta dal torpore, a suon di chitarre distorte assordanti e arrangiamento epico: sono gli attimi in cui si scopre l’artista dietro all’interprete.

Woman (7 min. e mezzo) è uno show vocale, dal passo lento e malinconico, che merita forse il titolo di brano migliore, nonostante suoni generico l’accompagnamento da jam psichedelica altezza tardi Pink Floyd.

Uno degli album più celebrati del 2016 dalla critica di settore, MY WOMAN unisce la tradizione a un canto riconoscibile, cameristico, malinconico. Gli spruzzi Rock, Power-Pop, Grunge e via discorrendo sono poco più che curiosità per giustificare altri canti, altre confessioni, altri momenti di intimismo. Se solo, almeno nei brani estesi, si fosse osato di più, sarebbe potuto essere l’album migliore da inizio carriera.

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Voti:

Half Way Home – 5,5
Burn Your Fire For No Witness – 6
MY WOMAN – 6

Le migliori canzoni di Angel Olsen

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