Oathbreaker – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Le migliori canzoni degli Oathbreaker

Gli Oathbreaker, dal Belgio, uniscono Hardcore, dinamiche Sludge e sprazzi vicini al Black Metal più atmosferico. Si distinguono soprattutto perché alla voce troviamo una donna, Caro Tanghe.

L’esordio Mælstrøm (2011) alterna momenti veloci e violenti (Origin, Fate Is Nigh, Black Sun) ad altri più lenti e strazianti (Sink Into Sin – II, Glimpse Of The Unseen), con un passaggio acustico nella title-track. Questo stile diventa più vario e complesso su Eros | Anteros (2013), con un canto che evita di appiattirsi sull’urlo costantemente e molto più spazio per la dimensione melodica, seppure in chiave malinconica, depressiva e inquietante. Upheavel è un buon esempio di come i cambi di velocità siano ora più importanti mentre la lunga The Abyss Looks Into Me (9 min.), con canto etereo e uno sviluppo tormentato e desolante degno dei Neurosis, segna l’approdo al primo brano da ricordare della carriera. A tratti anche i più furiosi brani Hardcore si scompongono, si liquefano in tormentate confessioni di dolore, come è il caso di Offer Aan De Leegte.

A rinfoltire la collezione di brani velocissimi l’impressionante Nomads, Thrash/Hardcore gotico con coda lugubre. Chiude la lunga Clair Obscur (11 min. e mezzo), affogata in desolanti melodie atmosferiche irrobustite solo nel finale: un’occasione sprecata per costruire un brano più significativo.

Rheia (2016) aumenta la componente Blackgaze, richiamando alla mente i Deafheaven e gli Alcest. L’esplosiva Second Son Of R., un incubo Black-Core inframezzato da arpeggi malinconici e decorato da voci angeliche, è un grandioso esempio della creatività che può scaturire dalla fusione di stili della band.

Rispetto all’album precedente, la fusione fra malinconia, passione e violenta è molto più compiuta, un amalgama che non si limita al mero alternarsi di pezzi violenti e pezzi intimisti. Being Able to Feel Nothing (7 min.), Needles in Your Skin (7 min.), Where I Live (7 min.) e soprattutto Immortals (9 min.), divisa fra ossimori sonori e conclusa con una commovente coda strumentale, sono tutti brani che descrivono emozioni tormentate dove tristezza, rabbia e dolore sono capaci di confondersi. In alcuni casi, come Where I Leave (9 min.), lo sviluppo ricorda molto i brani dei Neurosis pur col suono del Blackgaze. Alcuni brani minori zavorrano l’opera, che poteva tagliare 18 dei suoi minuti e risultare meno prolissa e diluita.

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Voti:

Mælstrøm – 5
Eros | Anteros – 6
Rheia – 6,5

Le migliori canzoni degli Oathbreaker

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