Ihsahn – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Le migliori canzoni di Ihsahn

Vegard Sverre Tveitan, meglio conosciuto come Ihsahn, già negli Emperor, è un compositore norvegese che è partito dal Black Metal per giungere a un ibrido dai tratti progressivisi e sperimentali.

The Adversary (2006) alterna aperture melodiche, dai toni orchestrali, con spigolose strutture Prog-Metal e qualche scoria Black Metal. Il manifesto potrebbe essere la sontuosa ballata Called By The Fire, piena di influenze di Hard & Heavy classico. Il compendio sonoro più ampio è in Will You Will Love Me Now?, tour-de-force chitarristico che conduce dal Black Metal incompromissorio fino a una languida ballata, chiudendo tuttavia sputando altro veleno. The Pain Is Still Mine (10 min.) è l’ideale approdo di questa ricerca di un Prog-Metal che dialoghi con le frange estreme.

Arrangiamenti sinfonici, pianoforti, archi e canto in clean descrivono una musica Prog-Metal che sembra prendere le mosse dagli ultimi Emperor. Il limite creativo consiste nel ripescare la tradizione metal di dieci o venti anni prima, qui riproposta con lo stile poliedrico di un compositore irrequieto. La pietra di paragone più immediata sembra la musica da solista di Devin Townsend.

AngL (2008) ha un sound più imponente e ricorda l’opera degli Opeth. Il cantante Mikael Akerfeldt collabora anche in Unhealer, evidenziando come avere alla voce sempre e unicamente Ihsahn non giovi in varietà ai brani. Anche grazie a questa collaborazione Unhealer diventa il brano maggiore dell’album (ma contiene anche un passaggio in “levare” alquanto bizzarro). Un’altra influenza sono i Leprous, basta ascoltare Threnody. Sembra tuttavia che Ihsahn debba ancora trovare una cifra stilistica davvero personale.

After (2010) regala l’invenzione, il tratto caratteristico che distingue il convulso Prog-Metal di Ihsahn da quello degli altri esponenti della scena: la presenza di un tormentato, violento sax ad animare i brani e iniettarli di spunti Jazz più vicini alle asprezze Free che alle idee Fusion.
In contemporanea, gli arrangiamenti si sono ancora più inspessiti, diventando tanto densi da risultare imponenti ed epici come mai prima d’ora. A Grave Inversed (il primo brano col sax) è così un nuovo vertice, oltre che un potenziale punto di (ri)partenza della carriera solista. Il sax colora anche Undercurrent (10 min.), funge da solista in Heavens Black Gate e ha un ruolo preponderante in On The Shores (10 min.), il brano che meglio dimostra la rinnovata fertilità del mix stilistico. L’aggiunta del sax è il classico elemento che aggiunge carisma a un sound altrimenti poco peculiare.

Eremita (2012) sembra portare a compimento quanto sviluppato negli album precedenti. Il fatto che Einar Solberg (voce dei Leprous) e Devin Townsend siano presenti lo fanno ancor più facilmente identificare come un lavoro di maturità: l’allievo che invita i maestri a partecipare alla sua opera. Finalmente le varie anime sono confluite in un sound che, forte di arrangiamenti più complessi e densi, riesce a sovrapporre invece di alternare vari stili di Metal. L’arrembaggio à la Leprous di Arrival, la filastrocca di Metal estremo di The Paranoid, con spunti à-la Strapping Young Lad, portano a The Eagle And The Snake (9 min.), l’approdo definitivo di quella elaborata e mutante ballata Hard & Heavy che viene sperimentata e perfezionata sin dai primi album. Lo stile operistico di Something Out There e soprattutto The Grave (8 min.), sax tormentato, voragini Doom, e astrattismi degni delle avanguardie free-form, innalzano l’opera sopra tutto quello fanno precedentemente da Ihsahn. Finalmente gli stili sono convogliati in brani che scorrono in modo avventuroso ma logico, suggestivo ed evocativo. Depature, con voce femminile in un clima funebre, è un colpo di coda emotivo inaspettato e la consacrazione di una inedita capacità di commuovere, di toccare le corde dell’anima oltre che di eccitare le sinapsi del cervello. Ridotta la componente Black-Metal, la più invecchiata fra le tante, è rimasta un’anima di Prog-Metal estremo e camaleontico che, in Eremita, è capace di paragonarsi senza vergogna ai lavori migliori di Devin Townsend e dei Leprous.

Das Seelenbrechen (2013) punta in due direzioni: un sound più free-form/sperimentale e, più raramente, un sound più semplice/orecchiabile. Sul primo versante ricordiamo: Hiber, dai risvolti Metal/Free-Jazz; Tacit 2, disorientante delirio Ultra-Doom fra Khanate e Free-Jazz; il Folk astratto e inquietante di Rec; lo Psych-Doom estremo di See (7 min. e mezzo), l’apice sperimentale dell’album. Sul secondo versante troviamo Pulse, che porta avanti una melodia banale per troppo tempo, ma anche M, un assolo Psych-Rock di chitarra, e la desolante Sub Ater, che tuttavia sembra trovare nell’atmosfera tediante un’arma a doppio taglio. I tentativi più orecchiabili sono i meno riusciti, mentre la vena sperimentale, per quanto prolissa e dispersiva, regala momenti di disorientante creatività. L’opera sembra comunque mancare di un disegno coerente, indecisa sulla direzione da intraprendere; sembra quasi un album speriementale troppo breve a cui sono state aggiunte alcune idee meno ostiche.

Arktis (2016) riprendere il sound di Eremita, in equilibrio fra Prog-Metal, Heavy Metal estremo e spunti melodici, aggiungendo forti dosi di Hard & Heavy classico. Il risultato è un disco più fruibile del piccolo capolavoro che fu Eremita. Il problema è anche che Eremita mostrava un disegno estetico e brani che si sviluppavano seguendo traiettorie curiose, ma raramente interpretabili come casuali o pretestuose. In questo caso, invece, Ihsahn sembra tentare varie strade, alcune più innovative delle altre, senza tuttavia avere un chiaro progetto in mente. (ho scritto una recensione molto più approfondita di Arktis su Ondarock)

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Voti:

The Adversary – 6
AngL – 5,5
After – 6,5
Eremita – 7
Das Seelenbrechen – 6,5
Arktis – 5,5

Le migliori canzoni di Ihsahn

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4 pensieri su “Ihsahn – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. Uno dei miei artisti preferiti che ho avuto l’onore di vedere live. Per me è una delle cose migliori che la Norvegia abbia ma partorito e poi signori e signore gli Emperor! Comunque Artkis sfortunatamente anocra non sono riuscito ad acquistarlo. Lo ammetto con Ihsahn non sarò mai troppo obiettivo, un po come per i Septicflesh, che cosa ci volete fare per me Ihsahn rimane un qualche cosa di grande.

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  2. Per rispondere alle tue domande: che lo vidi nel mese di novembre, lo show non aveva ne effetti ne nulla ma già essere li ed avere un uomo che ha fatto la storia di un genere e da solo, per chi scrive, è uno dei migliori artisti metal in circolazione, la sensazione è grandiosa, inoltre durante lo spettacolo eseguì un medley degli Emperor con lo stile musicale che attualmente lui ultilizza. I septicflesh li vidi con i Kataklysm e Aborted, e la andai in brodo di giuggiole.

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