Fuzz – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

fuzz

I Fuzz sono una delle formazioni che riprende il suono della Psichedelia più vicina a Hard Rock e Hard Blues. Nelle fila della band il veterano Ty Segall, già attivo con altri progetti. Se i presupposti non sono granché originali, gli album hanno il pregio di non smentire né costringere l’ascoltatore a ricredersi: i pregiudizi si trasformano in questo caso in un giudizio fondato. Fuzz (2013) è infatti un mix di anni ’70 e di Stoner dai Kyuss in giù. La conclusiva One riassume bene i punti cardinali dell’opera, fra Rock’n’Roll scalmanato, Psichedelia, distorsioni abbondanti e jamming visionario.

II (2015) trasforma il viaggio nostalgico dell’esordio in un mastodonte di quasi 70 minuti. Superata la lunga Time Collapse II / The 7th Terror, che peraltro sembra fare il verso anche al Pop/Rock anni ’60 e al Garage degli albori, uno si potrebbe chiedere cos’altro c’è nei successivi 60 minuti. In realtà, poco: un climax cacofonico in Let It Live, un proiettile Punk’n’Roll in Red Flag, la ballata per archi e distorsioni di Silent Sits The Dust Bowl. La jam finale II (14 min.) non sarebbe stata male come portata principale dell’album, ma quando ci si arriva si è già più che sazi.

In fondo nei loro due album la band non fa che rievocare Blue Cheer, Hawkwind e Kyuss in continuazione, band che sono state più o meno direttamente citate decine di volte dagli anni ’90 in poi.

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Voti:

Fuzz – 5
II – 5

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