Rancid – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Le migliori canzoni dei Rancid

A tenere alta la bandiera del Punk degli anni ’90 troviamo i californiani Rancid, una delle band che assieme a NOFX, Offspring e Green Day ha portato al grande pubblico un suono abrasivo, orecchiabile e chiassoso che fa tesoro dell’estetica da teppisti di fine anni ’70 e dell’evoluzione di quel sound in qualcosa di più ampio, eterogeneo e contaminato, secondo la lezione fondamentale dei Clash. In questo gruppo di Rancid sono fondamentalmente legati all’Hardcore melodico, per esempio i Replacements e i Bad Religion, ma conservano lo spirito urlato, ubriacone, rivoltoso: a differenza dei Green Day, la loro componente più orecchiabile non seda eccessivamente le esplosioni ritmiche e le accelerazioni a rotta di collo.

Per riuscire in questa alchimia di energia, orecchiabilità e spirito ribelle, i Rancid sfruttano il basso acrobatico di Matt Freeman, che propelle i brani e impone cavalcate supersoniche mentre il cantante e chitarrista Tim Armstrong inanella riff su riff rubati più o meno palesemente alla tradizione Punk e Rock e urla nel microfono mantenendosi sull’equilibrio sottile fra una stentata intonazione e un bercio da avventore alla quarta birra. Il risultato sono brani che, pur urlati e sguaiati, non diventano mai confusionari e cacofonici, ma anzi riescono a rimanere su solidi binari, alimentando la propria energia a suon di slogan, invenzioni ritmiche e motivetti buoni da fischiettare, cantare o intonare in coro. Proprio questi ultimi, i cori, sono un altro elemento fondamentale assieme alle influenze Ska della maturità. Con i Rancid hanno il ruolo che ebbero nel Punk e nell’Hardcore più innodici, perdendo la veste drammatica e tragica che pure è stata conferita da band come i Bad Religion.

Il modello fondamentale di tutta la discografia è l’esordio essenziale Rancid (1993), con brani destinati a diventare classici della band come Hyena o il Rock’n’Roll a rotta di collo di Whirlwind. Pur da epigoni, i Rancid si inseriscono di diritto nel novero del Punk/Hardcore come allievi diligenti e divertenti. Rimane il loro album più aggressivo, ancora senza le armonie vocali e i ritmi Ska che li contraddistinguono.

Le idee dell’esordio sono confermate e affinate su Let’s Go (1994), 23 canzoni per un compendio dell’Hardcore melodico della band. I nuovi inni sono: Nihilism, con armonie vocali e una ripartenza finale resa ancora più incendiaria dai cori riottosi; Radio, uno show del basso di Freeman; Side Kick, la ballata disperata e sgolata che richiama gli ultimi Husker Du; Salvation, il Rock’n’Roll sentimentale e assordante; Let’s Go, sfogo Hardcore da manuale; Burn, forse il coretto più appiccicoso; Ghetto Box, scatenata canzone da pogo; Motorcycle Ride fa sembrare sedati i Rock’n’Roll dei Motorhead.

Fermo restando che non c’è rivoluzione, ma solo rilettura dei classici, l’album soffre solo della sua eccessiva lunghezza, ma merita comunque di stare alla pari degli album più quotati del revival Punk degli anni ’90.

…And Out Come The Wolves (1995) è una versione più orecchiabile e melodica di Let’s Go, il loro piccolo capolavoro.

Maxwell Murder è un nuovo vertice del basso di Freeman, Roots Radical un inno “alternativo” che ammica al mondo Reggae, Time Bomb il singolo più accattivante della carriera e uno Ska/Punk da manuale, Olympia WA è l’urlo stonato di Armstrong e l’assolo Rockabilly, Ruby Soho la più commovente delle loro dediche sentimentali da scapestrati, Journey To The End Of The East Bay la più disperata delle loro cavalcate, Avenues And Alleyways uno dei loro cori più trascinanti.

Se Let’s Go è il loro gioiellino di Hardcore melodico, quest’album amplia i richiami stilistici e colora la loro esuberanza di malinconia e una nuova emotività. Metaforicamente, è l’album della fine dell’adolescenza lunga dei Rancid, dopo il quale non troveranno mai più quest’equilibrio.

Life Won’t Wait (1998) li vede somigliare più agli Offspring (Bloodclot), ma con il pallino della sperimentazione e l’utilizzo di strumenti atipici. L’opera è irrequieta, ma ha perso l’urgenza e la dimensione da “manifesto” dei primi tre album. Numerosi gli elementi Ska e Reggae, più complesse le armonie vocali, più creativa la chitarra (dissonante in 1998), meno lineari i brani: è un album sperimentale di Hardcore melodico, peccato che pochi degli esperimenti siano in qualche modo notevoli. Persino un momento Metal in Cash Culture And Violence, che richiama alla mente i Faith No More. Il Cow Punk di Lady Liberty renderebbe fieri i Violent Femmes. Della lunga tracklist si può citare in particolare Leicester Square, Cocktails, 1998, Lady Liberty e la conclusiva Coppers, urlata col cuore in mano e forse l’unico brano dell’album che mostra un vero passo avanti rispetto ai due album precedenti: solo in questo brano i Rancid sembrano aver trovato una originale fusione fra Reggae, Ska e arringa Hardcore, con una sofisticazione delle armonie e degli intrecci vocali degna del più radiofonico Pop.

Rancid (2000) vede la band ritornare alla foga dell’esordio, con un Hardcore duro e puro, urlatissimo come in Disgruntled, veloce e tagliente come in Young Al Capone. Molti dei brani sono intercambiabili con quelli di Let’s Go, il che è sicuramente un’ottima notizia per i fan. Se non c’era poi innovazione ma solo una curiosa rilettura nel 1994, nel 2000 i Rancid rileggono la loro stessa rilettura, in una sorta di frattale Punk/Hardcore.

Indestructible (2003) è più orecchiabile: se Rancid del 2000 era una versione nuova di Let’s Go, Indestructible è una nuova versione di And Out Comes The Wolves. Out Of Control è il brano più aggressivo della carriera. Tropical London e Fall Back Down sono classici del tardo repertorio.

Arrivati a Let The Dominoes Fall (2009) la musica della band suona come ci si aspetta che suoni un album dei Rancid e non cambia granché neanche con Honor Is All We Know (2014). I Rancid, da istituzioni del Punk/Hardcore americano, possono vivere della fantasia dei loro album migliori, riproponendone le idee mischiando le carte e aggiungendo qua e là qualche novità di poco conto.

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Voti:

Let’s Go – 6,5
…And Out Come the Wolves – 7
Life Won’t Wait – 6
Rancid – 5
Indestructible – 5,5
Let The Dominoes Fall – 5
Honor Is All We Know – 4,5

Le migliori canzoni dei Rancid

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