Diablo Swing Orchestra – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

La Diablo Swing Orchestra dalla Svezia unisce il canto operatico femminile allo Swing e all’Heavy Metal sinfonico per costruire divertenti, vivaci, rocambolesche danze che trasformano la fusione multistilistica del Progressive Metal in un’orecchiabile giostra colorata di contaminazioni improbabili.

The Butcher’s Ballroom (2006) presenta l’eclettismo della band con Balrog Boogie, nelle melodie orientali di Poetic Pitbull Revolutions, in quelle mediorientali di Infralove, nel rocambolesco Metal etnico di Wedding March For A Bullet e con il valzer di Pink Noise Waltz. Lo spirito melodico e operistico richiama i Nightwish, il gusto chiassoso e irriverente i Gogol Bordello ma si rintraccia anche qualche grammo della pazzia iperfusion di Mike Patton. Nè lo Swing, né le orchestrazioni, né il Metal sono poi, di per sé, innovativi o peculiari, ma la loro fusione è un diversivo alla seriosità del Metal “progressivo” del periodo.

Sing-Along Songs for the Damned and Delirious (2009) è ancora più demenziale negli accostamenti, come nel balletto sfrenato di A Tapdancer’s Dilema e nel duello a due voci di A Rancid Romance. Lucy Fears The Morning Star mostra quanto possa essere ampio e imprevedibile il loro bagaglio stilistico: è una sorta di mini-suite dell’assurdo del Prog-Metal e una delle più divertenti composizioni del periodo. Un momento da cabaret schizoide come Bedlam Sticks e uno da danza ubriaca russa come Vodka Inferno alzano ancora di più il livello di divertito delirio e ironico gusto dell’assurdo e del “weird”. Come si vedrà meglio nel terzo album, quando rimangono troppo sul Metal, finiscono per essere meno peculiari e molto meno divertenti (Stratosphere Serenade, 8 min. e mezzo).

Pandora’s Piñata (2012) illude l’ascoltatore iniziando con Voodoo Mon Amour, uno Swing adrenalinico e fuori di testa da antologia, ma buona parte dell’opera contiene composizioni meno fantasiose.

C’è molta musica messicana che affiora in alcuni brani (per es. Kevlar Sweethearts) e qualche motivetto idiota come Black Box Messiah, vocine acute e un up-tempo Metal banalotto, ma il limite maggiore è in brani come Exit Strategy Of A Wrecking Ball (6 min.) dove sembra che la formazione temporeggi troppo su strutture Metal risapute, o in Aurora, dove si eccede sul piano della Classica, risultando banali come il peggiori musical sentimentale di Hollywood. La lunga Justice For Saint Mary (quasi 8 min. e mezzo) è praticamente musica da musical, dove il Metal è usato poco e nel più banale dei modi e dove neanche la post-produzione con dosi elettroniche può fare qualcosa. L’impressione è che l’idea dell’iperfusione abbia portato la band in un vicolo cieco, dove o si ripetono o si adagiano su stili meno camaleontici, che mettono in mostra la loro medicore statura di compositori.

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Voti:

The Butcher’s Ballroom  – 6
Sing-Along Songs for the Damned and Delirious – 7
Pandora’s Piñata – 5,5

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