Sfera Ebbasta – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Sfera Ebbasta, ma spesso semplicemente “Sfera”, è il nome che gira di più in Italia nel 2016 quando si parla di musica “urban”. Un hype che raramente circonda figure non affermate da anni nel panorama nazionale e soprattutto trasversale: un’intervista su Rolling Stone, aspre critiche su Hano.it, editoriali dedicati su RapBurger, un’intervista su Noisey e l’attenzione di siti decisamente più generalisti come TGCOM24, Radio Deejay e tanti altri.

Insieme a Charlie Charles, il produttore più importante della scena Trap italiana e uno dei più importanti nomi dell’Hip-Hop italiano degli ultimi anni, ha fondato Billion Headz Money Gang (BHMG).

Sfera e Charlie Charles, la coppia d’oro della Trap italiana, sono anche membri di Roccia Music, un gruppo di artisti che può vantare fra i suoi nomi anche la rapstar Marracash. Cosa più importante, Sfera Ebbasta e Charlie Charles hanno firmato nel 2016 per  Def Jam Recordings, ottenendo un contratto che farebbe gola alla quasi totalità dei rapper nostrani che vorrebbero sfondare nel mainstream.

Uno dei primi brani che lo fa notare ad un pubblico di interessati è “XDVR”, nel 2014. È poco più di un ritornello ripetitivo con l’autotune a profusione, che parla di droga e violenza con quell’insistita monotonia un po’ Drill. Poco più che un biglietto da visita, che delinea le caratteristiche fondamentali del personaggio (che a quanto si dice corrisponde abbastanza con la persona): schietto, senza fronzoli, un ragazzo a cui piace drogarsi e molto vicino agli ambienti degradati della natìa Cinisello Balsamo.

A Febbraio 2015 un video molto più elaborato, firmato dal videomaker di riferimento della scena Alessandro Murdaca, segna un momento importante nella carriera di Sfera: “Panette” lo vede rappare e cantare come un Future nostrano, parlando della realtà periferica della sua città, muovendo le mani senza sosta e mimando con le dita le “pistole”. Panette, insomma, inizia a imporre il personaggio oltre che il trapper e sembra un brano decisamente più maturo. Totalizza oltre 3 milioni di views. Nel video niente ragazze, niente sfarzo, niente distrazioni: solo Sfera e tanto fumo.

A Marzo 2015 un altro video segna un momento importante: “Mercedes Nero” coinvolge altri due nomi della scena Trap italiana, Tedua e Izi. C’è sempre Murdaca dietro la macchina da presa, l’uso dell’autotune è più fantasioso e il flow di Sfera è diventato molto più elaborato. Non manca neanche l’onomatopeico “rrrrrrrraa”, si vedono cartoline della periferia della megalopoli milanese e la presenza di ben tre trapper restituisce l’idea di una “scena” in evoluzione.

Nel 2015 Sfera Ebbasta, sempre con il fido Charlie Charles, pubblica il suo primo mixtape, XDVR, che ha il compito di raccogliere i singoli e approfondire la sua attuale produzione. Il risultato è ancora acerbo, sulla distanza media non sembrano esserci elementi a sufficienza per far brillare la raccolta. L’attenzione di chi ha orecchie pronte a captare il nuovo, comunque, si sono già tese verso Sfera, così che il 2015 diventa l’anno dell’ascesa dall’anonimato alla terra di mezzo fatta di musicofili, appassionati di Hip-Hop, curiosi della pop culture.

Lo spartiacque è probabilmente il singolo dedicato alla sua Cinisello Balsamo, “Ciny”, pubblicato a Ottobre 2015 (>3,5 milioni di views). Con Roccia Music alle spalle e Murdaca che ormai ha impresso il suo stile evolvendolo insieme a Sfera, il video di Ciny diventa uno dei casi musicali italiani del tardo 2015.

La pesante post-produzione (con i sussulti dei sub-bass e i colori fluo) è un altro elemento che va ad aggiungersi all’estetica di Sfera e Charlie Charles, che ormai contano su video affollati, un suono ripulito di ogni sbavatura e fondono narrazione e orecchiabilità. Molto facile rimanere colpiti dal gesto della “c”, dal ritornello-filastrocca, dalla base allineata alla Trap made in USA.

A Novembre arriva  una ulteriore consacrazione: nell’edizione “Reloaded” di XDVR la title-track, un po’ il punto zero della storia di Sfera, viene stravolta dagli interventi di Luché e Marracash. L’intervento di quest’ultimo è il ponte con il mainstream italiano che mancava all’appello per una crescita verso un pubblico ancora più ampio: Roccia Music supporta il suo trapper, Sfera, e gli dona credibilità mettendoci “la faccia”. Si superano le 2,3 milioni di views.

Marracash è ad oggi l’unico dei nomi “mainstream” che ha segnato il territorio Trap, se escludiamo qualche puntata di Gemitaiz, Madman e Nitro, tutti comunque molto meno famosi del “King Del Rap”. Gli altri ne sono rimasti ancora fuori, ad oggi (Settembre 2016), ma la strada sembra segnata.

Il 2016 è per Sfera l’anno dell’annunciata consacrazione: si inizia con “Blunt & Sprite”, inno a una delle droghe preferite dei trapper, che si ottiene mischiando sciroppo a base di codeina, sciroppo “per la tosse” con la gazzosa, ottenendo quella che è anche chiamata purple drunk o dirty sprite. Non è proprio un caso che Future abbia chiamato Dirty Sprite un suo album. Per sapere di più su come il mix si stia diffondendo anche in Italia, potete leggere questo approfondimento.

Il video, più di 2,3 milioni di views, è uno sfoggio di colori fluo esagerati, droga a sfare e di “mossette” da meme. Solito produttore, solo videomaker; uno stile ormai ben definito che si protrae, si affina nei dettagli, si caratterizza sempre di più come lo stile di Sfera, che ormai non è più solo un trapper ma il nome di un “team” che ha creato una sua estetica, con ampi prestiti dalla scena USA ma calato nel contesto nazionale grazie a testi “localizzati”, un uso della lingua italiana adatto alla narrazione e la coerenza del trapper. Ripetendo elementi stilistici simili, Sfera riesce velocemente ad affermarsi come una figura con una riconoscibilità nel panorama Trap italiano. Già a fine 2015 qualcuno inizia a evidenziare come lo stile, caratteristico, di Sfera, sia diventato paradigmatico e imitato da altri.

A Maggio 2016 arriva il nuovo singolo, quello che dovrebbe anticipare il nuovo, più compiuto, album, praticamente il “vero esordio” di Sfera. “BRNBQ”, cioè Bravi Ragazzi Nei Brutti Quartieri, ritorna alla narrazione di Ciny, ma con una “profondità” che supera gli slogan e le frasi ad effetto. Intendiamoci, fino a questo singolo i testi di Sfera sono rivi di virtuosismi e di messaggi particolarmente elaborati: colpiscono per il tratteggio di un modo diverso di essere rapper e di una realtà urbana distante dalle solite metropoli. Con “BRNBQ” si fa un passo avanti e, a riascoltare le frasi ripetitive di XDVR, il miglioramento è prodigioso.

Il video supera le 5,3 milioni di views, propone uno Sfera vestito in modo più sofisticato e “stiloso” ma musicalmente si continuano a esplorare i suoni già ascoltati nei più maturi singoli pubblicati in passato.

Il momento più atteso è l’esordio, su Def Jam, di Sfera Ebbasta e Charlie Charles, perché suona come il prevedibile momento dell’esplosione della Trap nel mainstream. Il primo Settembre arriva il singolo, molto ballabile, “Figli Di Papà” (8 milioni di views), con ammicchi persino al Reggaeton. Il testo, ripulito degli inni alle droghe dei singoli precedente, sembra addomesticato per una conflittualità a portata di radio. In sostanza, e sia detto senza giudizio di merito, “Figli Di Papà” è una svolta commerciale, il naturale approdo dell’ascesa verso il mainstream

Il piatto forte, tuttavia, è l’esordio Sfera Ebbasta (2016), la “prova del nove”. Riesce Sfera a dimostrare di essere un artista pronto a rivaleggiare alla pari con i big statunitensi? In sintesi la risposta è: no. L’album, breve, suona come un secondo mixtape che perde l’occasione per osare di più. Escluso il debole singolo Figli Di Papà, l’album si mostra in generale ammorbidito (Notti, Cartine Cartier, Bang Bang) e più generico nei testi. L’eccezione, oltre ovviamente a BRNBQ, è la conclusiva BHMG, pezzo di autoesaltazione ma anche l’unico che sembra davvero parlare di quello che è successo a Sfera fra il 2015 e il 2016: le critiche, le parodie, gli insulti nell’epoca dei social ubiquitari.

Sfera Ebbasta è, così, un’occasione sprecata, che svuota i brani di molte delle loro peculiarità: meno Ciny, meno droghe fai-da-te, più varietà stilistica che finisce per significare un suono più R’n’B e più radiofonico. Per spingere l’album viene prodotto anche il video di Visiera A Becco.

Ma il successo, quello arriva comunque, o forse proprio per questa “normalizzazione” e questa mancanza di coraggio. D’altronde Sfera è davvero una persona normalissima, a giudicare da video come questo:

L’album entra direttamente primo nella classifica FIMI, tutti i brani entrano in classifica e Sfera inizia il giro delle librerie per pubblicizzare il disco. A Settembre 2016 è il più famoso trapper d’Italia, senza nessun sostanziale avversario in termini di celebrità.

Fra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 continua a promuovere l’album con nuovi video, quali quello di “Bang Bang” e di “Notti”. Il numero di views è sempre più entusiasmante, con la barriera del milione che è ormai superata automaticamente in poche settimane.

Dopo appena 6 giorni il video di “Notti” ha superato 1,6 milioni di views.

Sfera è riuscito a diventare una sorta di amico per chi lo ascolta, come se persona e personaggio coincidessero. Lo scrive anche Emanuele Mongiardo su Four Domino, che ho raggiunto proprio per parlare della familiarità che l’ascoltatore guadagna ascoltando Sfera e i suoi riferimenti a luoghi, situazione e posti ricorrenti. Mi scrive Emanuele:

“L’uscita di un disco sotto Def Jam ratifica ulteriormente la scalata di Sfera nel circuito musicale italiano. E probabilmente il rapper di Ciny vede al rialzo le proprie quotazioni in un futuro prossimo. «Da niente a qualcosa» afferma nel nuovo estratto BHMG, lasciando intendere che quel qualcosa ha dei margini di miglioramento anche per il tipo di pubblico che coinvolge. Già XDVR aveva accattivato un uditorio che trascendeva le solite teste Hip Hop e che riscuoteva consensi soprattutto tra gli adolescenti. Una colpa secondo qualcuno ma un dato assolutamente neutrale per Sfera secondo cui, come dichiarato in una recente intervista su Noisey, «essere un teen idol non vuol dire necessariamente diventare un babbo di minchia». Anzi, nel suo caso sembra essere lo sbocco naturale del contesto che ha creato con la sua musica, dato una platea, quella del rap, che spesso tende a prendere troppo sul serio quanto scritto nelle canzoni col fine di rispecchiarsi; un aspetto che non riguarda solo le persone dai vent’anni in su ma anche i teenagers. Sfera descrive la vita nel blocco, quando, citando un’intervista su Rolling Stone, andava al parco, si fumava venti canne e poi tornava a casa. Un topos ricorrente quello dei pomeriggi al parco a fumare che, uscendo dal blocco e spostandoci verso ambienti più “borghesi”, entusiasma più facilmente un ragazzo di quindici-sedici anni piuttosto che un quasi trentenne magari impegnato col lavoro che i propri pomeriggi su una panchina li ha già vissuti. In questo senso, la familiarità del contesto ha saputo creare gran parte del pubblico di Sfera, il cui bacino d’utenza è destinato a crescere magari anche grazie all’esposizione garantita da Def Jam.”

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