Jesto – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Justin Rosso, fratello minore di Hyst, è un rapper italiano meglio conosciuto come Jesto. Pur avendo iniziato in territori molto lontani dalla musica Trap, ha finito per essere spesso citato come fra gli esponenti italiani che avevano declinato una propria versione dello stile prima dell’esplosione del 2016. Questa affermazione, tuttavia, poggia su pochi sporadici brani che integrano alcuni elementi caratterizzanti dello stile, mentre di fatto la svolta Trap è avvenuta esattamente quando lo stile si era già ampiamente diffuso nell’underground.

L’esordio Il Mio Primo E Ultimo Disco (2005), un concept album ironico e delirante, sembra essere al fine allo stile di Caparezza, pur sottratto del messaggio sociale e politico. Ecchenonlosai?, fra Cypress Hille e Messico da parodia, è uno spassoso momento di delirante rintontimento da droghe leggere. L’album si dilunga esageratamente, sfiorando i 70 minuti complessivi e rendendo ammorbante anche il suo fare giocoso e colorato.

Estremo (2008) continua a riuscire quando è più scanzonato (la filastrocca di Jestomania, la danza scurrile di Pappa ecc.). L’anima più Hardcore Rap è invece piuttosto banale (vedi Estremo).

Il Jesto Senso (2010), più disperato e cupo, sembra aver tolto il principale motivo di interesse degli album precedenti. In seguito all’album, Jesto si esprime per anni solo tramite mixtape. DueMilaNonSoCosa (2012) con la divertente “Non So Come Fa” e Supershallo (2013) con qualche momento dalla produzione Trap (Accannone, Questa Bionda, Amici e soprattutto Filosofia Di Vita), sono album divisi fra Hardcore Hip-Hop e contenuti spesso scanzonati. Supershallo 2 (2014), con la spassosa Trap di Nuovo Guè, meglio della più violente Nessun Altro; trova un equilibrio Ho Imparato A Volare. In Amy Winehouse anche la Trap è a un passo dal demenziale.

La collaborazione con Clementino in No Way ha l’effetto di segnare la distanza fra un rapper più veloce e spettacolare e il flow di Jesto. Supershallo 2 è l’album della parziale svolta Trap, segnato da alcuni difetti: prolisso, come molta della sua produzione; monotono nelle tematiche e persino nelle rime e nel lessico.

Supershallo 3 (2015) continua la sua versione di Trap (per es. Hype), , che continua a essere ripetitiva nei temi, nelle rime, nei contenuti e votata a cliché “ribelli” che sembrano invecchiati ormai da tempo. Rime sul sesso orale, insulti alle donne, riferimenti alle canne, riferimenti al suo pene, allo sperma… altri 19 brani su questo. Jesto non racconta il quartiere, fa un uso ingenuo e parziale dell’autotune, sfrutta produzioni prese in prestito: anche quando con Rolla potrebbe sembrare uno Sfera Ebbasta, il suo stile continua a essere prolisso, ridondante, autocitazionista. Nonostante le produzioni Trap, Jesto sembra ancora sommerso dai cliché dell’Hardcore Hip-Hop. Come sempre, dà il suo meglio con i brani più disimpegnati e divertenti, come Papa (sulla base di Coco). Supershallo Zero (2016) contiene scarti dei mixtape, per veri fan.

Justin (2016) lo vede tornare con un album ufficiale con molta Trap, come va nel 2016 in Italia. Vocoder, basi pieni di sub-bass, rullanti fulminei e flow schizofrenico sono tutti presenti. Il mood è il più cupo della discografia, con brani violenti e angoscianti come Pazzo Delay o confessioni drammatiche come Crescendo.

Non Mi Piace è uno degli inni Trap italiani del periodo. Saltuariamente Jesto ritorna al suo lato più divertente, come in Puttantour.

Jesto arriva con un album ufficiale Trap sul mercato italiano prima di altri concorrenti, ma non sembra sfruttare l’occasione per fare il vuoto dietro di sé, pur rimanendo l’unico nella scena a praticare un po’ di autoironia. Certamente i suoi mixtape già contenevano elementi chiaramente Trap, ma diluiti in opere sovrabbondanti e ancora legati a cliché vecchi e ritriti. Non è mai stato e probabilmente mai sarà un trapper, è semplicemente un rapper che ha seguito il flusso di origine USA che negli anni ’10 ha fatto diffondere determinate sonorità, da lui accolte rimanendo fedele a un Hardcore Hip-Hop che suona attempato. Inoltre, nel 2016, non è più l’album a fare la differenza: l’hype e l’interesse della critica si spostano infatti su altri artisti, come Sfera Ebbasta, che sono arrivati al primo album ufficiale dopo questo Justin ma si sono già fatti conoscere tramite video, collaborazioni, interviste.

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