Izi – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Diego Germini nasce a Cuneo nel 1995 ma cresce a Cogoleto, provincia di Genova. Scappa di casa ancora minorenne. La sua storia, travagliata, verrà in parte romanzata nel film del 2016 Zeta, di Cosimo Alemà. Si fa chiamare in tanti modi diversi: EazyRhymes, Eazy, Izi Erre e poi semplicemente Izi.

In coppia con Sangue pubblica il Macchie Di Rorschach Mixtape (2013), segnato dalla fulminea rappata di Just As Eazy, la partecipazione con un Tedua ancora Duate (Welcome To My Jungle) e da uno stile ancora aderente alla scuola di inizio millennio. Il Kidnapped Mixtape (Aprile 2014) segna già un grosso passo avanti verso una Trap fatta di un flow preciso e fulmineo, la capacità di picchiare e di raccontare al contempo, la forza di una narrazione spesso personale e intima.

“Incipit”, “Dammi Un Motivo”, “Chesterfield” e “Jafar” mostrano un (t)rapper già personale e diverso non solo dal resto della scena, ma capace di non suonare come l’imitazione di un esponente USA (anche se qualche riferimento alla più melodica scena francese si possa sentire). Il mixtape contiene anche la prima versione di “Chic”, un brano che diventerà poi il metro ideale del suo progresso come artista e, inoltre, il suo primo  gioiello Trap, pur in una versione stravolta. C’è anche una collaborazione con Sfera Ebbasta, “Oro E Diamanti”, che però è Hardcore Hip-Hop un po’ attempato. Pur in modo involuto, Izi propone anche dei pezzi con stralci in inglese: è la rottura di uno dei taboo più resilienti della scena.

Il Julian Ross Mixtape (2015) dimostra, anzi conferma, la stoffa di Izi: ripescando basi e melodie dalla scena Trap francese, riesce a muoversi fra intimismo e punch-line aggressive, fra rap chirurgico e canto robotico intriso di autotune. “Non Sparo A Salve” è uno dei vertici. Certo, alcuni momenti sono ancora amatoriali, come “Cogo” e “Cazzo Sì”.

Siamo tuttavia ancora in un contesto di raccolte di brani prolisse e segnate da produzioni non originali, dove si comprende l’abilità di Izi ma non si giunge a opere davvero riuscite. Il tanto atteso esordio ufficiale, Fenice (Maggio 2016), ha così un compito arduo: mettere a frutto l’aspettativa. L’opener “Izis” finalmente è un prodotto professionale, curato nei dettagli come non accadeva in passato. Su YouTube supera 1,3 milioni di views senza neanche avere un vero video. Il resto dell’album è forse troppo morbido, scivolando verso il mellifluo di un melodismo risaputo (“Con Me”, l’R’n’B di “Trafitto”) o una EDM generica (“Odi”, “Niente Da Perdere”), e poco coraggioso, con diversi momenti che si riferiscono più ad una idea di Hip-Hop da inizio Millennio che da tardi anni ’10 (“Luce”, “Scusa”). Un’eccezione è “Solo”, R’n’B mutante che cerca una via per così dire “cantautorale”, sicuramente una possibilità credibile per Izi ma che pare in quest’esordio ancora sviluppata con risultati alterni. Non mancano, nonostante tutto, momenti da ricordare per la scena nazionale: “Oh Mio Dio”, “La Tua Ora” e soprattutto “Chic”, giunta alla sua terza e definitiva incarnazione.

Il video, da 6 milioni di views, è uno dei più poetici che l’Italia abbia proposto negli ultimi anni. Il brano è un gioiello che funge tanto da piccolo capolavoro della Trap nazionale quanto da manifesto di un Izi finalmente capace di mostrare tutta la sua versatilità. Mentre buona parte di Fenice si limita ad alternare l’Izi trapper con quello cantante, o prova a spostarlo su territori più orecchiabili e disimpegnati, “Chic” fonde il dramma personale, il trapper dal flow chirurgico, il cantante con l’autotune, il cantautore contemporaneo e malinconico che Izi riesce a essere.

Al contrario, il duetto con Sfera Ebbasta in “Tutto Apposto”, fotografato da un video stiloso, segna la direzione di banalizzazione che sta assumendo la scena nell’opera di due dei suoi esponenti più famosi.

A conti fatti, Fenice non riesce a diventare quel piccolo capolavoro che pure ci si poteva aspettare da Izi, configurandosi come un’opera confusa che cerca di mettere insieme varie anime del trapper, senza trovare una sintesi efficace se non in un numero ristretto di brani maggiori.

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